Tua vivit imago - volume 2

L autore Tibullo 75 Nunc levis est tractanda Venus, dum frangere postes non pudet et rixas inseruisse iuvat. Hic ego dux milesque bonus: vos, signa tubaeque, ite procul, cupidis volnera ferte viris, ferte et opes: ego conposito securus acervo despiciam dites despiciamque famem. Ora è il momento di godere della spensierata Venere, ora, che non è vergognoso infrangere le porte, ed è dolce intrecciare litigi. Qui io sono buon condottiero e soldato: voi, insegne e trombe, andate lontano; portate ferite al guerriero ambizioso, ma anche donategli ricchezze. Io, tranquillo con il mio raccolto chiuso nel granaio, mi riderò dei ricchi e ugualmente della fame. (trad. L. Canali) litia propriamente detta, è invece dux milesque bonus nella militia amoris. dum frangere iuvat: gli amori giovanili sono simboleggiati dai tentativi di sfondare la porta chiusa della donna amata (frangere postes) e dalle risse che scoppiano tra i suoi pretendenti oppure tra i due innamorati (rixas inseruisse, infinito perfetto con valore di presente). 75-78. Hic ego famem Nel finale dell elegia torna, con Ringkomposition*, la contrapposizione tra le diverse scelte di vita. Hic: in questo campo, cioè in amore. dux milesque bonus: riferimento al motivo della militia amoris, cioè della vita amorosa come forma di militanza contrapposta alla carriera militare propriamente detta; il tema è presente già in Plauto, ma celebre è, in particolare, l esordio dell elegia I, 9 di Ovidio à p. 467). ferte et opes: anche gli ultimi versi dell elegia sono scanditi dalle ripetizioni (ferte ferte; de- spiciam despiciamque, quest ultima ulteriormente enfatizzata dall allitterazione con dites). despiciam dites famem: «la paupertas (v. 5) tibulliana, ugualmente lontana dalle ricchezze come dalla indigenza, rappresenta l ideale della mediocritas (F. Della Corte). Il verbo despicio significa lett. guardare dall alto in basso (de-spicio). Analisi del testo Il tema della scelta di vita L elegia con cui si apre il primo libro è anche la prima delle cinque nelle quali compare Delia (sebbene si ritenga che non sia la prima in ordine di composizione); il tema amoroso è qui, tuttavia, subordinato a quello, più generale, della scelta di vita, che riceve in questi stessi anni un estesa trattazione nel carme I, 1 di Orazio, un altro componimento che ha, come quello in esame, funzione proemiale e carattere programmatico. Tibullo individua in una campagna idealizzata il luogo perfetto per trascorrere un esistenza priva di ambizioni e di preoccupazioni, interamente dedita alla poesia e all amore e aperta al recupero della religiosità tradizionale legata ai culti agresti: si tratta, come si è visto, di una tematica specificamente tibulliana, laddove Properzio ambienta la sua storia d amore con Cinzia quasi interamente a Roma (come farà poi anche Ovidio negli Amores). Comune, però, a Properzio e già a Catullo e ai poeti neoterici è la contrapposizione di una vita appartata ai tradizionali valori romani dell impegno civile e militare: valori che Augusto stava tentando di restaurare, sicché nella presa di posizione dei poeti elegiaci è stata vista anche una implicita opposizione all ideologia augustea (à p. 27). vero anche, tuttavia, che l elogio della campagna e dei valori tradizionali a essa legati era anch esso un aspetto importante di quella stessa ideologia, per cui non sembra opportuno forzare eccessivamente, soprattutto nel caso di Tibullo, i termini della contrapposizione. Certamente, comunque, non vi è polemica nei confronti di Messalla, che anzi il poeta qui omaggia pur scegliendo per sé una vita 385

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Età augustea