Tua vivit imago - volume 2

diversi elementi contenutistici e formali richiamano l episodio di Aglauro nelle Metamorfosi (II, 708-832) ed è proprio il confronto con il testo ovidiano che consente di precisare il senso della pena (la cucitura degli occhi) inflitta agli invidiosi (F. Ursini). Non a caso, si è recentemente parlato delle Metamorfosi come «ipotesto del poema dantesco: «il riuso di Ovidio è sistematico e fondamentale nella strategia narrativa e nell impianto strutturale della Commedia, tanto da segnare i loci deputati [cioè i passi più importanti] dell opera e i momenti nodali del viaggio (R. Mercuri). L età moderna Altrettanto pervasiva è l influenza di Ovidio nella letteratura, nell arte e nella cultura dell età moderna: quanto alle arti figurative, basti dire che le Metamorfosi, fonte principale se non unica dei dipinti e delle statue di argomento mitologico di età rinascimentale e barocca, sono considerate il libro in assoluto più illustrato nella storia dell arte occidentale dopo la Bibbia. I due esempi forse più famosi sono la Nascita di Venere di Sandro Botticelli (1445-1510) e l Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini (15981680). Quanto invece alla letteratura, tra gli infiniti esempi che si potrebbero citare dall Orlando furioso di Ludovico Ariosto (1474-1533) al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes (1547-1616) , la presenza di Ovidio è notevole nel teatro elisabettiano, e in 460 particolare nelle opere di Christopher Marlowe (1564-1593) e William Shakespeare (1564-1616). Un esempio assai significativo del modo in cui quest ultimo riprende i racconti ovidiani e talora costruisce intorno a essi alcune delle sue opere teatrali è rappresentato dal Tito Andronico (1589), tragedia giovanile direttamente ispirata all episodio ovidiano di Tèreo, Procne e Filomela ( T15); ma anche in un testo più celebre, come per esempio il Sogno di una notte di mezza estate (1595), ampio spazio ha la ripresa in chiave comica dell episodio di Piramo e Tisbe (Metamorfosi IV, 55-166), messa in scena, all interno della finzione della commedia, da una compagnia di attori. L Ottocento e la prima metà del Novecento L unica parentesi nella storia della grande fortuna di Ovidio coincide con il Romanticismo, periodo durante il quale la poesia ovidiana era considerata alla stregua di una superficiale esercitazione retorica, con l aggravante di una presunta mancanza di originalità dovuta all esistenza di modelli greci, che Ovidio si sarebbe limitato a imitare nella propria lingua. Un idea, questa, destinata a rimanere prevalente nella cultura della prima metà del Novecento e, nell ambito della divulgazione e della scuola, in parte anche nei decenni successivi, tanto che si è parlato ancora recentemente, come di pregiudizi da superare definitivamente, di «certe mitizzazioni da vecchio

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Età augustea