Le lodi della campagna

09 Storia biennio V1.qxp_Layout 1 12/01/24 11:53 Pagina 261 ROMA CONQUISTA LA PENISOLA 6. Una società patriarcale e aristocratica La maggior parte dei Romani, soprattutto i più poveri, considerava la vita militare come un mezzo per acquisire terra, perché chi non ne aveva desiderava possederne sopra ogni cosa. Alla base della società romana c erano quindi i valori di una società agricola fondata sul duro lavoro, che doveva misurarsi con le difficoltà della vita contadina: per questa ragione erano importanti la capacità di sopportare la fatica e la parsimonia. Il Romano ideale era il vir bonus colendi peritus, cioè un uomo giusto e valoroso, esperto di agricoltura . Non si preoccupava di vivere in modo confortevole, ancor meno nel lusso, ma era invece attento a investire per ingrandire le proprietà e migliorare le colture. La modestia e la semplicità dei costumi erano elementi indispensabili per avere successo nella vita pubblica. Molto importante era anche il comportamento in guerra e non era possibile accedere alle cariche pubbliche se non si aveva dato prova di essere un buon soldato. Per candidarsi a qualunque magistratura bisognava aver servito nell esercito per un certo periodo e aver dimostrato di possedere quell insieme di coraggio, fermezza, disciplina e valore personale che i Romani indicavano con la parola virtus (da vir, uomo ) e che rappresentava per un cittadino la qualità più importante, perché da questa dipendevano il suo onore personale e la sua dignità sociale. 2. Quali erano i valori della società romana? Che cosa si intendeva per virtus? Le lodi della campagna Varrone Reatino, vissuto molto tempo dopo gli inizi della repubblica (116-27 a.C.), scrisse un testo chiamato De re rustica (Sulle attività della campagna); in questo brano elogia i Romani del tempo passato e le loro virtù. Quei grandi uomini dei nostri antenati non senza un giusto motivo preferivano i Romani della campagna a quelli della città. Infatti, ritenevano più pigri coloro che vivevano in città rispetto a quelli che coltivavano i campi. Per questo divisero l anno in modo tale che solo ogni nove giorni si dedicavano agli affari cittadini, mentre negli altri sette coltivavano i campi. Finché mantennero tale usanza, ottennero due vantaggi, sia di avere i campi fertilissimi grazie alla coltivazione, sia di diventare essi stessi più robusti. 3. Rispondi alle domande. (Varrone Reatino, De re rustica, II) 1. Quali erano i vantaggi del vivere in campagna secondo Varrone? 2. Viste le successive grandi conquiste di Roma, perché era importante che i Romani fossero robusti? 261 I patrizi (riconoscibili dalle toghe) sorvegliavano personalmente l aratura.

Tempi ed eventi - volume 1
Tempi ed eventi - volume 1
Dalla preistoria a Giulio Cesare. Capitolo DEMO: 4. La polis: una terra, una cultura