Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 790 795 800 case dei Mirmidoni o dei Dòlopi,8 non andrò a servire donne greche, io, dardana, e nuora della dea Venere; la grande madre degli dèi9 mi trattiene in queste terre. E ora addio, serba l amore di nostro figlio . Com ebbe parlato così, mi lasciò in lagrime, desideroso di dirle molto, e svanì nell aria lieve. Tre volte tentai di cingerle il collo con le braccia: tre volte inutilmente avvinta l immagine dileguò tra le mani, pari ai venti leggeri, simile a un alato sogno. Così, consunta la notte, ritorno a vedere i compagni. E qui trovo con meraviglia che era affluita una moltitudine di nuovi compagni, donne e uomini, popolo radunato all esilio, miserevole turba. Si raccolsero da tutte le parti, pronti d animo e di forze, in qualunque terra volessi condurli per mare. E già Lucifero sorgeva dagli alti gioghi dell Ida,10 e portava il giorno; i Danai presidiavano le porte, e non v era speranza di aiuto; mi mossi, e levato il padre sulle spalle mi diressi verso i monti . (trad. L. Canali) 8. Mirmidoni Dòlopi: i Mirmidoni sono l antico popolo della Tessaglia che par tecipò alla guerra di Troia al seguito di Achille; il termine sarebbe associato a una leggenda posteriore, secondo cui questa popolazione, proveniente dall isola di Egi na, sarebbe derivata dalle formiche (my` r mex in greco significa formica ). I Dòlopi sono un altro popolo tessalo, che com batté con Achille e Pirro. 9. grande madre degli dèi: la dea Cìbele, originaria della Frigia, patrona di Troia. 10. E già Lucifero dell Ida: Lucifero è la stella del mattino; l Ida è un monte dell isola di Creta, dove si venerava Cì bele. Analisi del testo La fuga e la paura Il sentimento che domina la sce na della fuga da Troia è la paura. Il figlio di Enea si aggrappa alla mano del padre e teme di perderla (vv. 723724); Enea, a sua volta, è timoroso per la sorte dei suoi familiari e a loro rivolge i suoi pensieri più accorati (vv. 727729). La missione di Enea comin cia all insegna di una responsabilità familiare e sen timentale, prima ancora che politicomilitare. Anche le armi, che in analoghi, concitati momenti nei poemi omerici hanno caratteristiche di maestosità e di bril lantezza, qui in Virgilio riflettono soltanto gli incendi che stanno divorando la città. La caduta di una città gloriosa come Troia, con le azioni atroci compiute dai vincitori, addolora certamente Enea; ma tale dolore, 150 ancorché orribile e pesante, non eguaglia le soffe renze dell eroe, cui in una notte vengono sottratte la patria e la moglie. La scomparsa di Creùsa Enea non riesce a spie garsi l improvvisa sparizione di Creùsa. La moglie po trebbe essersi fermata, perché sottrattagli dal Fato, oppure potrebbe avere sbagliato strada o essersi seduta, perché sopraffatta dalla stanchezza (v. 739). Da un punto di vista narratologico, l episodio della sparizione di Creùsa è necessario per dare sviluppo alla vicenda successiva di Enea; per la sua elabora zione Virgilio ha messo a frutto scelte personali, ma ha sicuramente tenuto conto anche di tradizioni pre

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Età augustea