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In aprile si ha il germogliamento: le gemme si gon ano e foglioline, rametti e bocci iniziano a dispiegarsi. Fra giugno e agosto si ha lo sviluppo dei nuovi tralci e la loro progressiva ligni cazione (nell agostamento, fra agosto e novembre, le parti verdi si colorano no a diventare marroni). Si ha anche la formazione e l allungamento dei viticci, l espansione delle foglie e l accrescimento dei raspi che sostengono i ori. In autunno si ha la perdita delle foglie. Da dicembre ad aprile la pianta è a riposo. sottociclo riproduttivo: comprende i vari stadi di sviluppo dei frutti. Anche in questo caso le fasi che si succedono dipendono dalle condizioni climatiche. In aprile-maggio a partire dalle gemme si ha lo sviluppo e la formazione dei ori. Agli inizi di giugno si ha la oritura, che dura pochi giorni; la fecondazione avviene grazie al vento (fecondazione anemo la). Verso la metà di giugno si ha il passaggio dal ore al frutto (allegagione) e la caduta dei ori non fecondati. Fino alla metà di agosto gli acini si sviluppano (ingrossamento). Un pàmpino attaccato dalla minatrice della vite (Holocacista rivillei), una microfarfalla le cui larve si nutrono delle foglie scavando piccole gallerie. Da metà a ne agosto gli acini prendono colore (invaiatura): in questo periodo si eliminano i grappoli in eccesso per favorire la qualità del vino rispetto alla quantità. A settembre-ottobre la maturazione dell uva porta un aumento del rapporto fra zuccheri e acidi nei frutti, che vengono poi raccolti. Una coltivazione problematica Avere un bel raccolto di grappoli sani non è una cosa semplice: i problemi da fronteggiare, che possono in uire negativamente sulla produzione del vino, sono numerosi. Le malattie parassitarie sono dovute a organismi che sfruttano la vite per vivere e riprodursi, danneggiandola. Sono causate da virus, che attaccano soprattutto le foglie e le parti lignee, funghi, come la peronospora (Plasmopara viticola) o l oidio (Oidium tuckeri ) o animali (ragnetti o insetti come la llossera e le tignole), che colpiscono tutta la pianta. FOCUS Dall America una malattia e una cura Intorno alla fine dell Ottocento, gli esemplari di Vitis labrusca che giunsero dall America in Europa nascondevano una grave minaccia: la fillossera (Daktulosphaira vitifoliae), un insetto che, così come attaccava le foglie delle viti americane, distruggeva le radici delle viti europee. Senza antagonisti, in Europa la fillossera si diffuse ovunque, portando all annientamento di quasi tutti i vigneti. Si salvarono solo alcuni vitigni pregiati, come il Nebbiolo e la Barbera, che crescevano in alta quota o vicino a zone sabbiose: qui le condizioni di vita erano sgradite alla fillossera. Proprio sfruttando le debolezze di questo insetto l uomo riuscì a superare la crisi: innestando una porzione di tralcio (marza) di vite europea su tronchi radicati di vite americana, si eliminò il problema in modo definitivo. Oggi in Europa restano solo pochi vitigni a piede franco, cioè con radici autoctone europee, e, nel mondo, l unico Paese a piede fran- Viti (verdi) appena innestate su radici di vite americana (marroni). co è rimasto il Cile. 218 UDA 10 BASI DI ENOLOGIA E SERVIZIO DEL VINO

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Per il primo biennio. DEMO: UDA 2 - L’organizzazione delle risorse