Dai fatti alla Storia - volume 1

Trasformazioni economiche e mutamenti sociali | CAPITOLO 7 IL PATRIZIATO URBANO Arricchitosi con le attività mercantili e finanziarie, questo ceto di nuova formazione aveva in città il fondamento del proprio potere. A volte si trattava di nobili che si erano legati al mondo borghese e si erano dati ad attività commerciali; altre volte era composto da famiglie di estrazione borghese che avevano trovato la loro fortuna nella mercatura e poi avevano spostato il centro dei loro affari sul versante delle rendite agrarie, perdendo a volte parte del dinamismo che li caratterizzava. Spesso poi questi ricchi borghesi, come riconoscimento sociale della loro funzione vollero assimilarsi ai costumi e agli stili di vita della nobiltà. Questo processo avvenne anche mediante l acquisizione di titoli nobiliari o imparentandosi con famiglie titolate, grazie a politiche matrimoniali. L albero della società francese del Quattrocento: in alto il potere spirituale, subito sotto quello temporale (re e signori), infine contadini, artigiani e soldati. Un santo francescano guarisce tre lebbrosi. I religiosi erano spesso gli unici ad assistere i malati, compresi quelli considerati immondi e perciò esclusi dalla società, come appunto i lebbrosi. IL CLERO Anche il clero era composto da soggetti di diversa origine sociale. Ai livelli più alti giungevano i figli della nobiltà e del patriziato urbano, che entravano a far parte della ristretta cerchia di vescovi, abati e cardinali. Nella struttura ecclesiastica i cadetti delle famiglie aristocratiche potevano compiere una carriera adeguata al loro rango assumendo posizioni di prestigio e di potere (> C5.2), magari nei ricchi capitoli di cattedrali e monasteri. Ai livelli più bassi erano destinati invece i curati di campagna, preti spesso ignoranti anche in materia di fede, che in molti casi avevano scelto la strada del sacerdozio spinti più dal desiderio di assicurarsi una fonte di sussistenza che da un autentica vocazione. PAROLE DALLA STORIA Capitolo l organismo collegiale che governa gli istituti religiosi. Oggi si dice che ha voce in capitolo chi ha l autorevolezza per intervenire in una discussione o per prendere una decisione: un espressione derivata dal mondo ecclesiastico, dove significa avere diritto di voto in un capitolo : i capitoli, specialmente quelli delle grandi cattedrali, erano importanti centri di potere, perciò ne facevano parte personaggi di rilievo, per capacità o come si è visto per nascita. LA CHIESA COME CERNIERA SOCIALE La Chiesa nel suo complesso era il più importante possessore di terre in Europa: i più potenti ordini religiosi gestivano enormi latifondi e di fatto erano i veri motori dell attività agraria medievale. Inoltre Inol chiese e monasteri erano destinatari di eredità e donazioni da parte di ricchi e nobili che prima di morire lasciavano gran parte dei loro beni, nella speranza di salvarsi l anima (> C5.2), un capitale che aumentò immensaspe mente nel periodo della peste. D altra parte, va considerato anche il fatto m cche la Chiesa gestiva le maggiori strutture per il soccorso dei poveri e degli ammalati per i quali impegnava parte della sua ricchezza sotto forma di assistenza e servizi. Furono numerose le istituzioni ecclesiastiche (cui si affiancarono anche confraternite e istituzioni laiche) che promossero centri ospedalieri dove potevano trovare accoglienza pellegrini, stranieri, orfani, vedove, vecchi e in genere coloro che finivano nell ampia spirale della povertà (> A , pag. 188). n Insomma, nella Chiesa si assommavano la gestione del potere e dellla ricchezza da un lato e il legame con i soggetti più diseredati e afflitti della popolazione dall altro: una sorta di cerniera su cui ricadeva la d responsabilità dell ordine sociale. 187 77636R_0000E01_INTE_BAS@0187.pgs 15.09.2021 15:42

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Dai fatti alla Storia - volume 1
Dal Medioevo all'Età moderna