Il debutto di un poeta

L ET DI AUGUSTO Il debutto di un poeta T2 «Cinzia per prima tratto da Elegie I, 1 latino La prima elegia del primo libro di Properzio si apre con le parole Cynthia prima, «Cinzia per prima , a segnalare così il tema pressoché esclusivo del libro e, insieme, l interesse pressoché unico della vita del poeta, costretto dalla follia (furor) della passione a «condurre una vita priva di qualsiasi saggezza (nullo vivere consilio), ormai già da un anno intero. 10 Cynthia prima suis miserum me cepit ocellis, contactum nullis ante cupidinibus. Tum mihi constantis deiecit lumina fastus et caput impositis pressit Amor pedibus, donec me docuit castas odisse puellas improbus, et nullo vivere consilio. Et mihi iam toto furor hic non def cit anno, cum tamen adversos cogor habere deos. Milanion nullos fugiendo, Tulle, labores saevitiam durae contu dit Ias dos. 1-2. Cynthia cupidinibus L elegia esordisce dichiarando che Cinzia è stata il primo amore del poeta, che infatti in precedenza (ante) non era stato mai toccato (contactum) da alcun amore (nullis cupidinibus). L intero distico è caratterizzato da una insistita allitterazione*, che fa come riecheggiare il nome di Cinzia: Cynthia... cepit ocellis contactum cupidinibus (ricorda che al tempo di Properzio si pronunciava kepit okellis); un ulteriore allitterazione è in miserum me. prima: ha valore predicativo ( per prima ). ocellis: diminutivo di oculus, in funzione vezzeggiativa: è parola caratteristica del lessico di Properzio. contactum: participio congiunto riferito a me. 3-6. Tum mihi consilio Tum pedibus: «Allora Amore abbassò (deiecit) il consueto orgoglio del mio sguardo (constantis lumina fastus) e mi oppresse il capo sottoponendolo al dominio dei suoi passi (impositis pedibus, ablativo assoluto) (trad. L. Canali). Constantis fastus è genitivo di qualità riferito a lumina: alla lettera l espressione significa dunque gli occhi dal costante orgoglio . Il poeta ave- 418 LETTURA Cy nth a pr ma su s | m se ru m me ce p t o ce ll s, co nta ctu m nu ll s | a nte Cu p d n bu s Metro: distici elegiaci 5 Audio ! repetita iuvant à p. 422 va, cioè, uno sguardo sempre orgoglioso, prima che Amore glielo facesse abbassare mettendogli i piedi in testa. donec: finché . me docuit consilio: Amore, crudele (improbus), mi insegnò (me docuit) a odiare (cioè disprezzare) le fanciulle caste (castas odisse puellas) , preferendo a loro una come Cinzia, e a vivere senza alcuna saggezza (nullo vivere consilio). 7-8. Et mihi deos Et iam: e ormai . furor hic: questa pazzia , una follia che costringe il poeta a vivere in modo scriteriato, dissipando la propria esistenza. mihi non def cit: lett. non mi viene meno , cioè non mi abbandona . cum tamen deos: mentre tuttavia sono costretto ad avere gli dèi avversi . Il poeta è cioè infelice non soltanto perché è sotto il dominio di Amore, ma anche e soprattutto perché, come dirà nei versi seguenti, quella per Cinzia è una passione tormentata e la donna ha un atteggiamento apparentemente ostile nei confronti di Properzio. 9-10. Milanion contudit Ias dos Viene introdotto ora il primo esempio mitologico della raccolta: Atalanta (Ias dos, Iàside , perché figlia del re àrcade Iasio), non volendo sposarsi, sfidava i pretendenti in una gara di corsa, ma quando questi la raggiungevano, li trafiggeva con la lancia. Fu però sconfitta nella gara da Melanione (o da Ippòmene, secondo un altra versione del mito), che la distrasse gettando a terra tre mele d oro che gli erano state donate da Venere. Properzio paragona, dunque, sé stesso a un eroe pronto a rischiare la vita pur di conquistare la donna amata, e Cinzia alla crudele Atalanta, pronta a uccidere tutti i suoi pretendenti, con la differenza, però, che Melanione alla fine riuscì a infrangere (contu dit, perfetto di contundo) la crudeltà (saevitiam) di Atalanta, mentre Properzio, almeno per il momento, non sembra avere alcun successo, come dirà poco più avanti. Tulle: Tullo è il destinatario della prima elegia e, di conseguenza, il dedicatario del libro. Ias dos: nota il genitivo con desinenza greca. 11-16. Nam modo facta valent Questi tre distici spiegano nel dettaglio (Nam, infatti ) l esempio mitico introdotto ai vv. 9-10. modo videre feras: ora (modo) errava folle (amens, predicativo) negli antri del monte Partenio (nell Arcadia) e anda-

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea