Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 15 20 Hanc ego, nondum etiam sensus deperditus omnis, molliter impresso conor adire toro; et quamvis duplici correptum ardore iube rent hac Amor hac Liber, durus uterque deus, subiecto leviter positam temptare lacerto osculaque admota sume re et arma manu, non tamen ausus eram dominae turbare quietem, expertae metuens iurgia saevitiae; sed sic intentis haerebam fixus ocellis, Argus ut ignotis cornibus Inach dos. Et modo solvebam nostra de fronte corollas ponebamque tuis, Cynthia, temporibus; et modo gaudebam lapsos formare capillos; nunc furtiva cavis poma dabam manibus: Io non ancora completamente fuori di senno, cerco di avvicinarmi a lei premendo mollemente il letto. E sebbene afferrato da duplice ardore mi urgessero da una parte Amore, dall altra Libero, dèi crudeli entrambi, a tentarla sottoponendo lievemente un braccio al suo corpo adagiato, e a baciarla, attirandola a me, e a impugnare le armi, tuttavia non osavo turbare il riposo di colei che mi ha in suo potere, temendo i rimbrotti della sua ira già sperimentata; ma restavo immobile, fisso lo sguardo intento, al pari di Argo di fronte alle ignote corna dell Inachide. E ora scioglievo i floreali serti dalla mia fronte, e li disponevo, o Cinzia, intorno alle tue tempie, ora mi beavo a ricomporre i tuoi capelli sciolti, ora ponevo furtivamente dei pomi nel cavo della tua mano, 11-18. Hanc ego saevitiae Properzio si avvicina a Cinzia cercando di non svegliarla: nonostante, affascinato dalla sua bellezza, desideri abbracciarla e baciarla, teme però di suscitarne l ira disturbandone il sonno, per cui non osa (non ausus eram) sfiorarla. L atteggiamento timoroso del poeta è sintomatico del rapporto di sottomissione (servitium amoris) proprio dell amante elegiaco nei confronti della sua padrona (domina); ed è molto importante, da questo punto di vista, l aggettivo experta, riferito alla crudeltà (saevitia) di Cinzia, che Properzio ha, dunque, già sperimentato. Hanc: dipende da adire, costruito con l accusativo. omnis: forma arcaica e poetica dell accusativo plurale (concorda con sensus ed è accusativo di relazione). quamvis: introduce una proposizione concessiva che occupa quattro versi 424 (13-16): da iube rent, che ha per soggetto Amor e Liber e per complemento oggetto [me] correptum, dipendono infatti sia temptare che sume re; hac sottintende parte. Libero è un antico dio italico dei frutti, poi identificato con Bacco: come Bacco al v. 9, anche qui si tratta di una metonimia per vino . osculaque manu: il verso contiene uno zeugma*, perché il verbo sumo ha come complementi oggetti sia oscu la ( prendere i baci ) che arma ( impugnare le armi ), ma il senso del verbo è diverso (astratto nel primo caso, concreto nel secondo); l ablativo assoluto admota manu si riferisce solo a sume re arma, espressione nella quale è da vedere un allusione sessuale. 19-24. sed sic intentis manibus sic intentis Inach dos: Properzio rimane dunque immobile a fissare Cinzia e si pa- ragona ad Argo, il mostruoso guardiano dai cento occhi al quale Giunone aveva ordinato di sorvegliare Io (figlia di Inaco, Inach dos, genitivo con desinenza greca), amante di Giove, trasformata dalla dea in giovenca (per questo le sue corna sono «ignote , cioè mai viste prima). Il paragone con Argo è giustificato dalla fissità dello sguardo (intentis ocellis), ma è possibile che vi sia anche un allusione più sottile: Properzio è così rapito dalla bellezza di Cinzia che vorrebbe anche lui avere cento occhi come Argo. Il diminutivo di oculus, ocelli, è parola caratteristica del lessico di Properzio e si incontra anche al v. 33. Et modo solvebam manibus: Properzio si diletta a adornare Cinzia addormentata come se fosse una bambola: le mette sul capo la corona di fiori che portava lui stesso (corollas / ponebam tuis temporibus),

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea