Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 350 355 360 365 370 375 380 Deucalione parla piangendo a Pirra: «Sorella, sposa, sola donna superstite, che hai in comune con me famiglia e parentela,5 poi ci ha unito il letto e adesso il pericolo stesso ci unisce, di tutte le terre che vedono oriente e occidente siamo noi due la popolazione, il resto se l è preso il mare.6 E anche ora non è abbastanza tranquilla la nostra fiducia di sopravvivere, anche ora le nubi ci atterriscono l animo. Quale sarebbe il tuo animo, povera te, se tu fossi scampata al fato senza di me? Da sola, come potresti sopportare il terrore? Chi consolerebbe il tuo pianto? Credimi che se il mare avesse preso anche te, ti seguirei, sposa, e il mare avrebbe anche me.7 Potessi restaurare con le arti paterne i popoli e infondere vita alla terra plasmata!8 Ora il genere umano sopravvive in noi due (così hanno voluto gli dèi): restiamo esempio degli uomini . Così disse e piangevano; poi stabilirono di pregare gli dèi e chiedere aiuto al sacro oracolo.9 Senza indugio, si accostarono entrambi alle acque del Cefìso:10 non era ancora limpida, ma già tagliava il percorso consueto. Attinsero acqua e spruzzarono le vesti e il capo, poi volsero i loro passi al tempio della dea santa: il tetto era sporco di pallido muschio, l altare non aveva fuoco. Come toccarono i gradini del tempio, ambedue si gettarono a terra e baciarono intimoriti il freddo sasso, dicendo: «Se gli dèi si lasciano vincere e ammorbidire dalle preghiere giuste, se l ira divina si piega, dicci, Temi, in che modo si può riparare il danno del genere umano; soccorri, mitissima, il mondo sommerso . La dea si commosse e rispose: «Uscite dal tempio col capo velato e slacciate le vesti:11 5. Deucalione parentela: Deucalione era figlio di Prometeo, Pirra del fratello Epimeteo. Prometeo ed Epimeteo erano i figli del titano Giàpeto. 6. il resto se l è preso il mare: in latino possedit cetera pontus; la frase riecheggia omnia pontus erant del v. 292. 7. Credimi anche me: in latino il parallelismo tra il destino dei due personaggi è evidenziato da una ripetizione verbale an- 504 cora più precisa: Namque ego, crede mihi, si te quoque pontus haberet, / te sequerer, coniunx, et me quoque pontus haberet. 8. Potessi restaurare plasmata!: allusione al mito secondo cui Prometeo, padre di Deucalione, aveva creato il genere umano plasmandolo dal fango. 9. chiedere aiuto al sacro oracolo: i due superstiti chiedono consiglio all oracolo di Delfi, nella Focide, dove all epoca era Temi, dea della giustizia e della legge, a dare i responsi (successivamente quello delfico sarebbe diventato un famosissimo santuario di Apollo e i responsi sarebbero stati dati dalla sua sacerdotessa, la Pizia). 10. Cefìso: fiume che attraversa la Focide. 11. col capo velato e slacciate le vesti: era usanza coprirsi la testa e slacciarsi le vesti quando ci si accingeva a compiere un rito religioso o magico.

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Età augustea