Tua vivit imago - volume 1

L autore Plauto in breve La rottura della finzione scenica Nel gergo teatrale (e cinematografico) si chiama quarta parete il muro immaginario che separa gli spettatori dal palcoscenico, attraverso il quale i primi assistono, non visti, a quanto avviene sul secondo. Il muro immaginario collabora alla sospensione dell incredulità, vale a dire la circostanza per la quale il pubblico di una rappresentazione teatrale (o di altro genere) può godere di un opera di invenzione mettendo da parte le obiezioni razionali che ne impedirebbero una corretta fruizione (accettando per esempio, nel caso di un opera lirica, che i personaggi cantino invece di parlare). Nel momento in cui un personaggio si rivolge direttamente agli spettatori, interrompendo quindi la finzione, si parla, appunto, di rottura della quarta parete: è, questo, un espediente che si incontra spesso nel teatro plautino, con i personaggi che addirittura coinvolgono il pubblico nella vicenda, chiedendone magari l aiuto o finendo persino per criticarlo, come fa il protagonista dello Pseudo lus (à T16), o come avviene in una scena della Cistellaria: «L ho tenuto in mano, il cestello, l ho ricevuto proprio qui davanti a casa. Adesso non so dov è. Suppongo soltanto che mi sia caduto qui attorno. (Rivolgendosi agli spettatori) Miei signori, spettatori miei, se qualcuno ha visto chi l ha raccolto e l ha portato via, mi avverta, e anche della strada che ha preso, se di qua o di là. (Fra sé) Che sciocca sono a perder fiato per interpellarli: è gente che prende sempre gusto ai mali delle donne (vv. 675-681, trad. C. Carena). Plauto ricorre spesso alla rottura della quarta parete per coinvolgere il pubblico (o per criticarlo) tramite le parole dei personaggi in scena. Il metateatro Un aspetto di portata più generale al quale si può ricondurre la rottura della finzione scenica è quello del metateatro, cioè del teatro che parla di sé stesso, definibile anche come teatro nel teatro . Un esempio che comprende sia la rottura della quarta parete sia l elemento metateatrale è in questi versi del Poenu lus, nel quale un personaggio scherza con gli spettatori sul fatto che quelle che nella finzione scenica sono monete d oro sono, nella realtà, dei semplici lupini: «Oro è oro, o spettatori, ma da commedia. In Italia [in barbaria] lo fanno macerare e ci ingrassano i buoi. Comunque, per rappresentare la nostra scena son filippi [monete d oro]. Fingeremo che lo siano (vv. 597-599, trad. C. Carena). Nella scena il gioco è ancora più elaborato, perché nel rivolgersi agli spettatori l attore dovrebbe parlare, appunto, in quanto attore (romano) e non in quanto personaggio (greco), ma ciononostante definisce l Italia come un paese straniero (barbaria), come se fosse ancora il personaggio a parlare: anche questo paradosso, naturalmente, serve a suscitare il divertimento del pubblico. Le riflessioni La funzione dei prologhi Diverso è il caso dei prologhi plautini: in accordo con la tradizione comica, Plauto fa raccontare l antefatto e spesso una parte consistente dello svolgimento della commedia a un Prologo personificato, che compare sulla scena e si rivolge agli spettatori per introdurli nel vivo dell azione (come nel caso, per esempio, dell Aulularia à T7); non si tratta, in questo caso, di una vera e propria rottura della finzione scenica perché la commedia non è, di fatto, ancora cominciata. Vi sono dei casi, come quello dell Amphitru o, nei quali nel prologo viene raccontata l intera trama, compreso il finale: oggi questo può sorprendere, ma bisogna tenere conto del fatto che le ragioni dell interesse del teatro plautino consistevano, già per il pubblico dell epoca, nell invenzione verbale e nelle situazioni paradossali tese a suscitare il comico, più che nella natura avvincente della trama. L antefatto (e spesso La parodia della tragedia nella forma... Un elemento caratteristico del teatro plautino (presente già in Aristofane, ma non negli autori della Commedia Nuova, modelli diretti di Plauto) è quello della paratragedia, cioè della parodia della tragedia, ottenuta con l inserimento nel discorso comico di materiali o elementi che appartengono alla comunicazione tragica e che sono percepiti come tali dal pubblico. La parodia tragica può riguardare la forma oppure il contenuto. Plauto inserisce nelle metateatrali (cioè sulla finzione scenica e sul suo ruolo) generano spassosi risultati paradossali. parte della trama) è introdotto direttamente da un Prologo personificato. proprie commedie elementi tipici della tragedia, con effetti parodici. La parodia può basarsi sull imitazione di linguaggio e stile... 131

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.