T20 LAT - Cesare parla al Senato

L autore Cesare T20 Cesare parla al Senato tratto da De bello civili I, 32 latino Dopo aver ottenuto vari successi nella sua marcia in direzione di Roma (senza spargimento di sangue, ma per adesione volontaria dei cittadini) e poi verso Brindisi per inseguire Pompeo, Cesare giunge a Roma e convoca il Senato: qui tiene un discorso in cui, pur sottolineando tutte le illegalità commesse dai suoi avversari, riafferma la propria intenzione di arrivare a una conciliazione. La seduta si tiene il 1° aprile del 49 a.C. fuori città, perché Cesare, fornito di imperium proconsolare, non poteva entrare in città (e quindi né convocare il Senato nella curia né partecipare alle sedute) senza averlo prima deposto. ! repetita iuvant 5 p. 755 à 10 1. His rebus confectis Caesar, ut reliquum tempus a labore intermitteretur, milites in proxima municipia dedu cit; ipse ad urbem proficiscitur. 2. Coacto senatu iniurias inimicorum commemo rat. Docet se nullum extraordinarium honorem appetisse, sed exspectato legitimo tempore consulatus eo fuisse contentum, quod omnibus civibus pate ret. 3. Latum ab X tribunis plebis contradicentibus inimicis, Catone vero acerrime repugnante et prist na consuetudine dicendi mora dies extrahente, ut sui ratio absentis haberetur, ipso consule Pompeio; qui si improbasset, cur ferri passus esset? Si probasset, cur se uti populi beneficio prohibuisset? 4. Patientiam propo nit suam, cum de exercitibus dimittendis ultro postulavisset; in quo iacturam dignitatis atque honoris ipse facturus esset. 5. Acerbitatem inimicorum docet, qui, quod ab al 1. His rebus confectis proficiscitur His rebus confectis: ablativo assoluto; l espressione fa riferimento alle disposizioni prese in precedenza da Cesare, vale a dire l invio di eserciti guidati da suoi luogotenenti nelle province di Sardegna, Sicilia e Africa al fine di prenderne possesso. ut intermitteretur: proposizione finale (lett. affinché il tempo restante fosse libero dalla fatica , cioè per far riposare i soldati). 2. Coacto senatu pateret Coacto senatu: ablativo assoluto ( riunito il Senato ). Docet: spiega ; introduce l infinitiva se nullum appetisse. exspecta to tempore consulatus: altro ablativo assoluto. La legge prevedeva che tra un consolato e l altro dovessero passare dieci anni: Cesare era stato console nel 59 a.C., quindi nel 49 poteva certamente candidarsi per il 48; l uso dell aggettivo legitimus vuole sottolineare la rettitudine del comportamento di Cesare, messa a confronto con la scorrettezza dei suoi avversari. eo quod: di ciò che ; il pronome è prolettico della completiva, introdotta da quod dichiarativo-causale. 3. Latum prohibuisset Latum ple bis: da questa frase in oratio obliqua dipende, dopo gli ablativi assoluti contradicentibus inimicis, Catone repugnante et extrahente, la completiva ut sui ratio absentis haberetur ( era stato proposto [latum, sottinteso esse] da dieci tribuni della plebe che in sua assenza si tenesse conto della sua candidatura ). contra dicentibus extrahente: sequenza di ablativi assoluti con valore concessivo collegati per asindeto*. prist na extrahen te: lett. sebbene secondo la [sua] antica consuetudine (prist na consuetudine, ablativo di modo) facesse passare i giorni (dies extrahente) con l indugio nel parlare (dicendi mora) ; il riferimento è alla pratica ostruzionistica di continuare a parlare fino al tramonto del sole, quando la seduta doveva essere sciolta. sui ratio absentis haberetur: letteralmente si tenesse conto della candidatura di lui [benché] assente . ipso Pompeio: ablativo assoluto con il verbo essere sottinteso. qui: si riferisce a Pompeo. si improbasset prohibu isset: se fosse stato contrario, perché avrebbe permesso che [la proposta] venisse presentata (passus esset è congiuntivo piuccheperfetto di patior)? Se fosse stato favorevole, perché gli avrebbe impedito (se è riferito a Cesare) di usufruire di un beneficio [voluto dal] popolo? ; si tratta di due periodi ipotetici della irrealtà nei quali l apodosi è una domanda sostanzialmente retorica, quasi a dire che, per essere coerente con il proprio comportamento passato e presente, Pompeo non avrebbe dovuto, paradossalmente, né essere favorevole né essere contrario alla proposta. 4. Patientiam facturus esset Patien tiam: il sostantivo, posto all inizio della frase, acquista un particolare rilievo. propo nit: fa notare . cum postulavisset: la proposizione può essere intesa come una temporale o come una causale ( avendo egli chiesto spontaneamente il congedo degli eserciti ). Cesare aveva proposto di rinunciare al comando delle legioni, se anche Pompeo avesse fatto lo stesso. in quo: lett. nella qual cosa . ipse: lui stesso . facturus esset: perifrastica attiva, con il congiuntivo dell irrealtà; l espressione iacturam facere può significare sacrificare qualcosa , come qui, oppure subire una perdita (con il genitivo della cosa che si perde o alla quale si rinuncia). 5. Acerbitatem inimicorum dimittere Acerbitatem: anche questo termine è collocato all inizio della frase, ponendosi così in contrasto con il precedente Patientiam (r. 8) e sottolineando la differenza fra il comportamento di Cesare e quello dei suoi avversari. qui: riferito ai nemici, è soggetto di recusarent e mallent (congiuntivo imperfetto di malo). omnia permisce ri: lett. che tutte le cose venissero sovverti- 753

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.