Tua vivit imago - volume 2

L autore Virgilio 55 60 65 70 75 o segue una giovenca nel grande gregge. Chiudete, o Ninfe, o Ninfe dittèe,18 chiudete ormai i valichi delle montagne, se per caso si offrano in qualche luogo ai vostri archi le orme errabonde del toro; forse attirato dall erba verde, o seguendo l armento si lascerà condurre attratto da qualche giovenca alle stalle di Gortina .19 Poi canta la fanciulla stupita dei pomi delle Espèridi,20 e narra come le sorelle di Fetonte21 si racchiusero nel muschio di un amara corteccia e si eressero dal suolo diritti ontani. E canta Gallo22 errante alle acque del Permesso, e come una delle Muse lo guidò sui monti dell Aonia,23 e come per l eroe si alzò tutto il coro di Febo, e come Lino24 pastore dal divino canto con la chioma adorna di fiori e di amaro àpio25 gli disse: «Ecco, ricevi questa siringa a molte canne, che le Muse diedero un tempo al vecchio di Ascra;26 con quella traeva giù dai monti col canto i rigidi orni. Canta con essa le origini della selva grinèa27 e perché non vi sia bosco di cui si vanti di più Apollo . Perché ricordare Scilla, figlia di Niso, di cui narra la fama che cinta i candidi fianchi di mostri latranti vessò le navi dulichie28 e sul gorgo profondo, ahi, lacerò i naviganti atterriti coi carri marini? e come narrò le mutate membra di Tèreo, e quali vivande e doni gli preparò Filomèla29 e come 18. Ninfe dittèe: da Ditte, monte nell i sola di Creta. 19. Gortina: città di Creta. 20. la fanciulla delle Espèridi: allusio ne al mito di Atalanta, principessa della Beozia che sconfiggeva nella corsa tutti i pretendenti alle nozze, fin quando non fu sconfitta con un astuzia da Ippòmene, che la distrasse gettandole ai piedi delle mele d oro, provenienti dal giardino delle Espèridi. 21. sorelle di Fetonte: dette anche Elìadi ( figlie del sole ), piansero il fratello Feton te sulle rive del fiume Erìdano, dove un fulmine di Zeus lo aveva precipitato men tre tentava di guidare il carro del padre in cielo. 22. Gallo: Cornelio Gallo (6926 a.C.), poeta amico di Virgilio, considerato il pa dre dell elegia latina (à T7). 23. Permesso Aonia: il Permesso è un fiume della Beozia, qui detta Aonia se condo una denominazione primitiva. 24. Lino: cantore mitico, assimilabile a rfeo (à T12). 25. àpio: nome di varie erbe aromatiche, con cui si intrecciavano corone; qui Vir gilio si riferisce forse al sedano selvatico. 26. vecchio di Ascra: Esiodo, nato ad Ascra, vicino all Elicona. 27. selva grinèa: selva di Grinio, in Eoli de, dove si trovava un oracolo di Apollo: fu cantata, secondo Servio, da Euforione di Calcide (III secolo a.C.). 28. Scilla navi dulichie: non fu la figlia di Niso, re di Megara, ma l omonima figlia di Forco ed Ecate a essere trasformata nel mostro marino cui dovette sfuggire Odìsseo. Virgilio fonde consapevolmente le vicende delle due Scille: la figlia di Niso, durante l assedio di Megara, invaghitasi di Minosse, tradì il proprio regno, consegnan do al suo innamorato la ciocca purpurea della chioma paterna, dalla quale dipende vano le sorti di Megara. Successivamente respinta da Minosse, Scilla fu tramutata in uccello marino: la ciris, argomento dell o monimo scritto pseudovirgiliano. Le «navi dulichie sono le navi di Odìsseo: l aggetti vo rinvia a Dulichio, nome di una delle isole Echìnadi, che i poeti romani confondono con Itaca, patria di Odìsseo. 29. Tèreo Filomèla: è il mito di Tèreo, re di Tracia, che aveva rapito e violenta to Filomèla, sorella della moglie Procne, per poi amputarle la lingua cosicché non potesse raccontare il misfatto (à p. 526). Le due donne lo punirono uccidendo Iti (il figlio nato dall unione di Tèreo e Procne) e servendogli a banchetto le carni del figlio. Tèreo le inseguì, fin quando tutti e tre non furono tramutati in uccelli (Tèreo divenne un upupa, Filomèla un usignolo, Procne una rondine). Non è escluso che Virgilio segua qui una variante del mito, secondo cui Filomèla, non Procne, era moglie di Tèreo e madre di Iti. 101

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Età augustea