Tua vivit imago - volume 1

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI in breve Capitoli 43-76 La seconda fase della guerra vede al comando il console Metello, di cui Mario (à T14) è uno dei luogotenenti. I Romani si aggiudicano importanti vittorie; Mario viene eletto console e ottiene la conduzione della guerra (108 a.C.). Capitoli 77-79 La richiesta di aiuto da parte di Leptis Magna, città della Libia che si era schierata dalla parte di Roma contro Giugurta, offre a Sallustio lo spunto per raccontare la leggenda dei fratelli Fileni, che sacrificando la propria vita posero fine alla guerra fra Cartagine e Cirene: un esempio di gesto nobile e degno di ammirazione (egregium atque mirabile). Testo PLUS L uomo nuovo contro i nobili di nascita Capitoli 80-114 Il conflitto entra nella sua terza e ultima fase: i Romani combattono contro le forze congiunte di Giugurta e di Bocco, re di Mauritania. Questi viene convinto da Silla (à T17), giunto da Roma come questore, a tradire l alleato (105 a.C.). Giugurta viene catturato e consegnato a Mario, eletto nuovamente console per il 104 a.C. Nel Bellum Iugurthinum Il doppio sguardo dello storico Nel capitolo 5 Sallustio motiva la scelta di trattare la Sallustio presenta guerra contro Giugurta adducendo l importanza del conflitto e le sue conseguenze sulla poun evento marginale, litica interna a Roma (à T11). In realtà la guerra giugurtina è, nella storia repubblicana, un la guerra contro Giugurta, come il episodio alquanto marginale, non paragonabile certo ad altre imprese militari compiute punto di inizio dello da Roma, ma il vero interesse dello storico sta nel presentarlo come l inizio del contrasto scontro fra optimates fra l aristocrazia e la plebe che avrebbe dato origine alle guerre civili. Sallustio insiste sulle e populares. La scelta di rappresentare responsabilità della classe dirigente romana, che, corrotta dall oro di Giugurta, apre una crisi letterariamente l hostis, profonda nella vita politica e sociale dello Stato. Benché il giudizio sallustiano appaia talvolil nemico straniero, è ta viziato da parzialità nel trattare le opposte fazioni di optimates e populares (come quando ispirata a Erodoto. esagera il ricorso alla corruzione da parte di Giugurta nei confronti dei membri dell aristocrazia senatoria), l autore non manca tuttavia di riconoscere i meriti della parte avversa e di evidenziare gli errori dei populares cui egli è legato. La scelta di trattare un evento esterno , una guerra combattuta in Africa, pur mantenendo uno sguardo privilegiato sulle vicende interne, pone lo storico, diversamente da quanto accaduto nella prima monografia, a confrontarsi con l hostis (il nemico ) straniero. In questo aspetto l opera di Sallustio si pone nel solco di una tradizione risalente a Erodoto di Alicarnasso (V secolo a.C.), il padre della storiografia antica, che aveva dedicato ampio spazio della sua trattazione ai Persiani e ad altri popoli venuti in contatto con i Greci; tradizione che era continuata poi, per esempio, con Senofonte (V-IV secolo a.C.) e Polibio (II secolo a.C.). Sallustio dimostra Un etnografia di seconda mano? Alcuni studiosi hanno osservato che, nonostante sia scarsa conoscenza dei stato governatore dell Africa nova e sia abilissimo nel ritrarre i re stranieri Giugurta e Aderluoghi in cui si svolge bale, Sallustio dimostra una conoscenza piuttosto approssimativa dei luoghi che sono la guerra contro Giugurta, pur essendo stati teatro della guerra: i capitoli 17-19, infatti, presentano un excursus sull Africa alquanto stato governatore generico, molto lontano dalla ricchezza di notizie delle trattazioni etnografiche del De bello in quelle terre. Gallico di Cesare (à p. 697). Ciò può essere in parte attribuito alla consuetudine degli storici Trae le proprie informazioni antichi di rifarsi a opere precedenti piuttosto che basarsi su un osservazione diretta. Salluda altre fonti storiche stio, in particolare, si serve dei Libri Punici del re nùmida Ièmpsale II, citati nel capitolo 17, precedenti. tradotti per lui dall originale (in lingua punica), delle Historiae di Sisenna (ca 118-67 a.C.), ma soprattutto dell opera storica di Posidonio di Apamea (ca 135-50 a.C.), che trattava gli eventi compresi tra il 144 e l 85 a.C. I personaggi I personaggi Come nel caso di Catilina nella prima monografia, Sallustio non nasconde la più affascinanti propria ammirazione per il protagonista, il re nùmida Giugurta. Di quest ultimo lo storico dell opera sono fornisce un ritratto paradossale, ma in evoluzione: a differenza di Catilina, Giugurta non ha Giugurta e Mario. un indole corrotta sin dall inizio, ma, nella prima descrizione che ne fa lo storico, appare, al contrario, come un giovane molto promettente. Il seme della corruzione viene gettato in lui 778

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Età arcaica e repubblicana