I TESTI

I TESTI L incontro con l autore latino italiano T1 Laocoonte (Eneide II, 203-224) 77 Le Bucoliche Negli Idilli di Teocrito, modello principale delle Bucoliche, il mondo pastorale è vagheggiato come uno spazio innocente e ideale. Da Teocrito Virgilio mutua, per primo, questa visione, ricavandone spunti originali, sino ad allora ignoti alla cultura romana: non a caso, all inizio dell ecloga VI, egli afferma, con orgoglio, di avere introdotto nella letteratura latina un genere poetico del tutto nuovo. Al tempo stesso, però, Virgilio si discosta dal modello sul piano dei temi e dei valori, insistendo latino T2 latino maggiormente sulla personale partecipazione alle sofferenze degli uomini: il dolore per lo sconvolgimento subìto dalla civiltà pastorale a causa delle confische è espresso con toni di vibrante lirismo nelle eclogae I e IX; l attesa di una nuova età dell oro, che riporti pace e serenità dopo il turbinìo delle guerre civili, trova una felice formulazione nell ecloga IV; il tema dell amore è scandagliato con la sensibilità sognante di un poeta elegiaco nell ecloga X. Tìtiro e Melibèo (ecloga I) 80 L amore di Corid ne per Alessi (ecloga II) Testo PLUS latino italiano T3 La profezia di una nuova età dell oro (ecloga IV) 89 italiano T4 Il canto di Sileno (ecloga VI) 99 italiano T5 Lìcida e Meri (ecloga IX) 103 latino italiano T6 Utopia bucolica e amore elegiaco (ecloga X) 107 Le Georgiche Rispetto alla fase delle Bucoliche, nelle Georgiche Virgilio mostra di aver acquisito una maggiore consapevolezza: il poeta, adesso, si rende conto che il rimedio non è fuggire la realtà (come già Lucrezio aveva dimostrato), ma impegnarsi concretamente nella ricostruzione del mondo contadino, applicando le necessarie artes tecnico-agricole alla coltivazione delle terre italiche, tra le più ricche, variegate e lussureggianti al mondo, come ha modo di decantare nel corso del secondo libro. Ponendosi sul solco della tradizione che vede in Esiodo il capostipite, ecco che Virgilio valorizza l attività agricola sia come labor, cioè fatica necessaria e giustificata dal volere divilatino italiano 74 T7 no, sia come ars, cioè conoscenza , abilità che, esercitata con pazienza, aumenta la produttività del terreno e assicura una gratificante autosufficienza al contadino; da qui, l indicazione della vita agreste come la più saggia fra le scelte esistenziali e la visione dell agricola come un eroe civilizzatore, capace di ottenere grandi vittorie sulle forze ostili della natura. Un amara verità incombe, però, su questo modello etico e dottrinario: il contadino deve mettere in conto eventi imponderabili e disastrosi come la peste, non ascrivibili all ira divina, non placabili con la pietas religiosa e purtroppo capaci di vanificare, in un istante, ogni suo sforzo. La teodicèa del labor impro bus (Georgiche I, 118-146) 115

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea