Tua vivit imago - volume 1

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI gno mostruoso , presenta molti elementi in comune con quella svetoniana (la segretezza dei preparativi, la pausa di riflessione prima di superare il confine, l atteggiamento risoluto che accompagna, infine, il passaggio all azione): «Egli [Cesare] passò quella giornata in pubblico, assistendo alle esercitazioni di alcuni gladiatori; poco prima di sera fece un bagno e poi venne nella sala del banchetto ove rimase per un poco con quelli che aveva invitato a cena, e si alzò da tavola quando già faceva buio. Allora salutò tutti e li invitò ad attenderlo come se dovesse tornare, ma a pochi aveva detto prima di seguirlo, non però tutti insieme, bensì chi per una strada e chi per un altra. Egli salì su un carro preso a nolo e si mosse dapprima in una direzione; poi però mutò strada e scese verso Rimini. Quando giunse al fiume che segna il confine tra la Cisalpina e il resto d Italia [si tratta del Rubicone] e gli venne fatto di riflettere, dato che era più vicino al pericolo ed era turbato dalla grandezza dell impresa che stava per compiere, moderò la corsa; poi si fermò, e in silenzio, a lungo, tra sé e sé meditò il pro e il contro. In quel momento mutò spessissimo parere ed esaminò molti problemi con gli amici presenti, tra i quali era anche Asinio Pollione: rifletteva sull entità dei mali cui avrebbe dato origine per tutti gli uomini quel passaggio, e quanta fama ne avrebbe lasciato ai posteri. Alla fine, con impulso, come se muovendo dal ragionamen- to si lanciasse verso il futuro, pronunciando questo che è un detto comune a chi si accinge a un impresa difficile e audace: Si getti il dado , si accinse ad attraversare il fiume e di lì in seguito, procedendo con grande velocità, prima di giorno si buttò su Rimini e la conquistò. Dicono che la notte precedente il passaggio del Rubicone egli fece un sogno mostruoso: gli parve di congiungersi incestuosamente con sua madre (trad. D. Magnino). Cesare tra silenzi e falsificazioni Come ha osservato lo storico Luca Fezzi, dal resoconto di Cesare, messo a confronto con le altre fonti, «emergono due inquietanti silenzi e due probabili falsificazioni. Non compare l attraversamento del Rubicone [ ]. L ulteriore silenzio cesariano riguarda invece la presa manu militari di Rimini, anch essa presente nelle altre fonti (tranne in Svetonio, che non menziona mai la città). Le due falsificazioni sono cronologiche. La contio [ discorso ] di fronte agli uomini della legione XIII secondo altri autori si tenne non a Ravenna, bensì dopo il passaggio del Rubicone (Svetonio), e più precisamente a Rimini (Lucano, Cassio Dione, Orosio), occupata da una truppa ormai collusa in pieno con il generale. [ ] Inoltre e questo è un dato certo la fuga dei consoli da Roma e gli altri provvedimenti connessi furono effetto, e non causa, dell avanzata cesariana . Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Quali sono le accuse che Cesare muove al Senato nel suo discorso rivolto ai soldati? 2. Qual è il messaggio che Pompeo fa riferire a Cesare? 3. Da altre fonti, in particolare dai biografi di Cesare (Svetonio, Plutarco), sappiamo che il condottiero tenne il suo discorso all esercito una volta passato il Rubicone, il fiume che segnava il confine sacro di Roma (pomerium), mentre egli colloca tale esortazione prima del fatale passaggio e afferma che si muove verso Rimini cognita militum voluntate (T19, r. 4). Quale sostanziale differenza implica la sua versione dei fatti rispetto alle altre? ANALISI 4. Rispondi alle seguenti domande. a. Quali sono nel testo le espressioni o i termini che si riferiscono all area semantica del diritto? b. Quali di queste parole sono rimaste in italiano? COMPETENZE ATTIVE cazion CA e CIVI Edu 752 Per raccontare Immagina di essere una recluta appena arruolata nell esercito di Cesare e di scrivere ai tuoi amici una lettera di massimo 20 righe in cui descrivi gli stati d animo dei presenti e l atteggiamento di Cesare prima del passaggio del Rubicone.

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.