Tua vivit imago - volume 1

LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI in breve dalle distribuzioni di terre, la costante posizione di subalternità cui sono relegati, la forzosa riduzione della distanza culturale con i Romani: tutti questi elementi costituiscono una miscela esplosiva, e basterà una piccola scintilla per innescare la deflagrazione. Druso tenta Lo scoppio delle ostilità La situazione precipita quando il tema della cittadinanza degli di estendere la Italici diviene strumento di lotta politica: la proposta di concedere loro lo status di cittadini cittadinanza a tutti gli era stata già avanzata all indomani delle riforme di Gaio Gracco, ma è in particolare il tribualleati di Roma no della plebe Marco Livio Druso a presentare, nel 91 a.C., una serie di riforme tra le quali e viene assassinato; i socii allora insorgono, figura una legge finalizzata a estendere la cittadinanza a tutti gli alleati. scatenando la guerra Le aspettative dei socii sono grandi, ma ancor più grande è l ostilità del Senato e di parte sociale (91-88 a.C.). Moneta coniata dagli Italici insorti durante la guerra sociale. Resti dell antica Corfinio. 294 del popolo romano. Le leggi di Druso vengono così neutralizzate, e lo stesso tribuno è assassinato durante un tumulto: la sua uccisione fa capire agli Italici che Roma non è disposta ad accettare alcun compromesso, aprendo la strada a uno dei conflitti più sanguinosi e feroci combattuti dall Urbe, la guerra sociale (cioè la guerra dei socii). Le ostilità scoppiano nel 91 a.C. ad Ascoli Piceno: gli abitanti massacrano un pretore e tutti gli altri Romani presenti, dando il via a un insurrezione probabilmente già pianificata. Per tre anni la penisola è teatro di uno scontro senza esclusione di colpi, durante il quale si fronteggiano eserciti accomunati dalle stesse tattiche e dagli stessi armamenti, e i cui soldati, in passato, hanno combattuto fianco a fianco. Gli Italici giungono addirittura a costituire delle strutture federali, dandosi una capitale, Corfinio (oggi in Abruzzo), e battendo una propria moneta. La loro compagine non è però salda come potrebbe sembrare: infatti, non tutte le popolazioni condividono gli stessi obiettivi, che vanno dal semplice conseguimento della cittadinanza romana al tentativo di recuperare l indipendenza perduta. A Roma ci si rende conto molto presto della gravità della situazione e si corre ai ripari, promettendo la cittadinanza innanzitutto agli alleati che si trovano a combattere insieme alle legioni, poi alle comunità rimaste fedeli o intenzionate a deporre le armi in breve tempo, infine, a guerra conclusa, a tutti gli abitanti d Italia residenti a sud del Po. Questo tentativo di giungere a un compromesso riesce in qualche modo a indebolire la rivolta, che comunque prosegue fino all 88 a.C. con enorme spargimento di sangue.

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Letteratura latina per il triennio. CAPITOLI DEMO: L’età di Cesare; La letteratura della crisi della repubblica; Cicerone.