Tua vivit imago - volume 2

L autore Ovidio 385 390 395 400 405 410 415 poi gettatevi dietro le spalle le ossa della grande madre .12 Tacquero a lungo stupiti, poi ruppe il silenzio per prima Pirra, rifiutando obbedienza agli ordini divini; chiede perdono con voce tremante, ma teme, gettando le ossa, di offendere l ombra materna. Ripetono intanto le parole oscure ed enigmatiche del responso avuto, e continuano a meditarle tra sé: poi il figlio di Prometeo tranquillizzò la figlia di Epimeteo, dicendo: «O il mio ingegno s inganna, o, giacché l oracolo è pio e non può richiedere un sacrilegio, la grande madre è la terra; per ossa credo s intendano le pietre nel corpo della terra: l ordine è di gettarcele dietro le spalle . Benché Pirra rimanesse colpita dalla spiegazione del suo sposo, la speranza restava dubbia: entrambi diffidano dell ordine divino. Ma non ci perdevano niente a tentare. Si allontanano col capo velato e si slacciano le vesti e si gettano dietro le spalle le pietre richieste. Le pietre (chi lo crederebbe se non lo attestasse la tradizione antica?) cominciarono a perdere durezza e rigidità, ad ammorbidirsi a poco a poco ed a prendere forma. Quando crebbero ed ebbero sostanza più tenera, cominciò a farsi vedere, ancora non chiaro, un aspetto umano ma, similissime a statue di marmo appena iniziate, erano non rifinite e come abbozzi. Però in loro la parte terrosa e umida di un qualche succo cominciò a fare le funzioni del corpo, la parte solida e non pieghevole divenne ossa, quelle che erano vene mantennero lo stesso nome. In breve tempo, per volontà degli dèi, le pietre scagliate dall uomo presero aspetto di uomini, da quelle scagliate dalla donna rinacque la donna. Per questo siamo una razza dura, usa alle fatiche, e diamo testimonianza della nostra origine. (trad. G. Paduano) 12. Uscite dal tempio della grande madre: come intuisce poco dopo Deucalione (vv. 391-395), la magna parens di cui parla l oracolo, volutamente enigmatico e sibillino, è la terra, mentre Pirra capisce inizialmente di dover oltraggiare le spoglie della propria madre. Ecco perché, in un primo momento, rifiuta l «obbedienza / agli ordini divini (vv. 385-386). 505

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Età augustea