Tua vivit imago - volume 1

La retorica tra persuasione e inganno Francesco di Stefano, detto il Pesellino, Le sette arti liberali, 1450 ca. Birmingham, Alabama, Birmigham Museum of Art. adottino comportamenti che portino giovamento a loro stessi e alla collettività (quali per esempio inquinare di meno o sprecare meno risorse), come propone la teoria dei nudge (letteralmente piccole spinte ), ideata dagli economisti comportamentali Richard H. Thaler (cui è valsa il premio Nobel per l'economia) e Cass R. Sunstein, anche loro statunitensi, nel libro Nudge. La spinta gentile. L accusa dei filosofi e la difesa dei retori Questo doppio volto della retorica percorre la discussione antica, che vede spesso tale disciplina oggetto delle critiche dei filosofi: o perché non si tratterebbe altro che di un modo per ingannare le persone, mentre invece la filosofia mira a mostrare loro la verità, come afferma, in Grecia, Platone nei suoi dialoghi (tra i quali il Gorgia T1); oppure perché essa, nel ricercare soltanto la piacevolezza, non fa nulla che sia realmente utile, come sostiene, a Roma, Seneca, soprattutto nelle Epistulae ad Lucilium ( T2). A tali critiche rispondono variamente i retori: secondo Quintiliano, per esempio, autore della più ampia e sistematica trattazione antica di questa disciplina (l Institutio oratoria, in dodici libri), in realtà la retorica non può essere usata a fini malvagi, perché le doti necessarie a diventare un bravo oratore sono anche doti morali, per cui un uomo malvagio non potrà mai esserlo ( T3). D altra parte, come si vede bene da un brano del Dialogus de oratoribus, attribuito a Tacito, non è detto che perseguire i propri vantaggi privati sia necessariamente in contrasto con il bene comune: l oratore di successo tratteggiato da Marco Apro, uno dei personaggi che prendono parte alla discussione, afferma di godersi un successo meritato, per aver aiutato con la sua arte Testo PLUS ). tante persone ( La prospettiva cristiana L avvento e il progressivo diffondersi e affermarsi del cristianesimo pone i seguaci della nuova religione di fronte a un dilemma: è opportuno rifiutare le tecniche e gli strumenti retorici cari ai pagani, per contrapporre a essi la semplice affermazione e testimonianza della verità? Oppure occorre imparare a servirsi di quelle stesse tecniche e di quegli stessi strumenti, per poter controbattere da pari a pari alle accuse, alle critiche e alle calunnie dei pagani? Sant Agostino, riflettendo su questo tema nel trattato De doctrina Christiana, non ha dubbi nello scegliere la seconda opzione: la retorica di per sé è «moralmente neutra ed è giusto, quindi, usarla, se serve a difendere la verità ( T4). 681

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.