T16 ITA - La ricompensa dei giusti: Filèmone e Bauci

L ET DI AUGUSTO T16 La ricompensa dei giusti: Filèmone e Bauci tratto da Metamorfosi VIII, 637-724 italiano Uno degli episodi a lieto fine delle Metamorfosi narra di quando Giove e Mercurio visitano la Frigia fingendosi dei semplici mendicanti: respinti da tutti coloro a cui hanno chiesto ospitalità, vengono infine accolti nella misera dimora di Filèmone e Bauci, due anziani e poveri coniugi che, «uniti dagli anni della giovinezza, invecchiarono / in quella capanna e, ammettendo la propria miseria / e sopportandola di buon animo, la alleggerivano (vv. 632-634). I due dèi decidono allora di punire gli abitanti della regione sommergendoli sotto un diluvio e di premiare i loro ospiti, gli unici a sopravvivere, trasformando la loro casa in un tempio e concedendo loro di divenirne sacerdoti. Al termine della loro vita, Filèmone e Bauci si trasformano rispettivamente in una quercia e in un tiglio, posti l uno accanto all altro. Quando i due dèi entrarono nella casetta e attraversarono la soglia, chinando il capo, il vecchio1 li invitò a riposare sopra una panca, 640 sulla quale Bauci premurosamente distese un panno ruvido. Poi smosse sul focolare la cenere tiepida, ravvivò il fuoco del giorno prima, alimentandolo con foglie e corteccia secca, e col suo vecchio soffio attizzò le fiamme; prendendo dal ripostiglio ciocchi spezzati 645 e rami aridi, li spezzettò e li mise sotto una piccola pentola. Poi tolse le foglie agli ortaggi raccolti nell orto irriguo dal marito e staccò una spalla di porco affumicata da una trave nera con un forchettone a due punte, e da quella spalla, a lungo serbata, taglia una piccola 650 parte e la mette a bollire nell acqua calda. Intanto fanno passare il tempo in discorsi, 655a e scuotono il piumino sul letto che ha sponda e piedi 2 655b di salice, fatto di morbide erbe di fiume. Vi mettono sopra un velo che sono soliti usare solo nei giorni di festa, ma anch esso è vecchio e logoro, non fuori luogo per un letto di salice. 660 Gli dèi presero posto. La vecchia tremando nella veste succinta apparecchia la mensa, ma un piede è zoppo; lo pareggia con un coccio che, messo sotto, elimina il dislivello, poi la puliscono con verde menta. Vengono messe in tavola olive di due colori, 1. il vecchio: Filèmone. 2. e scuotono fiume: qui la numerazione dei versi è irregolare perché tiene conto del fatto che nei manoscritti la stessa scena è descritta due volte di seguito e 532 dunque gli editori devono scegliere quale versione mantenere e quale eliminare. La stessa cosa avviene anche più avanti in questo stesso episodio, senza però che cambi il numero e l ordine dei versi, per- ché in quel caso la traduzione segue la versione che si usa indicare con la numerazione regolare.

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea