Tua vivit imago - volume 1

L autore Cesare 5. Pro multitudine autem hominum et pro gloria belli atque fortitudinis angustos se fines habere arbitrabantur, qui in longitudinem milia passuum CCXL, in latitudinem CLXXX patebant. 3.1. His rebus adducti et auctoritate Orgetor gis permoti constituerunt ea quae ad 15 20 25 proficiscendum pertine rent comparare, iumentorum et carrorum quam maximum numerum coeme re, sementes quam maximas face re, ut in itinere copia frumenti suppeteret, cum proximis civitatibus pacem et amicitiam confirmare. 2. Ad eas res conficiendas biennium sibi satis esse duxerunt; in tertium annum profectionem lege confirmant. 3. Ad eas res conficiendas Orgeto rix deligitur. 4. Is sibi legationem ad civitates susc pit. In eo itinere persua det Castico, Catamantaloedis filio, Sequa no, cuius pater regnum in Sequa nis multos annos obtinuerat et a senatu populi Romani amicus appellatus erat, ut regnum in civitate sua occuparet, quod pater ante habuerat; 5. itemque Dumnor gi Haeduo, fratri Divicia ci, qui eo tempore principatum in civitate obtinebat ac maxime plebi acceptus erat, ut idem conaretur persua det eique filiam suam in matrimonium dat. 5. D altra parte stimavano di possedere un territorio esiguo in rapporto con la massa della popolazione e con la gloria che avevano per il loro valore in guerra, dal momento che si stendeva per duecentoquaranta miglia in lunghezza e centottanta in larghezza. 3.1. Indotti da questi motivi e spinti dall autorità di Orgetorige, gli Elvezi stabilirono di preparare le cose che servivano alla partenza, di radunare il maggior numero di bestie da soma e di carri, di seminare grano nella maggior quantità per avere durante il viaggio abbondanza di frumento, di confermare pace e amicizia con le nazioni vicine. 2. Reputarono che due anni sarebbero bastati per portare a termine queste operazioni: con una legge fissarono la partenza per il terzo anno. 3. A dirigere queste operazioni viene scelto Orgetorige. 4. Egli si incarica delle ambascerie alle nazioni vicine. In questo viaggio persuade il Sequano Castico, figlio di Catamantalede, il cui padre aveva tenuto per molti anni il regno sui Sequani e aveva ricevuto dal senato il titolo di amico del popolo romano, a prendere nel suo paese il regno che suo padre aveva avuto prima: 5. egualmente persuade l Eduo Dumnorige, fratello di Diviziaco, che a quel tempo era il capo della nazione ed era assai gradito alla plebe, a fare lo stesso tentativo, e gli dà in matrimonio sua figlia. 5. Pro multitudine patebant in longitudinem patebant: essendo il miglio romano equivalente a 1,479 km, la misura corrisponde a circa 355 km in lunghezza e 266 in larghezza, dati che appaiono decisamente esagerati rispetto alla realtà. Il verbo patebant (il cui soggetto è qui, riferito a fines, i confini e dunque il territorio ) significa in questo caso si estendevano . 3.1. His rebus confirmare L intero periodo è costruito su un parallelismo, con gli infiniti comparare, coeme re, face re e confirmare a chiudere ciascuna proposizione. His rebus permoti: nota il doppio costrutto participiale, caratteristico dello stile di Cesare. constituerunt compa- rare: costruisci constituerunt comparare ea quae pertine rent ad proficiscendum (gerundio del verbo proficiscor, partire ). coeme re: infinito di co e mo, comprare insieme , riunire . sementes... face re: per esserne forniti di grano durante il viaggio, dovevano seminarne la maggior quantità possibile (quam maximas). 2.-3. Ad eas res deligitur Ad eas res conficiendas: letteralmente per realizzare queste cose (proposizione finale espressa con ad e l accusativo del gerundivo); la frase è ripetuta identica nel paragrafo 3, con una ripetizione caratteristica dello stile cesariano. in tertium annum: quindi la partenza sarebbe stata fissata per il 58 a.C. 4. Is ante habuerat Castico: dativo retto da persua det. amicus appellatus erat: letteralmente era stato chiamato amico . regnum: ancora nel senso di potere regale (à r. 2). quod habuerat: proposizione relativa; quod si riferisce a regnum. 5. itemque dat Dumnor gi: Dumnorìge, come si dice poco dopo, era il fratello di Diviziàco, druido e fedele alleato di Cesare. qui: nonostante si possa scorgere un implicazione concessiva ( angusti confini, che pure si estendevano... ), la proposizione introdotta da qui va interpretata come una relativa propria. ut idem conaretur: letteralmente a tentare la stessa cosa (proposizione completiva dipendente da persua det). 715

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.