3. I SINTAGMI

3 | I SINTAGMI

Scopri la grammatica

Rileggi la frase seguente scomposta negli elementi che la costituiscono e poi rispondi alla domanda.
Ieri mattina | la mia migliore amica Alessia | a scuola | dopo la ricreazione | ha regalato | generosamente | il libro di poesie | a sua cugina Luisa | per il suo compleanno.

  • Considera gli elementi di cui è costituita la struttura della frase come pianeti che gravitano attorno al sole, dove il sole è il verbo. Come hai visto, ciascun pianeta non è rappresentato da parole singole ma da insiemi di parole: Ieri + mattina; la + mia + migliore + amica + Alessia ecc. Perché?

La sintassi riguarda la posizione, la funzione e il rapporto delle parole con le altre parole all’interno della frase. Una frase può essere suddivisa in unità sintattiche chiamate sintagmi. Esistono due tipi di sintagma: il sintagma semplice e il sintagma complesso.


Il sintagma semplice è l’unità più piccola della sintassi. È costituito da una o più parole che formano un’unità con la stessa funzione:


Ogni frase è costituita da almeno un sintagma. Se una frase (che non sia una frase nominale,  p. 5) ha un solo sintagma, esso non può che essere il sintagma costituito dal verbo, chiamato sintagma verbale, come nei verbi impersonali.


Oltre al sintagma verbale, esistono altri tipi di sintagmi semplici. Si definiscono in base alla parola intorno alla quale sono costruiti, esclusi gli articoli, la negazione non e le congiunzioni (che formano un tutt’uno con la parola che segue).


Se un sintagma è costituito da un nome, è detto sintagma nominale (l’acqua, la sorellina). Ricorda che può sempre essere sostituito da un pronome: essa, lei.


Se un sintagma è introdotto da una preposizione, è detto sintagma preposizionale (in campagna, dello zio, con gli amici).


Se un sintagma è costituito da un aggettivo è detto sintagma aggettivale.


Un avverbio, infine, costituisce un sintagma avverbiale (forse, lentamente, volentieri). Il sintagma avverbiale può anche essere formato da due avverbi (molto velocemente).


In una frase come La mia sorellina ha giocato a palla tutto il pomeriggio, quindi, avremo i seguenti sintagmi semplici:

 La sorellina | mia | ha giocato | a palla | tutto | il pomeriggio.


Non possiamo, invece, considerare come parti dello stesso sintagma semplice, per esempio, sorellina e ha o giocato e a, perché le parole hanno funzioni sintattiche diverse: sorellina è parte del soggetto, mentre ha è parte del verbo ecc.


I sintagmi possono essere anche complessi, ovvero costituiti da più sintagmi semplici. In un sintagma complesso si distingue il sintagma semplice reggente da quello dipendente. Per esempio, nella frase Mario prende l’autobus fino a casa dei nonni distinguiamo:



Devi dunque immaginare i sintagmi complessi come un meccanismo a incastro, cioè l’uno (sintagma semplice) dentro l’altro (sintagma complesso). Hai presente le bambole russe chiamate matrioske? Quelle bambole di legno disposte l’una dentro l’altra, dalla più grande (la più esterna, che contiene tutte le altre) fino a quella piccolissima (la più interna)? Ecco, i sintagmi funzionano un po’ come le matrioske. Considera il sintagma complesso che costituisce il soggetto della frase scomposta all’inizio di questo capitolo:


 >> pagina 451 

Non tutti i sintagmi sono sullo stesso piano, cioè hanno pari importanza, nella struttura della frase. Paragonandoli ai mattoni di una casa, alcuni servono a sostenere l’intera costruzione (cioè la frase), che crollerebbe se fossero tolti, altri invece sono più a scopo “decorativo”. Nella frase Ieri mattina, la mia migliore amica Alessia, a scuola, dopo la ricreazione, ha regalato generosamente il libro di poesie a sua cugina Luisa, per il suo compleanno, il libro, cioè il secondo argomento del verbo, ha un’importanza superiore (perché serve a completare il significato del verbo ha regalato) rispetto al circostante di poesie, che serve a specificare meglio di quale libro si tratti.


