Tua vivit imago - volume 1

à Mosaico romano che mostra Platone seduto (secondo da sinistra) tra gli studenti e altri filosofi, II-I secolo a.C. Pompei. Varrone Cornelio Nepote in breve Roma sarà Seneca nel I secolo d.C. la felicità si identifica con la virtù e l uomo ha il dovere, morale e politico, di perseguire il bene della comunità: questo rende tale filosofia compatibile, in linea di massima, con i tradizionali valori romani. Al contrario l epicureismo che approfondiremo parlando di Lucrezio (à p. 456) identifica la felicità con il piacere e propone una visione del mondo individualistica, in netto contrasto con i princìpi del mos maiorum; d altra parte, essa sembra poter offrire un rifugio e un alternativa privata , nella forma di un esistenza serenamente appartata, ai drammi e alle delusioni della politica contemporanea. I dibattiti sulle questioni retoriche e linguistiche Tra gli oratori e i retori romani del tempo prende sempre maggior vigore la contrapposizione fra asiani e atticisti che aveva iniziato a farsi strada già tra gli oratori della generazione precedente e che alla retorica degli atticisti elegante e raffinata, asciutta ed essenziale, ai limiti spesso dell eccessiva austerità vede opporsi quella degli asiani, ricca e varia, che non rifugge l artificio formale, le argutezze e gli effetti ritmici, ma che, proprio per questo, risulta spesso esuberante e artificiosa. Prendono parte al dibattito alcuni tra i maggiori oratori e politici del tempo, tra cui lo stesso Cicerone. Parallelamente si sviluppano due opposte correnti linguistiche, quella degli analogisti e quella degli anomalisti. L oggetto del contendere, tra le due fazioni, è il principio costitutivo che si trova alla base della formazione della lingua. Infatti, secondo gli analogisti, che si rifanno alle teorizzazioni dei grammatici alessandrini, è la ratio, cioè la norma, a definire lo sviluppo della lingua e sono dunque da scartare come elementi corruttori della purezza linguistica tutti gli apporti esterni che non rientrano nella regola. Gli anomalisti, invece, seguendo i grammatici della scuola di Pèrgamo, sostengono il principio della consuetudo, cioè dell uso, e ritengono che tutte le deviazioni dalla norma debbano essere accolte in quanto parte dell inevitabile evoluzione della lingua. L acceso dibattito tra asiani e atticisti punta a stabilire quale retorica sia migliore, se una più essenziale e raffinata, o una più ricca, pomposa, a effetto. Quello tra analogisti e anomalisti si sofferma, invece, sulla formazione e l evoluzione della lingua, che avviene per i primi seguendo la ratio, per i secondi la consuetudo. Gli effetti sul panorama culturale Questa ricchezza e varietà di stimoli e di indirizzi si traduce, da una parte, in un momento di grande sviluppo per gli studi di linguistica, filologia e antiquaria e in una copiosa produzione erudita; dall altra, nell affermazione di un movimento poetico, quello dei neòteroi, che trae ispirazione diretta dalla poesia greco-ellenistica e che sarà destinato a esercitare un enorme influenza soprattutto attraverso il suo maggiore esponente, Catullo (à p. 362) sulla successiva produzione poetica latina. 339

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.