Tua vivit imago - volume 1

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO in breve Nel primo caso, a essere imitati sono il linguaggio e lo stile degli autori tragici. Nello Pseudo lus, per esempio, il giovane Calidòro, innamorato di Fenicia, ragazza di proprietà del lenone Ballione, non riesce a trovare i soldi per riscattarla prima che venga venduta a un generale macedone per venti mine. Il soldato paga subito quindici mine al lenone e fa recapitare le restanti da un suo sottoposto, il quale, però, viene intercettato dal servo di Calidòro, Psèudolo; ingannato da quest ultimo, gli dà il contrassegno necessario per il riconoscimento del mittente. All inizio della quarta scena del secondo atto, Psèudolo annuncia a Calidòro buone notizie con un discorso solenne, enfatico, ricolmo di sonorità e artifici verbali direttamente ispirati a modelli tragici greci e latini: «Oh te, oh te, mio principe! Te, te, signore di Psèudolo, io cerco [Io, / io te te, turanne, te te ego, qui imper tas Pseudo lo, / quaero], per offrirti per tre volte tre doni: in tre forme, in tre modi, tre gioie, tre felicità guadagnate con tre artifici, strappate a tradimento da tre nemici con l uso della malizia, dell inganno e delle frodi; il tutto portato in questa minuscola letterina sigillata (vv. 702-706, trad. C. Carena). L interiezione io (greco iò), pronunciata una o più volte e seguita dalla ripetizione dei termini dell invocazione, costituisce uno stilema proprio della tragedia greca; inoltre qui viene anche parodiato direttamente un verso di Ennio, del quale si prende in giro l abuso di allitterazioni: O Tite, tute, Tati, tibi tanta, tyranne, tulisti ( O re Tito Tazio, quante cose hai sopportato , Annales, fr. 104 Skutsch). Il discorso di Psèudolo è così commentato da Carino, un amico di Calidòro: Ut paratragoedat carnu fex!, Come imita bene i tragici questo furfante! (v. 707). In tal modo il gioco parodico è reso esplicito: impiegando il verbo paratragoedo (di cui questa è l unica occorrenza in tutta la letteratura latina), infatti, il poeta segnala agli spettatori che sta mettendo alla berlina l enfasi propria del linguaggio e dello stile tragico e, in particolare, degli adattamenti latini delle tragedie greche. ... oppure sulla resa à ... e nel contenuto La parodia del contenuto, invece, ha per oggetto un personaggio, una caricaturale di un situazione ricorrente o persino una scena specifica. il caso, per esempio, di una scena del personaggio o di Curculio (la seconda dell atto primo), nella quale una vecchia di nome Leaena ( Leonessa ), una situazione. attirata dal profumo del vino, sparso a questo scopo, fiuta l oggetto del suo desiderio intonando una monodìa, mentre un altro personaggio presente sulla scena la paragona a una cagna: «La vendemmia di quest anno non basterebbe per lei sola. Conveniva nascesse cane, con un fiuto così fine (vv. 111-112, trad. C. Carena). Il riferimento parodico è certamente all cuba del tragediografo greco Euripide (ca 480-406 a.C.), che era stata ripresa da Ennio e che era, quindi, ben presente al pubblico romano: la regina troiana veniva, infatti, trasformata proprio in cagna e la Leaena di Plauto doveva, quindi, rappresentare una anti- cuba ubriacona, di notevole comicità. All interno dello à Il rovesciamento burlesco della realtà Infine, un altro importante aspetto della comicità spazio-tempo delle plautina è quello del carnevalesco , cioè del rovesciamento burlesco della realtà. commedie si realizza In Plauto assistiamo spesso alla vittoria dei figli sui padri, delle mogli sui mariti, dei servi il carnevalesco , sui padroni. Tuttavia tale circostanza, fortemente in contrasto con la realtà romana contempoun rovesciamento momentaneo di ogni ranea, non è da interpretare come una forma di polemica nei confronti dei rapporti familiari consuetudine. e sociali; al contrario, si tratta della messa in scena di un rovesciamento a tempo determinato , cui succede un ritorno all ordine: le identità, le gerarchie e i rapporti di potere vengono capovolti per un breve periodo, simile a quello di una festa (come il carnevale), distinto dal tempo normale e terminato il quale si torna alla precedente consuetudine. Alla fine della commedia, la riconciliazione ristabilisce l ordine dei rapporti familiari e sociali: quell ordine può essere interrotto solo ed esclusivamente all interno dello spazio-tempo della rappresentazione comica, un mondo a parte da non confondere con il mondo reale . 132

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.