Nella struttura della frase, i sintagmi che contengono il verbo e i suoi argomenti sono i mattoni che reggono l’intera struttura, mentre i circostanti e le espansioni non sono mattoni “portanti”. I primi (il verbo e i suoi argomenti) non possono essere tolti (altrimenti la casa crollerebbe), gli altri (i circostanti e le espansioni) invece possono essere tolti. La frase minima è dunque lo scheletro portante dell’intera casa. 

       I sintagmi e l’analisi logica

Saper individuare i sintagmi e scomporre quelli complessi in sintagmi semplici è un’abilità molto importante che ti consentirà di affrontare al meglio l’analisi logica.


L’analisi logica è l’operazione che ti consente di capire la struttura della frase, suddividendola in sintagmi e riconoscendo la funzione sintattica e semantica di ciascuno di essi, cioè il ruolo svolto dai sintagmi all’interno della frase: soggetto, predicato, complemento ecc.


Facciamo un esempio:

 Il padre di Mario prende l’autobus fino a casa del suo amico.


Per svolgere l’analisi logica di questa frase, dovrai seguire diversi passaggi.

1. Isola il sintagma (semplice o complesso) che contiene il verbo.

 Il padre di Mario prende l’autobus fino a casa del suo amico.


2. Dal verbo, risali al sintagma che contiene il suo primo argomento, cioè il soggetto (a meno che non  si tratti di un verbo impersonale).

 Il padre di Mario prende l’autobus fino a casa del suo amico.


3. Individua ora tutti gli altri sintagmi e stabilisci quali sono semplici e quali complessi. Scomponi poi in sintagmi semplici tutti i sintagmi complessi.


4. A questo punto, potrai classificare ciascun sintagma a seconda della funzione sintattica e semantica svolta all’interno della frase (ne parleremo approfonditamente nei capitoli successivi e nell’Unità 11):

 Il padre: soggetto;
 di Mario: complemento di specificazione;
 prende: predicato verbale;
 l’autobus: complemento oggetto;
 fino a casa: complemento di moto a luogo;
 dell’amico: complemento di specificazione;
 suo: attributo del complemento di specificazione.

Fissa i concetti

Il sintagma semplice è l’unità più piccola della sintassi. Esso è costituito o da una singola parola o da più parole che costituiscono un’unità con la stessa funzione sintattica.

Il sintagma indispensabile in ogni frase è quello costituito dal verbo, il sintagma verbale. Esistono anche altri tipi di sintagmi: sintagma nominale, sintagma preposizionale, sintagma aggettivale, sintagma avverbiale.

I sintagmi che contengono al loro interno altri sintagmi si chiamano sintagmi complessi.

L’analisi logica è l’operazione che consente di capire la struttura della frase, scomponendola in sintagmi e riconoscendo la funzione sintattica e semantica di ciascuno.

In pratica

                      1  Trascrivi le seguenti frasi nel quaderno e dividile in sintagmi semplici.

1. Ieri ho trascritto nel mio quaderno una poesia molto commovente di Montale.

2. Oggi sono arrivata in ritardo al lavoro a causa del blackout nel mio appartamento in via Gide.

3. Il mio gigantesco armadio contiene senza problemi i miei vestiti e quelli delle mie due sorelle.

4. Ho saputo della nascita della tua sorellina ieri sera.

5. Il festival di Sanremo è una trasmissione molto amata dagli italiani.

6. Adoro il rumore delle foglie nel vento e l’arcobaleno nei giorni di pioggia leggera.

7. Non si dovrebbe mettere la virgola tra il soggetto e il suo predicato.

8. Il basilico si annerisce rapidamente a causa dell’ossidazione di alcune molecole chiamate polifenoli.

 >> pagina 453 

                      2  I sintagmi delle seguenti frasi sono stati messi in disordine. Riscrivi nel quaderno ogni frase mettendo tutte le parole al posto giusto. Sono possibili più soluzioni. Attenzione: se il sintagma è tra parentesi, devi inserirlo all’interno di un altro sintagma.

