Tua vivit imago - volume 1

L autore Catullo Analisi del testo Una struttura meditata Il componimento, incentrato sul motivo tradizionale del saluto alla patria dell eroe di ritorno, è suddiviso in tre sezioni. Ai vv. 1-6 si colloca una prima allocuzione a Sirmione, arricchita da toni elevati (la menzione di Nettuno) e da un riferimento alla forte incredulità del poeta, rientrato dalla Bitinia. Ai vv. 7-11, di carattere generale, è introdotto il tòpos del ritorno e del riposo dalle molteplici fatiche del viaggio. Nell ultima sezione, infine (vv. 12-14), Catullo torna a rivolgersi a Sirmione, alle sue acque e (se è corretta la prima interpretazione qui proposta del v. 14) alla casa, rappresentata simbolicamente dalle risate che la riempiono di gioia. Il tòpos del ritorno Nel 57 a.C. Catullo era stato in Bitinia e il viaggio era culminato con la visita alla tomba del fratello (à T12): in quell occasione veniva suggerito, per mezzo di un allusione nel primo verso all incipit dell Odissea, un paragone del poeta con Ulisse. Allo stesso modo è possibile accostare, nel componimento in esame, il ritorno a casa di Catullo (nel 56 a.C.) con quello dell eroe omerico, evocato dal nome di Nettuno e dall immagine del vasto mare (marique vasto fert uterque Neptunus, v. 3), dalla menzione delle regioni dell Asia Minore (Thyniam atque Bithynos / campos, vv. 5-6), dal riferimento alle molte fatiche in terre straniere (peregrino / labore fessi, vv. 8-9; pro laboribus tantis, v. 11) e dall idea del padrone che torna nella sua casa (ero gaude, v. 12). In tal modo l esperienza biografica viene trasfigurata e proiettata dalla scrittura poetica nella dimensione del mito, caricandosi di suggestioni alte , che si affiancano però a elementi, viceversa, ipocoristici (ocelle, v. 2) e a motivi leggeri come quelli del riso (cachinnorum, v. 14), dando origine a un impasto di estrema originalità, universalmente considerato uno dei vertici della produzione poetica catulliana. Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Attraverso quali immagini o espressioni Catullo testimonia la grande gioia del ritorno a casa? Rispondi facendo precisi riferimenti al testo. 2. A tuo avviso, il tema centrale del carme può essere definito soggettivo o universale? ! repetita iuvant IL PARTICIPIO VERBALE CONGIUNTO (O APPOSITIVO) Tra gli usi verbali del participio (àp. 253) è molto frequente in latino quello del participio congiunto o appositivo, così chiamato perché concordato in genere, numero e caso a un termine della frase in cui è inserito. Sintatticamente equivale a una subordinata circostanziale; si traduce, quindi, come una proposizione subordinata di vario tipo: temporale, causale, concessiva, condizionale, avversativa, modale, finale (quest ultima solo nel caso di un participio futuro). Se il soggetto della reggente e della circostanziale coincidono, si può tradurre anche in maniera implicita, utilizzando il gerundio semplice (participio presente) o composto (participio perfetto) in base al rapporto temporale instaurato con la sovraordinata. Dionysius, cultros metuens tonsorios, candenti carbone sibi adurebat capillum. (Cicerone) Dionigi, poiché temeva il rasoio, si bruciava i peli della barba con un carbone acceso. Hannibal in Etruriam exercitum ducit, eam quoque gen tem aut vi aut voluntate adiuncturus. (Livio) Annibale conduce l esercito in Etruria, per unire a sé anche quel popolo con la forza o spontaneamente. 1. Individua nel brano antologizzato i participi presenti e indica quali di essi hanno valore di participio congiunto. ANALISI 3. Che valore sintattico ha il sintagma solutis curis (v. 7)? Da quale figura retorica è messo in risalto? 4. Perché il labor (cioè la fatica) è definito peregrinus (v. 8)? Quale figura retorica separa i due termini? Dal punto di vista semantico, qual è l effetto di tale separazione? 423

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Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.