Città IDEALE e città REALE

Città IDEALE e città REALE

In 2 parole
La PROSPETTIVA per progettare una nuova città

Nel secondo Quattrocento, oltre a costruire nuovi edifici e nuove strutture, gli architetti si dedicano anche a riflessioni teoriche, immaginando città ideali. Nonostante le differenze dei vari progetti, tutti hanno in comune l’idea di creare un centro urbano disegnandolo con criteri di razionalità e simmetria, ampie strade, palazzi dall’architettura regolare.
Una nuova idea di città

Alla fine del Quattrocento risalgono tre celebri dipinti di spazi urbani idealizzati, di cui non si conosce l’autore, oggi conservati in tre musei (nelle città di Baltimora, Urbino e Berlino). I dipinti presentano alcune differenze cromatiche e di dimensioni, ma sono stati sempre considerati parti di un’unica serie, destinata probabilmente a decorare un mobile.

Nella raffigurazione della città non compaiono figure umane, i veri protagonisti sono gli elementi architettonici: una serie di edifici civili e religiosi, tutti concepiti secondo uno stile classicista e inseriti in una rigorosa griglia prospettica. Il mondo dell’Antico viene evocato attraverso alcune strutture romane, come il Colosseo, il Pantheon e l’arco di trionfo.

InsegnArti - volume B
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Storia dell'arte. CAPITOLO DEMO: Il Quattrocento