L’impoverimento degli Italici

12 Storia biennio V1.qxp_Layout 1 12/01/24 12:02 Pagina 334 334 12. La crisi della repubblica ROMA POTENZA DEL MEDITERRANEO I clientes erano infatti uomini formalmente liberi, ma che si trovavano in un rapporto di dipendenza, soprattutto economica, da un patrono romano che assicurava loro protezione, anche in cambio del voto. 2. Definisci le caratteristiche dei due schieramenti politici: 1. Ottimati 2. Popolari L impoverimento degli Italici Lo storico Appiano, vissuto nel II secolo a.C., fu testimone diretto di uno dei periodi più terribili e violenti della storia di Roma. Così descrive (Guerre civili, 1, 7) la situazione cui vogliono porre rimedio le riforme di Tiberio e Gaio Gracco. I Romani permettevano che il terreno conquistato e ancora incolto venisse coltivato dietro pagamento di un affitto. Ma i ricchi, occupata la maggior parte (e sicuri che nessuno gliel avrebbe più tolta), acquistavano i campi dei poveri lì vicino oppure glieli portavano via con la violenza. Per coltivare utilizzavano gli schiavi, dato che i liberi sarebbero stati distolti dal lavoro per combattere, mentre gli schiavi aumentavano di numero, non essendo impegnati nell esercito. Il Paese si popolò di schiavi. Gli Italici, al contrario, diventavano sempre meno numerosi, esauriti dalla miseria, dalle tasse e dal servizio militare: quando non combattevano si trovarono disoccupati. 3. Rispondi alle domande. (Appiano, Storia romana, Le guerre civili, 1) 1. Sottolinea perché gli Italici persero la terra. 2. Sottolinea perché i ricchi preferivano gli schiavi. I contadini senza terra reclamano una riforma agraria. Tiberio e Gaio Gracco propongono riforme che rimangono parzialmente incompiute. Gli aristocratici più attenti e capaci di analizzare la situazione cercarono di introdurre alcune riforme per rimediare alla crisi sociale, politica e militare che metteva in pericolo la repubblica. Così, nel 133 a.C., Tiberio Gracco, appartenente a un antica famiglia patrizia, con una carriera militare e politica impeccabile alle spalle, si fece eleggere tribuno della plebe e propose una moderata riforma agraria per distribuire ai cittadini nullatenenti le terre dell ager publicus. Erano terre confiscate ai vinti, che non erano state distribuite in una colonia, né vendute e che lo Stato dava in affitto a chi volesse coltivarle. In moltissimi casi erano state assegnate ai ricchi proprietari che potevano pagare l affitto, avevano i mezzi e la manodopera per sfruttarle e che avevano così aumentato i loro patrimoni. Si trattava di una questione che si trascinava da moltissimo tempo, ma che in quel periodo stava diventando realmente urgente. 133 a.C. Tiberio Gracco diventa tribuno della plebe e viene ucciso negli scontri con gli avversari

Tempi ed eventi - volume 1
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Dalla preistoria a Giulio Cesare. Capitolo DEMO: 4. La polis: una terra, una cultura