1. delle sette e dieci || l’autobus || ho perso || stamattina

2. ho || e altre due || di matematica || una || due ore || il lunedì || di italiano || di inglese

3. viene usata || come deposito || della mia famiglia || la mia scrivania || da tutti i membri

4. a Genova || il prossimo mese || con la mia amica Viola || (d’infanzia,) || andrò

5. è || una donna energica e piena || verso i suoi due figli, Domenico e Martina || di cure || Santina

6. amo || e con molte illustrazioni || molto || i libri ben scritti || nonostante la mia età, || (di fiabe)

7. leggermente || del mio armadio || si è scheggiato || lo specchio

8. i programmi || molto bene || specialmente || il computer, || so usare || di animazione


                      3  Sottolinea in blu il sintagma verbale semplice e in rosso il sintagma semplice con funzione di soggetto. Quando il soggetto è sottinteso, scrivilo nella colonna di destra; quando è assente, metti una X.


1. Qualcuno ha denunciato al sindaco la situazione di degrado di questo quartiere periferico.

 

2. Manca l’aria malgrado le finestre aperte e il ventilatore acceso.

 

3. Mi piace il latte con i cereali.

 

4. Non compro mai oggetti o vestiti inutili solo per il desiderio di un momento.

 

5. Non chiedermi più notizie di Giacomo, per favore.

 

6. In Ungheria, nei letti matrimoniali le coperte sono divise: ognuno ha la sua.

 

7. Spesso, a torto, il grado di piccantezza di un peperoncino viene associato al suo colore.

 

8. Solo con lo studio ci si può costruire un futuro di libertà e di possibilità.

 

 >> pagina 454 

                      4  Scomponi il testo prima in frasi semplici (usa il segno ||), poi in sintagmi semplici (usa il segno |). Per comodità, considera gli aggettivi posti accanto al nome come parte del sintagma del nome. Le parti tra virgolette vanno considerate frasi a parte. Ignora le congiunzioni.


Quando voi parlate ai grandi di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: «Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti?». Ma vi domandano: «Che età ha? Quanti fratelli? Quanto guadagna suo padre?». Allora soltanto credono di conoscerlo. Se voi dite ai grandi: «Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto», loro non sanno immaginare. Bisogna dire: «Ho visto una casa di centomila lire», e allora esclamano: «Come è bella». Sono fatti così. Non c’è da prendersela. I bambini devono essere indulgenti coi grandi. Mi sarebbe piaciuto cominciare questo racconto come una storia di fate. Mi sarebbe piaciuto dire: «C’era una volta un piccolo principe che viveva su di un pianeta poco più grande di lui e aveva bisogno di un amico...». Per coloro che comprendono la vita , sarebbe stato molto più vero.

(Adattato da A. de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe, 1949)


                      5  Inserisci dei sintagmi laddove richiesto. Le frasi risultanti devono avere senso compiuto.

1. Finalmente ho assaggiato ..................., ................... arabo: era ottimo! 2. Dopo aver ricavato l’altezza ..................., devo calcolarne . 3. I vaccini ................... indispensabili per proteggerci ................... gravi. 4. Tra la lettura ................... e quella ................... , preferisco quest’ultima. 5. ................... regalatami ................... è davvero utile, oltre che bella. 6. ................... di Tiziano Ferro che preferisco è Sere nere. 7. Le mie gambe ................... e non riesco a muovermi se non le scuoto un po’. 8. Ho comprato tre uova ................... di stasera.

                      6  Scrivi nel quaderno cinque sintagmi adeguati a ciascuna immagine. I sintagmi dovranno avere come nucleo un nome, ma potranno essere complessi, cioè contenere altri sintagmi.

La Grammatica Treccani - volume A
La Grammatica Treccani - volume A
Morfologia, sintassi, lessico, fonologia, ortografia