Tua vivit imago - volume 2

L autore Orazio Quid sit futurum cras, fuge quaere re, et quem Fors dierum cumque dabit, lucro 15 adpo ne, nec dulcis amores sperne puer neque tu chore as, donec virenti canities abest morosa. Nunc et campus et areae lenesque sub noctem susurri 20 conposita repetantur hora, nunc et latentis prod tor intumo gratus puellae risus ab angulo pignusque dereptum lacertis aut digito male pertinaci. 13-18. Quid sit morosa quem cumque: tmesi*. lucro adpo ne: formula appartenente alla lingua commerciale; significa segnare [una cifra] tra i guadagni nel registro contabile. nec chore as: costruisci: nec tu sperne dulcis (= dulces, con desinenza di accusativo plurale in -is) amores neque [sperne] chore as, non disprezzare i dolci amori e non [disprezzare] le danze . donec morosa: costruisci: donec canities morosa abest [tibi] virenti. Virenti, dativo del participio presente di vireo, significa [a te] che fiorisci , e cioè sei «nel fiore della gioventù . Che cosa accadrà domani, evita di chiederlo; ascrivi a guadagno ogni nuovo giorno che la Sorte ti concederà, e non rifiutare i piaceri dell amore finché sei giovane, né le danze, finché non ti tocca la lenta vecchiaia nel fiore della gioventù. Ora il campo e le piazze; i lievi sussurri, sul far della notte, si rinnovino all ora convenuta; ora il gradito riso, che dal più remoto angolo tradisce la fanciulla nascosta, e il pegno strappato alle braccia o al dito che resiste senza convinzione. (trad. O. Portuese) 18-24. Nunc et pertinaci campus: indica, per antonomasia*, il Campo Marzio, luogo dove i giovani si ritrovavano per gli esercizi fisici e i giochi, ma anche per passeggiate e appuntamenti amorosi. areae: erano spazi paragonabili alle piazze di oggi, cioè zone delle città lasciate libere da costruzioni davanti ai templi. repetantur: lett. si ricerchino ; i soggetti sono campus, areae, lenes susurri. nunc angulo: puoi costruire così: nunc [repetatur] gratus risus ab intumo angulo prod tor latentis puellae, ora [sia cercato] il gradito riso [che proviene] dal segreto angolo, rivelatore della fanciulla nascosta . Il verbo sottinteso repetatur è ricavabile da repetantur del v. 20. pignus pertinaci: anche qui è sottinteso repetatur ( sia cercato anche il pegno ). Pignus designa il monile (o anello o braccialetto) che il giovane chiedeva all amata come pegno d amore; qui la ragazza sembra opporsi alla richiesta dello spasimante, ma sta solo fingendo, come denota l uso dell avverbio male, sinonimo di parum, che attenua il valore dell aggettivo pertinaci (lett. poco ostinata ). Analisi del testo Metafore paesaggistiche La struttura dell ode è tripartita: nei vv. 1-8 è descritto un paesaggio invernale; nei vv. 9-18 è sviluppata un esortazione a non curarsi del domani, lasciando che a occuparsene siano gli dèi, i soli a decidere quando i venti in lotta sulla distesa marina debbano placarsi; nei vv. 18-24 sono descritti gli appuntamenti d amore nella cornice galante di Roma. Nel componimento si alternano, quindi, scenari differenti: dall inverno sabino delle prime due strofi lo sguardo di Orazio si sposta sulla tempesta marina della terza strofe, per poi ripiegare, nel finale, sulla primavera romana che fa da sfondo all incontro degli amanti. Lo studioso Eduard Fraenkel (1888-1970) ha espresso un giudizio molto duro sull ode, ritenendo che queste continue transizioni da un paesaggio all altro denotino la mancanza di una coerenza interna al testo. Una critica, oggi, inaccettabile. Le mutevoli determinazioni temporali non sono vignette concepite separatamente da Orazio e mal conciliate fra loro: si configurano, piuttosto, come le tappe di un consapevole e riuscito itinerario simbolico, giocato sul contrasto fra la vecchiaia (di cui è metafora il 295

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea