Tua vivit imago - volume 1

GLOSSARIO implica un trasferimento di significato e si verifica quando un vocabolo non è adoperato nel suo senso più comune ma in un senso traslato, che intrattiene però con quello proprio dei rapporti di somiglianza. Nel virgiliano [...] agnosco veteris vestigia flammae (Virgilio, Eneide IV, 23), per esempio, il termine flamma è adoperato metaforicamente per intendere la passione amorosa che Didone torna nuovamente a sentire nei confronti di Enea, dopo averla provata per il defunto marito (per questo la fiamma è definita vetus, antica ); in alcuni casi, questo accostamento analogico può essere descritto come una similitudine (à) sottintesa, ovvero priva degli elementi che la renderebbero esplicita (avverbi di paragone o locuzioni avverbiali). Metonìmia Tropo di uso molto frequente che si attua tramite la sostituzione di un termine con un altro che si trovi con il primo in un rapporto di contiguità, secondo diverse possibili tipologie di rapporto logico-semantico: la causa per l effetto o, viceversa, l effetto per la causa (Venus, a indicare la passione amorosa, tramite il riferimento alla divinità che ne era considerata la causa scatenante); il materiale per l oggetto (ferrum, a indicare la spada); il simbolo per il fenomeno o il concetto da esso designato (sceptrum, a indicare l impero); il contenente per il contenuto (theatrum, a indicare il pubblico che assiste allo spettacolo teatrale); l astratto per il concreto o, viceversa, il concreto per l astratto (cor, a indicare, genericamente, i sentimenti). Nel verso catulliano soles occidere et redire possunt (Catullo 5, 4), soles è usato metonimicamente per indicare dies (in rapporto di causa-effetto: il sole è la causa che produce il sorgere del giorno). N Neologismo Termine o locuzione di nuova creazione, mai attestato precedentemente. O Occupatio Procedimento retorico che si attua rispondendo a una possibile obiezione posta dall interlocutore, e quindi anticipandola. Così, per esempio, nell orazione Pro Archia Cicerone, dopo aver fatto ricorso all esempio di Ennio, ricordando come quest ultimo abbia contribuito con le sue opere a celebrare la potenza di Roma, ottenendone la cittadinanza romana, previene l obiezione che i meriti del poeta Archia siano inferiori rispetto a quelli di Ennio per il fatto di aver composto in greco e non in latino: Nam si quis minorem gloriae fructum 846 putat ex Graecis versibus percipi quam ex Latinis, vehementer errat, Ma se qualcuno ritiene che dai versi greci si ricavi un minor frutto di gloria che da quelli latini, si sbaglia di grosso , (Cicerone, Pro Archia 23). Omeoptoto à omoteleuto. Omeoteleuto (o omoteleuto) Dal greco òmoios, simile , e teleutè, fine , è una figura prodotta dall accostamento di parole che terminano con suoni simili; quando le parole terminano con la stessa desinenza si parla propriamente di omeoptoto. Per esempio: Cui dono lepidum novum libellum? (Catullo 1, 1). Ossimòro Figura retorica che si genera dall accostamento di due termini dal significato discordante, quasi antitetico, come l espressione oraziana concordia discors ( discorde armonia) dell Epistola I, 12, 19. P Panegirico Nato in Grecia come discorso pubblico pronunciato durante occasioni solenni, diviene poi una specifica tipologia di componimento letterario, o in prosa o in versi, composto per la celebrazione di popoli e città (come l Encomio di Roma del retore Elio Aristide) o di personaggi illustri (come il celebre Panegirico di Traiano di Plinio il Giovane). Paraklausìthyron Vocabolo greco che significa letteralmente lamento presso la porta chiusa e con cui si indica un particolare componimento poetico tipico dell elegia, sia greca che latina, all interno del quale il poeta-amante immagina di trovarsi chiuso fuori dalla casa dell amata ed esprime dunque, in una sorta di serenata, le proprie sofferenze, confidando, al lettore o a un altro personaggio o alla porta stessa, le sue pene d amore. Paratassi Detta anche coordinazione , è il procedimento sintattico per cui le proposizioni che compongono un periodo vengono semplicemente giustapposte e non ordinate secondo rapporti di dipendenza, come avviene invece tramite il procedimento opposto dell ipotassi (à). Paronomàsia Detta comunemente bisticcio o gioco di parole , consiste nell accostare parole molto simili nel suono ma di significato diverso. Perifrasi Si verifica quando un termine viene sostituito da una locuzione più ampia o un giro di parole ed è piuttosto frequente nella poesia elevata, epica e tragica in particolare, a fini perlopiù puramente esornativi, come quando in Virgilio (Eneide I, 254) Giove è indicato con la perifrasi hominum sator atque deorum. Personificazione Figura che consiste nel presentare esseri inanimati, come oggetti o concetti astratti, mentre parlano o agiscono come esseri animati. Un esempio celeberrimo è la personificazione della patria tramite cui Cicerone ammonisce Catilina nella prima delle orazioni catilinarie (Cicerone, Catilinariae I, 18). Pleonasmo Si verifica quando vengono impiegati uno o più termini superflui dal punto di vista grammaticale o concettuale, con un conseguente effetto di ridondanza; così in Virgilio, Eneide II, 524, sic ore effata, dove la specificazione ore ( con la bocca ) è ridondante, cioè pleonastica, rispetto al verbo effor ( parlare ). Poliptoto Figura di parola generata dalla ripetizione del medesimo termine declinato in casi diversi, come in Plauto, Asinaria, v. 495: lupus est homo homini, non homo. Polisindeto In opposizione all asindeto (à), è la successione di elementi di un periodo (sia singoli termini che proposizioni) tramite la ripetizione insistita della congiunzione coordinante, generando un effetto di rallentamento. Un esempio è nell ode II, 14, 20-21 di Orazio: linquenda tellus et domus et placens / uxor. Preterizione Figura retorica per cui si dichiara di voler omettere un fatto o un argomento, salvo poi menzionarlo, finendo così per metterlo in evidenza ancora maggiore che se lo si fosse semplicemente ricordato. Così Cicerone, quando nella prima Catilinaria dichiara di non volersi soffermare su avvenimenti troppo antichi ma fa poi riferimento all uccisione dell aspirante tiranno Spurio Melio da parte di Gaio Servilio Ahala, avvenuta nel 439 a.C., vuole mettere in evidenza come a Roma sia invalso l uso, fin da tempi remotissimi, di condannare a morte demagoghi, come lo stesso Catilina, che cercano di impadronirsi del potere facendo leva sulla plebe: Nam illa nimis antiqua praetereo, quod C. Servilius Ahala Sp. Maelium novis rebus studentem manu sua occidit (Catilinariae I, 3). Priàmel Termine coniato dalla filologia tedesca con cui si indica un particolare procedimento retorico che consiste nel proporre un elenco di oggetti, ideali o concetti in contrapposizione a un altro oggetto, ideale o concetto, per dimostrarne la superiorità. Presente negli autori classici già a partire da Omero e ricorrente soprat-

Tua vivit imago - volume 1
Tua vivit imago - volume 1
Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.