Promessi sposi

T1 I BRAVI MINACCIANO DON ABBONDIO 120 125 130 135 140 145 150 155 160 non c entra: fanno i loro pasticci tra loro, e poi e poi, vengon da noi, come s anderebbe a un banco65 a riscotere; e noi noi siamo i servitori del comune.66 Or bene, gli disse il bravo, all orecchio, ma in tono solenne di comando, questo matrimonio non s ha da67 fare, né domani, né mai. Ma, signori miei, replicò don Abbondio, con la voce mansueta e gentile di chi vuol persuadere un impaziente, ma, signori miei, si degnino di mettersi ne miei panni. Se la cosa dipendesse da me,... vedon bene che a me non me ne vien nulla in tasca 68 Orsù, interruppe il bravo, se la cosa avesse a decidersi a ciarle,69 lei ci metterebbe in sacco. Noi non ne sappiamo, né vogliam saperne di più. Uomo avvertito lei c intende. Ma lor signori son troppo giusti, troppo ragionevoli Ma, interruppe questa volta l altro compagnone, che non aveva parlato fin allora, ma il matrimonio non si farà, o e qui una buona bestemmia, o chi lo farà non se ne pentirà, perché non ne avrà tempo, e un altra bestemmia. Zitto, zitto, riprese il primo oratore:70 il signor curato è un uomo che sa il viver del mondo;71 e noi siam galantuomini, che non vogliam fargli del male, purché abbia giudizio. Signor curato, l illustrissimo signor don Rodrigo nostro padrone la riverisce caramente. Questo nome fu, nella mente di don Abbondio, come, nel forte72 d un temporale notturno, un lampo che illumina momentaneamente e in confuso gli oggetti, e accresce il terrore. Fece, come per istinto, un grand inchino, e disse: se mi sapessero suggerire Oh! suggerire a lei che sa di latino!73 interruppe ancora il bravo, con un riso tra lo sguaiato e il feroce. A lei tocca. E sopra tutto, non si lasci uscir parola su questo avviso che le abbiam dato per suo bene; altrimenti ehm sarebbe lo stesso che fare quel tal matrimonio. Via, che vuol che si dica in suo nome all illustrissimo signor don Rodrigo? Il mio rispetto Si spieghi meglio! Disposto disposto sempre all ubbidienza . E, proferendo queste parole, non sapeva nemmen lui se faceva una promessa, o un complimento. I bravi le presero, o mostraron di prenderle nel significato più serio. Benissimo, e buona notte, messere,74 disse l un d essi, in atto di partir col compagno. Don Abbondio, che, pochi momenti prima, avrebbe dato un occhio per iscansarli,75 allora avrebbe voluto prolungar la conversazione e le trattative. Signori cominciò, chiudendo il libro con le due mani; ma quelli, senza più dargli udienza,76 presero la strada dond era lui venuto, e s allontanarono, cantando una canzonaccia che non voglio trascrivere.77 Il povero don Abbondio rimase un momento a bocca aperta, come incantato; poi prese quella delle due stradette che conduceva a casa sua, mettendo innanzi a stento una gamba dopo l altra, che parevano aggranchiate.78 65. banco: banca. 66. del comune: della comunità. 67. non s ha da: non si deve. 68. nulla in tasca: nessun vantaggio. 69. ciarle: chiacchiere. 70. il primo oratore: quello che aveva per primo preso la parola. L espressione è ironica. 71. sa del mondo: sa come vanno le cose. 72. nel forte: nel culmine. 73. sa di latino: conosce il latino, e quindi è una persona istruita. 74. messere: appellativo dato ai parroci nel Seicento. 75. iscansarli: evitarli. 76. udienza: ascolto. 77. non voglio trascrivere: dal manoscritto dell Anonimo. 78. aggranchiate: rattrappite. 47

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