T5 ITA - Interdixi tibi de medicis!

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO T5 Interdixi tibi de medicis! tratto da Libri ad Marcum filium (fr. 1 Cugusi-Sblendorio) italiano Questo frammento è tràdito dalla Naturalis historia di Plinio il Vecchio (XXIX, 14), in uno dei libri che il grande erudito del I secolo d.C. dedica alla medicina. In esso l ostilità di Catone verso l educazione greca che veniva impartita ai giovani aristocratici prende addirittura la forma dell accusa per la quale i medici greci avrebbero giurato di uccidere tutti i barbari (compresi, naturalmente, gli stessi Romani!). 5 10 Dirò a suo luogo, o figlio Marco, che cosa io abbia scoperto in merito a codesti Greci durante il mio soggiorno in Atene, e cosa sia bene conoscere superficialmente della loro cultura senza assorbirla a fondo. Ti dimostrerò che la loro è una schiatta malvagia e incorreggibile. E fa conto che ti parli un vate: quando codesta genia ci trasmetterà la conoscenza dei suoi testi, corromperà ogni cosa, soprattutto se riuscirà a mandare da noi i suoi medici. Infatti hanno stretto un patto scellerato per uccidere con l arte medica tutti quelli che giudicano barbari e per giunta lo fanno a pagamento, per carpirne la fiducia e eliminarli senza difficoltà. Anche a noi Romani affibbiano l appellativo di barbari e anzi infangano noi più che gli altri con la definizione di « pici .1 Ti vieto dunque solennemente di far ricorso ai medici. (trad. P. Cugusi e M.T. Sblendorio Cugusi) 1. pici: cioè Osci , nel senso dispregiativo di contadini . Analisi del testo Un acceso invito a diffidare dei Greci In questo frammento emerge il disprezzo di Catone per la cultura greca, che in realtà egli biasima solo dal punto di vista etico e della quale si dimostra invece un profondo conoscitore. Egli nutre infatti soprattutto il timore che essa possa corrompere i costumi degli antenati, quel mos maiorum di cui si è proclamato paladino e che cerca di preservare nella politica e nella cultura. Ma non solo le lettere e la filosofia sono proclamate pericolose: la medicina lo è ancora di più per il fisi- co dei Romani, che i medici greci avrebbero giurato, secondo Catone, di far morire perché barbari e rozzi. Il primo medico greco giunto a Roma fu Arcagato, nel 219 a.C., e sempre Plinio il Vecchio riporta la testimonianza dell annalista Cassio Emìna, vissuto nel II secolo a.C., secondo cui questi si era guadagnato l appellativo di carn fex. Molto probabilmente la diffidenza di Catone deriva proprio, almeno in qualche misura, dalla cattiva fama di questo personaggio, che, a detta di Cassio Emìna, aveva reso odiosa l arte medica a tutti i Romani. Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Questo frammento, tratto dall opera dedicata all istruzione del figlio Marco, testimonia l idea catoniana dei rapporti di Roma con la cultura greca: a partire da esso, delinea il pensiero dello scrittore a riguardo. 2. Chi erano i barbari per i Greci? Quale particolare valore assume il termine in questo specifico contesto? 3. Quale sarebbe, secondo Catone, il piano che i Greci tramano ai danni dei barbari? 108

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.