Tua vivit imago - volume 2

L autore Ovidio più importante e rappresentativo del genere, e allo stesso tempo il modello più diretto per il passo ovidiano qui riportato, è l cale di Callimaco (320/310240 a.C.): in questo breve componimento Tèseo, in viaggio per andare a combattere il toro di Maratona, trascorre la notte in un villaggio dell attica ospitato da una vecchietta chiamata cale nella sua misera casetta; alla partenza dell eroe, cale offre un sacrificio a Zeus per propiziarne il ritorno, ma, quando Tèseo rientra vittorioso, trova cale morta. Decide allora di fondare in suo onore il tempio di Zeus Ecalesio e istituisce una festa e un culto. Sebbene il poemetto nella sua interezza sia perduto, possiamo leggerne numerosi frammenti ed è evidente, anche dal confronto puntuale, l influenza esercitata da tale modello sull episodio di Filèmone e Bauci nelle Metamorfosi, in particolare per la descrizione dettagliata e minuziosa dell accoglienza dell ospite e della preparazione delle modeste vivande che gli vengono offerte: una serie di particolari di vita quotidiana che contrastano fortemente con lo stile elevato e solenne dei poemi epici veri e propri. Con questo episodio Ovidio ha voluto, dunque, cimentarsi in un genere letterario tra i più caratteristici della letteratura ellenistica e confrontarsi con il suo maggiore rappresentante, dando prova, allo stesso tempo, della consueta originalità nel rielaborare temi e moduli preesistenti: «La storia è dunque tradizionale, ma il suo trattamento è molto ovidiano. Con ciò ci si può riferire non soltanto all ineguagliabile leggerezza ed eleganza della lingua e alla lieve giocosità nella conduzione della vicenda, ma al notevole tocco patetico del distacco contemporaneo di due esseri umani dopo una lunga convivenza, con la piccola gloria della pace in cui si trovano rispetto al mondo e al destino (L. Galasso). Filèmone e Bauci come modelli etici Se nelle Metamorfosi si incontrano spesso personaggi connotati negativamente, l episodio di Filèmone e Bauci ha come protagonisti due figure interamente positive, il cui comportamento viene infine premiato nella conclusione del racconto (come avviene nell episodio di Deucalione e Pirra à T10), anche loro unici sopravvissuti a un diluvio decretato dagli dèi al fine di punire i loro simili: gli altri esseri umani nel caso di Deucalione e Pirra, gli altri abitanti della Frigia in quello di Filèmone e Bauci). Filèmone e Bauci rappresentano dei veri e propri modelli etici, da tre diversi punti di vista: innanzitutto, per la modestia e la capacità di tollerare con tranquillità e animo sereno le ristrettezze nelle quali conducono la loro esistenza; poi per l amore reciproco che li unisce; infine, per l altruismo che si manifesta nell ospitalità offerta a due sconosciuti. Se la conclusione dell episodio insiste sul motivo della devozione religiosa esplicitato nella chiusa: Cura deum di sint, et qui coluere, colantur, «Sia dio chi è caro agli dèi, abbia onore chi rese onore (v. 724) , occorre ricordare che, nel momento in cui i due protagonisti decidono di ospitare Giove e Mercurio, non hanno idea di chi abbiano di fronte, e il loro comportamento è ispirato, dunque, non da un sentimento di devozione religiosa, bensì dal dovere dell ospitalità. La premura con la quale Filèmone e Bauci cercano di onorare come possono, con i loro modestissimi mezzi, i loro ospiti può essere intesa come simbolo di una totale e disinteressata apertura agli altri: lo conferma l episodio immediatamente successivo, che appare teso a mettere in scena l atteggiamento opposto. Si tratta infatti della vicenda di Erisìttone, punito dagli dèi per la sua empietà con una fame inestinguibile, che lo induce, alla fine, a divorare sé stesso: così, se quest ultimo è emblema di un egoismo assoluto, che finisce con l annientare colui che ne è dominato, non sarà allora incongruo scorgere, al contrario, in Filèmone e Bauci il simbolo di un radicale altruismo, che porta infine, di fatto, alla realizzazione di tutte le aspirazioni e i desideri di coloro che lo hanno voluto e saputo mettere in pratica. Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Nell antica Grecia l ospite era considerato sacro e la xen a (cioè lo stesso vincolo di ospitalità) un istituzione con delle prescrizioni ben precise, che si sono in parte conservate nella calorosa accoglienza che i greci riservano ancora oggi agli ospiti stranieri. Rintraccia nel testo tutti gli elementi che rimandano all atteggiamento ospitale da parte di Filèmone e Bauci verso i due dèi. 535

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Età augustea