Tua vivit imago - volume 1

L INCONTRO CON L AUTORE LO STILE DI SALLUSTIO brev tas grav tas patina arcaizzante incisività e concisione Già nel mondo antico Sallustio ha fama di moralista : dunque, nel senso originario della parola, di scrittore di opere inerenti alla descrizione o alla critica dei costumi : egli non si limita soltanto a narrare degli eventi storici, ma mira anche a un analisi dell inarrestabile decadenza dei costumi romani. Come Sallustio, criticando i tempi recenti, si slancia nelle lodi del tempo passato, così anche la sua pagina ha sapore di antico: vengono riesumati termini desueti (come materies, r. 10) o forme arcaizzanti, come subvortit al posto di subvertit (r. 12), aestumare al posto di aestimare (r. 16), optumo al posto di optimo (r. 20; la vocale , quando è seguita da una labiale, può oscurarsi in u : è quello che si definisce sonus medius, che alle orecchie dei Romani suonava arcaico ). In generale, i periodi sono assai brevi ed equilibrati, più ricchi di paratassi che di ipotassi. A questa elegante concisione dello stile concorre poi un altro carattere tipico di Sallustio, cioè una generale frugalità rispetto agli eccessi retorici degli autori contemporanei. La sua pagina può sembrare assai scarna e votata a una particolare incisività e naturalezza del dettato: quella naturalezza che il retore di età imperiale Quintiliano (35/40-96 d.C.) lodava come Sallustiana brev tas (Institutio oratoria X, 1, 32). Una figura retorica cui lo storico ricorre con una certa frequenza è l antitesi: nel brano appena presentato si identificano come tali, per esempio, aliud clausum in pectore, aliud in lingua promptum (rr. 14-15); non ex re, sed ex commodo (r. 16). Tra le altre figure retoriche, si presenta di frequente il chiasmo, spesso inserito all interno di un antitesi (come in clausum in pectore in lingua promptum). La coordinazione per asindeto* è altrettanto frequente, mentre sono rare le allitterazioni e quasi del tutto assenti le figure di significato (come la metafora* o la metonimia*). I TEMI DI SALLUSTIO moralismo confronto passato-presente decadenza dei costumi Il brano riassume i temi più ricorrenti in Sallustio: anzitutto il contrasto tra passato e presente, il primo assunto a proiezione delle virtù originarie e radicali del popolo Romano, il secondo inteso come momento di irreversibile regresso rispetto agli antichi valori. Dell età antica (cioè della storia romana fino alla metà del II secolo a.C.) si mettono in luce in primo luogo i due valori cardine del labor e della iustitia (r. 1); grazie a essi Roma era riuscita a espandersi a un ritmo quasi inarrestabile, fin quando, proprio in virtù di questa spasmodica crescita della ricchezza, il costume dei Romani non iniziò a decadere inesorabilmente verso la mollezza. Sallustio mette in risalto l opposizione sostanziale tra gli uomini del passato, che sopportavano con facilità fatiche e situazioni di enorme difficoltà, e i loro discendenti, dediti soltanto alla lussuria e all accumulo di ricchezze. Questo mutamento radicale si nota nella religiosità (alla dedizione degli antichi, che costruivano templi decorati soltanto dalla loro devozione, si sostituisce ora una totale negligenza dei riti) e nel trattamento dei popoli sottoposti: come Sallustio lascia intendere in altri passi della sua opera, nella crudeltà insensata e nella sistematica spoliazione dei vinti egli vede un riflesso dell ambitio e della cupido proprie di quegli uomini nei quali la fortuna, il benessere e la prosperità dei tempi generano un desiderio insaziabile di opulenza. Questi tempi, felici in apparenza, sono l humus, il terreno fecondo dei grandi mali che porteranno la repubblica di Roma, come dirà in età augustea il poeta Orazio (Epodi 16, 2), a «crollare sotto il peso delle sue stesse forze . 788

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.