Dalla metà del Novecento ai nostri giorni

La lirica di scoprire uno sbaglio di Natura, / il punto morto del mondo, l anello che non tiene, / il filo da disbrogliare che finalmente ci metta / nel mezzo di una verità (I limoni). All estero, una delle esperienze più importanti in questi stessi anni è quella della poesia metafisica di due autori statunitensi (ma vissuti a lungo in Europa): Ezra Pound (1885-1972) è autore di una poesia dotta e citazionista (con inserti in varie lingue), nella quale recupera la tradizione sia classica sia medievale (Dante in particolare) in chiave critica verso la mercificazione della società capitalistica. Thomas Stearns Eliot (1888-1965) firma uno dei massimi capolavori della poesia di ogni tempo, il poemetto La terra desolata (1922), in cui descrive la disumana sterilità della civil- M EMoranda tà industriale come un paese arido abitato da individui vuoti e morti . dalla metà del noveCento ai nostri Giorni Nella seconda metà del Novecento, la lirica italiana continua a essere estremamente frammentata nelle sue realizzazioni, ma si possono individuare tre grandi tendenze di fondo: quella neoromantica, che valorizza il potere spirituale e visionario della parola poetica, astraendola dal contesto storico e sociale; quella neocontenutistica, che pone al centro l esperienza concreta, vale a dire la vita quotidiana, gli oggetti, il paesaggio; e quella neoformalistica, che intende recuperare la poesia tradizionale, a partire dalle forme metriche e, in alcuni casi, anche dai contenuti (per esempio il mito classico). Tra gli autori stranieri contemporanei, una voce particolarmente significativa (e vicina, per tanti aspetti, ai modelli classici) è quella dell irlandese Seamus Heaney (1939-2013), che ha trovato una sua originale fisionomia poetica nella contrapposizione fra l arcaico mondo contadino delle sue origini e la modernità, per poi volgersi a temi politicamente impegnati e alla riflessione sulla storia del suo Paese, negli anni del violento conflitto tra gli indipendentisti nordirlandesi e l esercito britannico. La lirica classica POESIA E MUSICA Nell antica Grecia la lirica (detta anche melica) era la poesia accompagnata dal suono della lira. Si distingueva in monodica (eseguita da un solo interprete) e corale (eseguita da un coro). OCCASIONE E PUBBLICO In Grecia la lirica era poesia d occasione, destinata all ascolto e non alla lettura: quindi aveva notevole importanza il pubblico specifico al quale era rivolto il componimento, per esempio membri di associazioni religiose femminili come il tìaso o di associazioni politiche come l eterìa. Anche a Roma il poeta lirico scrive per un pubblico selezionato e probabilmente recita alcune delle sue composizioni, ma non fa parte di un gruppo particolare di cui debba incarnare i valori: perciò il poeta può indul- gere al racconto della propria individualità. A Roma, inoltre, il commercio librario e la diffusione scritta del sapere sono avanzati ed esiste pertanto un pubblico di lettori cui il poeta si indirizza. AUTORI GRECI E AUTORI LATINI La lirica greca ci è giunta quasi esclusivamente in frammenti. I maggiori rappresentanti sono Saffo, Alceo e Anacreonte per la lirica monodica; Alcmane, Ibico, Stesicoro, Pindaro, Bacchilide e Simonide per la lirica corale. La lirica a Roma non ha uno sviluppo paragonabile a quello avuto in Grecia (altri generi, come l epica, sono ben più praticati). Il genere lirico è ripreso da Catullo, Orazio e Stazio; nel II secolo d.C. i poetae novelli recuperano l esperienza neoterica, e nel IV secolo d.C. si segnalano Ausonio e Prudenzio, protagonista della fioritura della poesia lirica cristiana. 353

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea