Tua vivit imago - volume 1

Il contesto storico Le origini di Roma proprio caput, la testa) o proletarii (in quanto l unica ricchezza che possiedono è la proles, cioè i propri figli): non prestano servizio militare e sono raggruppati in un un unica centuria. La natura di assemblea militare dei comizi centuriati è dimostrata dalle funzioni loro attribuite: i comizi centuriati eleggono annualmente i magistrati dotati di imperium (il supremo comando militare), ossia consoli e pretori; inoltre, ogni cinque anni eleggono i censori, due magistrati privi di imperium che hanno il compito di effettuare il censimento e determinare la classe di appartenenza dei cittadini. Una terza assemblea è quella dei comizi tributi, alla quale i cittadini partecipano suddivisi in tribù territoriali: esse consistono in quattro tribù urbane e un numero di tribù rusti che che, verso la metà del III secolo a.C., sarà aumentato fino a 31 unità, per un totale di 35 tribù. All interno di quest assemblea, ogni tribù esprime un voto; le sue funzioni comprendono l attività legislativa e l elezione di questori e edili curuli, magistrati senza imperium. A fianco di queste istituzioni bisogna infine ricordare l assemblea popolare dei plebei, i concilia plebis, da cui sono dunque esclusi i patrizi. Ai concilia plebis spetta l elezione dei tribuni della plebe e degli edili plebei; essi inoltre hanno il potere di emettere dei plebiscita, ossia delle deliberazioni che, a partire dalla lex Hortensia del 287 a.C., acquisiscono carattere vincolante per tutta la comunità. LEZIONE TRECCANI La repubblica di Roma Senza l imperium Con l imperium LE PRINCIPALI MAGISTRATURE ROMANE Magistrature Funzioni Consoli (consules) I due supremi magistrati, eletti ogni anno; a costoro è attribuito il comando militare; possono convocare e presiedere le adunanze Senatoriali e popolari e hanno il diritto di proporre leggi. Pretori (praetores) Magistrati con funzioni originariamente giurisdizionali: il pretore urbano amministra la giustizia tra i cittadini romani, mentre il pretore peregrino ha la giurisdizione nei processi tra persone di altra nazionalità. Dotati di imperium come i consoli, ma a essi sottoposti, in assenza di costoro possono avere funzioni militari e di governo; il numero dei pretori sarà progressivamente aumentato con l espandersi del territorio soggetto a Roma in quanto viene loro attribuito il compito di amministrare le province. Dittatore (dictator) Magistrato investito di pieni poteri civili e militari, nominato dai consoli in accordo con il Senato in occasioni straordinarie di grave minaccia per la res publica; capo supremo dell esercito, svolge la propria funzione assistito da un comandante della cavalleria di sua scelta detto magister equitum; rimane in carica fino allo svolgimento del compito per il quale è stato nominato, ma comunque sempre per non più di sei mesi nell anno di nomina. Censori (censores) I due magistrati incaricati di compiere il censimento della popolazione. Privi di imperium, sovrintendono alla cura morum, ossia vigilano sulla condotta morale e civile di tutti i cittadini, Senatori compresi. Questo compito concede loro il potere di comminare sanzioni che possono spingersi fino all esclusione dal Senato e alla privazione del diritto di voto. Si occupano, inoltre, dell amministrazione del patrimonio pubblico. Vengono eletti ogni cinque anni e restano in carica diciotto mesi. Edìli (aediles) Magistrati con funzioni civiche, ossia di amministrazione della città; ve ne sono due plebei, eletti dai concilia plebis, e due patrizi, detti edìli curùli, eletti dai comizi tributi. Rientrano nei loro compiti la manutenzione di strade, templi e edifici pubblici, la sovrintendenza sugli approvvigionamenti e sui mercati, l organizzazione degli spettacoli. Questori (quaestores) Magistrati con funzioni amministrative, supervisionano le finanze pubbliche; come per i pretori, il loro numero sarà progressivamente aumentato nel tempo. Tribuni della plebe (tribuni plebis) Eletti annualmente in un numero che è variato nei secoli fino a raggiungere le dieci unità, essi rappresentano il riconoscimento della plebe come soggetto politico autonomo e la sua inclusione all interno della comunità. Il loro compito è presiedere i concilia plebis, dai quali sono eletti, e svolgere una funzione di tutela nei confronti della plebe rispetto ai provvedimenti delle altre magistrature, contro i quali possono opporre il proprio veto. In quanto espressione della plebe sono considerati sacrosancti, ossia inviolabili. 39

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.