Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 535 540 Ut tandem ante oculos evasit et ora parentum, conc dit ac multo vitam cum sanguine fudit. Hic Priamus, quamquam in media iam morte tenetur, non tamen abstinuit nec voci iraeque pepercit: «at tibi pro scelere , exclamat, «pro talibus ausis, di, si qua est caelo pietas, quae talia curet, persolvant grates dignas et praemia reddant debita, qui nati coram me cernere letum fecisti et patrios foedasti funere voltus. At non ille, satum quo te mentiris, Achilles talis in hoste fuit Priamo: sed iura fidemque supplicis erubuit corpusque exsangue sepulcro reddidit Hectoreum meque in mea regna remisit . Antonio Canova, La morte di Priamo, 1787-1792. Possagno, Gypsotheca e Museo Antonio Canova. come infine giunse davanti allo sguardo dei genitori, cadde, ed effuse con molto sangue la vita. Allora Priamo, sebbene già nella stretta della morte, tuttavia non si contenne, e non risparmiò la voce e l ira: «Per tale delitto e prodezza esclama «gli dèi, se v è nel cielo pietà che di questo si curi, ripaghino degne grazie e rendano i premi dovuti a te, che m hai costretto ad assistere alla morte del figlio, profanando con l eccidio il volto paterno. Ma non quell Achille, del quale ti menti progenie, si comportò così con il nemico Priamo; ma ebbe riguardo ai diritti e alla fede del supplice, e rese il corpo esangue di Ettore al sepolcro, e me rinviò nel mio regno . Ut: ha valore temporale. ante oculos parentum: il pleonasmo* (l espressione significa letteralmente davanti agli occhi e al volto ) e l allitterazione* sottolineano il pàthos del momento: la scena virgilia na vede Polìte morire sotto gli occhi dei genitori Priamo ed cuba. multo cum sanguine: anastrofe*. Tutto il verso 532 è caratterizzato da ritmo spondaico. Hic: ha valore temporale. pepercit: terza per sona del perfetto indicativo di parco; reg ge i dativi voci iraeque. 535-539. at tibi voltus La maledizione di Priamo è introdotta da at esclamativo ed è sintatticamente imperniata sui congiuntivi ottativi persolvant e reddant, aventi come soggetto di e dai quali dipende tibi del v. 535. Nota l uso dello schema del dico lon abundans, tipicamente virgiliano: due pri mi cola* paralleli sono introdotti da pro (pro scelere pro talibus ausis); vi fanno seguito altri due cola simmetrici (persol 144 vant grates dignas et praemia reddant / debita ) contenenti, rispettivamente, una prima enunciazione del concetto e una sua variazione. Lo stesso schema è usato ai vv. 538539, ove il medesimo concetto (la vista della morte di un figlio da parte del padre) è espresso da due cola paralleli (qui nati fecisti et patrios voltus), rafforzati dall allitterazione (fecisti foedasti funere). ausis: participio perfetto sostantivato. qua: equivale ad aliqua. caelo: ablativo di stato in luogo senza in. quae talia curet: proposizione relativa impropria con valore finaleconsecutivo. coram: ha valore avver biale. me fecisti: me è soggetto in ac cusativo di cernere, infinito dipendente da fecisti in virtù di un costrutto facio + infinito (proprio della lingua familiare) che sostitui sce ut + congiuntivo. foedasti: equivale a foedavisti, terza persona singolare del per fetto indicativo di foedare, lett. insozzare ; si tratta di verbo che rinvia alla credenza antica secondo cui si poteva essere conta minati dalla vista o dal contatto di un morto. 540-543. At non ille remisit At non ille Achilles: il comportamento del fi glio di Achille (che uccide spietatamen te Polìte sotto gli occhi di Priamo e poi Priamo stesso) è ben diverso da quello di Achille, che invece ebbe pietà del vecchio Priamo, al quale restituì il cadavere di Et tore. Da qui il valore fortemente avversa tivo di At. Nota l anastrofe di satum quo te mentiris per quo te mentiris satum, ove satum è participio perfetto di sero, più po etico di natus, e quo è ablativo di origine. erubuit: lett. arrossì di fronte a ed è co struito transitivamente, secondo un uso tipicamente poetico. corpusque re misit: costruisci: et reddidit corpus Hec toreum exsangue sepulcro et me remisit in mea regna. Sepulcro è dativo di fine; Hectoreum è usato metri causa in sosti tuzione del genitivo soggettivo Hectoris.

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Età augustea