4. L’ascesa di Silla e lo scontro con i populares

Il contesto storico Dall età dei Gracchi alla dittatura di Silla 4. L ascesa di Silla e lo scontro con i populares in breve La guerra sociale fornisce l occasione di emergere a un personaggio destinato a lasciare il segno nella storia di Roma: Lucio Cornelio Silla. Ufficiale di Gaio Mario, Silla si era già messo in mostra collaborando in maniera decisiva alla cattura di Giugurta; la sua brillante conduzione della campagna contro gli Italici gli fa guadagnare il consolato per l anno 88 a.C. L insurrezione di Mitridate Ottenuta la carica di console, oltre a dover gestire le fasi finali della guerra contro i socii, Silla è chiamato a fronteggiare una nuova, insidiosa minaccia: Mitridate, re del Ponto, un piccolo ma agguerrito Stato dell Asia Minore che si affaccia sul mar Nero. Approfittando della guerra sociale, Mitridate mette in atto un abile piano espansionistico basato non solo sull uso della forza, ma anche su un efficace azione di propaganda: in una regione che, dalla conquista romana nel II secolo a.C. ( p. 70), è letteralmente dissanguata dai tributi, il sovrano del Ponto riesce facilmente a presentarsi come il liberatore dei Greci oppressi da Roma. Divenuto padrone dell intera penisola Anatolica, dà ordine di massacrare tutti i Romani e gli Italici presenti, donne e bambini inclusi: le fonti parlano di oltre 80.000 vittime, un bagno di sangue di proporzioni impressionanti. Dall Asia Minore la rivolta si estende poi fino alla Grecia, acquistando i tratti di una vera e propria sollevazione antiromana di tutto l Oriente: alla fine di questo anno, l 88 a.C., le truppe di Mitridate intervengono direttamente nei territori in rivolta e ne assumono il controllo. Silla è chiamato a Le riforme di Rufo e la reazione di Silla Silla, che in qualità di console per l anno 88 a.C. sta portando a termine la campagna contro gli Italici, è incaricato di contrastare la nuova minaccia rappresentata da Mitridate. Tuttavia, mentre il console si accinge a concludere le operazioni in Italia per muovere alla volta del Ponto, si riaccende lo scontro politico nell Urbe. Gli effetti congiunti della guerra sociale e delle manovre di Mitridate, infatti, hanno gravemente danneggiato l economia romana; puntando sul diffuso malessere, il tribuno Publio Sulpicio Rufo propone l adozione di una serie di provvedimenti piuttosto radicali, che minano il sempre precario equilibrio all interno della classe dirigente: fra questi, il più eclatante è il trasferimento da Silla a Mario del comando della guerra contro Mitridate. Inaspettatamente, Silla decide di marciare verso Roma, abbandonato dagli ufficiali ma seguito dalla truppa. Si manifestano in pieno, così, le conseguenze dell arruolamento dei proletarii, a cui Mario aveva fatto a suo tempo abbondante ricorso: quella del soldato è ormai diventata una professione e, se già in precedenza alcuni comandanti particolarmente carismatici erano riusciti a guadagnarsi la fedeltà incondizionata delle proprie legioni, ora l arruolamento volontario ha accresciuto il peso che il desiderio di guadagno esercita sulle truppe. Assunto dunque il controllo di Roma, Silla fa abrogare la legislazione di Publio Sulpicio Rufo (che viene ucciso) e provvede a far approvare una serie di norme che dovranno garantire stabilità alla repubblica: in particolare, aumenta i poteri del Senato e dei comizi centuriati, in maniera tale da impedire che membri della nobilitas particolarmente spregiudicati possano appoggiarsi al popolo per conquistare il potere. Mario, nel frattempo, è fuggito in Africa. Allorché il tribuno contrastare la rivolta di Mitridate, re del Ponto, che nell 88 a.C. compie un massacro di Romani e Italici in Anatolia e solleva tutto l Oriente contro Roma. Sulpicio Rufo fa assegnare a Mario il comando della guerra contro Mitridate, Silla marcia in armi su Roma per assumerne il controllo e accrescere i poteri del Senato e dei comizi curiati. Mitridate VI Eupàtore, re del Ponto, I secolo a.C. 295

Tua vivit imago - volume 1
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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.