Donne e matrimonio in Plauto

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 85 90 Diniarco Qualunque cosa porti, vedi di apprezzarla. Fronesio Certamente. So che cercherai di mandarmi un regalo di cui non sia scontenta. Diniarco Vuoi altro da me? Fronesio Sì. Quando avrai tempo, torna a trovarmi. E sta bene. Diniarco Anche tu. (Fronesio rientra in casa) Oh dèi immortali, il suo modo d agire verso di me non è stato quello di un amante, ma di un alleata concorde, di una confidente. Confidarmi la truffa del figlio, un segreto che le sorelle nascondono alle loro sorelle germane! Ora mi si è rivelata fino in fondo alle midolla; ha dimostrato che non mi sarà mai infedele in tutta la sua vita. E io non dovrei amarla? Non dovrei volerle bene? Cesserò piuttosto di amare me stesso che lei. E come non mandarle il regalo? Anzi, vado diritto a dar ordine che le portino cinque mine,6 e in più provviste di cibo per una mina. Molto meglio che stia bene lei, che mi vuol bene, anziché io, che mi faccio solo del male. (Si allontana) (trad. C. Carena, con adattamenti) 6. cinque mine: la mina era una moneta in uso in Grecia. Donne e matrimonio in Plauto Al tempo di Plauto, e in generale nella Roma repubblicana, la società romana era per diversi aspetti misogina e maschilista: le relazioni extraconiugali dei mariti venivano considerate normali e le mogli erano invitate a non tenerne conto. Secondo il costume dell epoca, le donne non mettevano in discussione l istituto matrimoniale per mancanza di autonomia finanziaria. Nelle commedie plautine si deplora, in effetti, il comportamento delle donne che disponevano di beni propri: per esempio nei Menaechmi il padre della moglie di Menecmo I ritiene sua figlia arrogante proprio in virtù della sua dote: «Sempre così queste mogli, che pretendono di avere i mariti ai propri piedi. Orgogliose della propria dote, diventano aspre (à T3). Del resto i matrimoni venivano combinati proprio per motivi economici; non a caso i matrimoni d amore, nelle commedie, possono celebrarsi solo quando, attraverso il classico riconoscimento, si scopre che la fanciulla povera proviene, in realtà, da una famiglia ricca ed è quindi in grado di offrire al marito del denaro. In altri casi, però, si incontra in Plauto anche una concezione diversa e più sfaccettata dell unione coniugale. Nell Aulularia, per esempio, come osserva la studiosa Gianna Petrone, «nonostante la riluttanza alle nozze, Megadòro si mostra consenziente ai voleri della 156 sorella [che lo esorta a sposarsi], ma mentre questa gli propone una ricca di mezz età, egli preferisce chiedere in moglie una giovane povera (Aul. 475 segg.). Megadòro propone la sua ricetta di sposare le ragazze povere come un toccasana per l armonia della città: [ ] sono gli anni della lex Oppia che limitava il lusso femminile e il tema delle eccessive spese affrontate dalle donne per il loro abbigliamento e per l esaltazione del loro prestigio sociale era di grande attualità. Plauto separa la concezione di un buon matrimonio dall identificazione di esso con un buon investimento e distingue le ragioni del matrimonio da quelle del patrimonio. [ ] Nell Aulularia, la commedia dell avaro, dominata dall ossessione del denaro, Plauto definisce i confini al di là dei quali la sana amministrazione della propria res oltrepassa il lecito e il razionale e si degrada nell avaritia. In questa messa a punto della ideale parsimonia, tra gli opposti limiti dell avarizia, personificata da Euclione, e della luxuria (cioè il lusso), dei giovani innamorati ma qui rappresentata dalle mogli ricche, Plauto avanza un etica matrimoniale [ ] scissa da considerazioni utilitaristiche e finanziarie [ ]. Tra gli eccessi del lusso e dello spendere e gli altri dell avidità di denaro, la mediocritas [cioè la via di mezzo] della sana parsimonia s impone come criterio anche matrimoniale .

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.