T9 ITA - L’altruismo di Sòstrata

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO T9 L altruismo di Sòstrata tratto da Hecy ra, vv. 577606 (atto IV, scena II) italiano Rientrato dal suo viaggio, Pànfilo ha scoperto che la moglie Filùmena ha abbandonato il tetto coniugale ed è tornata a vivere con sua madre. Sòstrata, convinta che il figlio la ritenga responsabile della fuga della moglie, pur consapevole della propria innocenza si offre dignitosamente di farsi da parte, ritirandosi in campagna, per facilitare la riconciliazione del figlio con la nuora. In realtà Pànfilo è venuto a sapere dalla suocera Mìrrina il vero motivo della fuga di Filùmena, che si è allontanata per nascondere la gravidanza, frutto della violenza da lei subita da parte di uno sconosciuto prima delle nozze. 5 10 15 20 25 Sòstrata (uscendo di casa insieme a Pànfilo) Mi rendo conto, figlio mio, che tu sospetti di me e che pensi che tua moglie se n è andata via di qua a causa del mio carattere, anche se fai di tutto per nasconderlo; ma, che gli dèi mi assistano e che mi possa venire da te quel che desidero, se è vero che io mai intenzionalmente ho fatto qualcosa perché lei fosse presa da odio per me. Quanto a te, già prima pensavo che mi volessi bene, e ora me ne hai dato conferma: tuo padre, poco fa, a casa, mi ha raccontato come tu mi hai anteposto al tuo amore.1 Ora io ho deciso di ricambiarti la generosità, perché tu sappia che per parte mia il tuo affetto filiale merita una ri compensa. Pànfilo mio, io penso che questa sia una cosa utile a voi e al mio buon nome: ho deciso irrevocabilmente di andarmene di qui in campagna insieme con tuo padre, in modo che la mia presenza non sia di ostacolo e non ci sia più alcun motivo perché la tua Filùmena non ritorni da te. Pànfilo Per carità! Che decisione è questa? Cedendo alla sua insipienza, tu te ne vai via dalla città, per confinarti a vivere in campagna? Non lo farai, ed io non per metterò, mamma, che chi voglia dir male di noi possa dire che l hai fatto per mia ostinazione, non per tua delicatezza. E poi, io non voglio che per colpa mia tu abbandoni le tue amiche, i parenti, le feste 2 Sòstrata Queste cose, ormai, non mi fanno più piacere: finché l età me lo ha consen tito, me la sono spassata abbastanza; ma ormai, di questi desideri, mi ha preso la sazietà. Ora la mia più grande preoccupazione è che il prolungarsi della mia vita non diventi un fastidio per nessuno e non si aspetti la mia morte. Qui mi accorgo che sono odiata, senza mia colpa: è tempo che io mi metta in disparte. Così, io penso, avrò dato un taglio nel modo migliore per tutti ad ogni motivo di attrito: libererò me stessa da questo sospetto e asseconderò i loro desideri. Ti prego, lascia che io mi sottragga alla cattiva fama che hanno generalmente le donne. Pànfilo Quanto sarei fortunato per tutto il resto, se non ci fosse solo questo, io che ho una madre simile ed una moglie come lei! 1. mi hai anteposto al tuo amore: Pànfilo, convinto che la moglie fosse andata via a causa dei contrasti con sua madre, aveva deciso di separarsi definitivamente da Filùmena. 262 2. le feste: l allusione è alle feste religiose, ad alcune delle quali, come per esempio le Tesmofòrie celebrate ad Atene in onore di Demetra, potevano partecipare solo le donne sposate.

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.