EDUCAZIONE CIVICA - Il commercio equosolidale

zi o ca n ICA e CIV sala e sostenibilità Edu Il commercio equosolidale OBIETTIVO La grande attenzione che si pone oggi alla sostenibilità e alla salute porta i clienti a mettere sulle proprie tavole sempre più prodotti equosolidali; con questo termine si indicano i cibi e le bevande che derivano da un commercio basato su rapporti paritari con i produttori, che rifiuta le logiche dello sfruttamento e rispetta la dignità lavorativa e l ambiente. Siamo quello che mangiamo: ciò che consumiamo deve essere salutare, ma deve anche provenire da una filiera trasparente che mette al centro le persone e i loro diritti, la salvaguardia della biodiversità e la sostenibilità economica e ambientale. Fino a poco tempo fa nessuno lo riteneva possibile, ma ora, anche grazie alla pressione dei consumatori, le cose stanno lentamente migliorando. Sono molte, infatti, le aziende che studiano nuove strategie per favorire le relazioni commerciali direttamente nei Paesi dove vengono prodotti gli ingredienti originali. Trattare le materie prime direttamente sul posto significa combattere lo sfruttamento minorile, creare più posti di lavoro con maggiore qualifica e salari stabili. In altre parole, equivale a maggiori opportunità e responsabilità per il Paese produttore, e una filiera solidale più equa da produttore a consumatore. Anche i prezzi dei prodotti equosolidali sono sempre più in linea con il mercato globale, in modo da garantire ai produttori un reddito stabile e sufficiente per vivere. 8 LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA OBIETTIVO E PRODUZIONE 12 CONSUMO RESPONSABILI Il caffè equo Il caffè è tra gli esempi più emblematici di prodotti per cui è in corso un evoluzione verso una filiera equosolidale, perché proviene da Paesi in cui è molto diffuso lo sfruttamento dei lavoratori. Spesso sono associazioni dei Paesi importatori, come Slow food, a creare presidi di controllo in questi Paesi per aiutare i produttori a liberarsi dalle vessazioni dei loro sfruttatori. Grazie a queste dinamiche è inoltre possibile proteggere la coltivazione di specie di caffè minori. Il mercato del caffè non è infatti rappresentativo della biodiversità globale, perché è monopolizzato dalle varietà Arabica e Robusta, e nei sistemi molto fragili dei Paesi produttori sono numerose le specie legate alla tradizione che rischiano di scomparire e devono quindi essere protette. Infine, la diffusione di un mercato equo ha una parte importante anche nell educazione dei consumatori. Per esempio, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus ha stilato un regolamento insieme ai torrefattori italiani che consente di apporre il marchio dei presìdi controllati sul prodotto finale. I marchi rappresentano infatti un arma efficace per certificare la filiera solidale e rassicurare il consumatore. Dividetevi in gruppi di tre e cercate su Internet la classificazione dei marchi che vengono apposti sui caffè prodotti in una filiera equosolidale. Esponete alla classe le vostre scoperte in una breve infografica. IL MONDO DEL CACAO CAPITOLO 5 313

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