Tua vivit imago - volume 1

zale dove si tenevano le assemblee, nonché della tribuna dei rostri, uno dei luoghi più significativi della vita politica della Roma repubblicana, da dove gli oratori parlavano alla folla riunita nel Comizio. A partire dall età dei Gracchi, il Foro diviene il luogo simbolo dei conflitti sempre più violenti interni allo Stato romano. Non per caso è rimasta emblematica, a tale proposito, la frase attribuita a Gaio Gracco da Cicerone, secondo il quale il tribuno avrebbe gettato i pugnali nel Foro : «Ma G. Gracco con le turbolenze e con quei pugnali, che egli stesso riconobbe d aver gettato nel Foro, affinché con essi i cittadini si sgozzassero fra di loro, non capovolse forse del tutto le condizioni dello Stato? (De legibus III, 20, trad. L. Ferrero). I ROSTRI I rostri erano armi offensive montate sulle antiche navi da guerra: sulla prua veniva innestato, in basso, uno sperone (rostrum) che doveva perforare e sventrare le navi nemiche. Nel 338 a.C. la tribuna ufficiale dalla quale si arringava il popolo venne ornata con i rostri tolti alle navi degli Anziati come bottino di guerra: da allora si chiamarono rostra la tribuna stessa e lo spazio del Foro ad essa adiacente. Fino a noi I NON-LUOGHI DELLA CONTEMPORANEIT Uno dei tratti più distintivi della contemporanea società globale rispetto a un passato anche relativamente recente è stato indicato nel venir meno di quegli spazi urbani (il foro delle antiche città, le piazze di quelle medievali e moderne) nei quali la comunità si riuniva per ragioni commerciali, politiche, religiose, festive, ludico-sportive, trovando in queste occasioni di incontro, scambio e condivisione le ragioni del proprio stare insieme. Secondo l antropologo francese Marc Augé, gli spazi nei quali si riunisce oggi la folla sono non-luoghi , cioè luoghi privi di identità, anonimi, staccati da qualsiasi rapporto con il contesto sociale, con la tradizione e con la storia: aeroporti, stazioni, autogrill, centri commerciali, supermercati, alberghi. I non-luoghi, nei quali nessuno conosce nessuno, non sono necessariamente, di per sé, qualcosa di negativo, ma il fatto che siano divenuti i principali spazi di aggregazione per l uomo contemporaneo rende, di fatto, impossibile quella vita comunitaria che fioriva con grande vivacità nel cuore del tessuto urbano antico (il foro) e moderno (la piazza). Ci sono luoghi di aggregazione nei quali ti senti parte di una comunità solidale (per esempio quella dei tuoi coetanei)? Se non ci sono, ne senti la mancanza o pensi che le nuove piazze rappresentate dai social network possano sostituire, almeno in parte, le vecchie modalità di incontro?

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.