La civiltà dell’età della renna

01 Storia biennio V1.qxp_Layout 1 12/01/24 11:17 Pagina 22 22 1. La preistoria L ET PREISTORICA La civiltà dell età della renna Nel Paleolitico superiore l attenzione degli uomini è rivolta non solo alle preoccupazioni materiali, ma anche ad aspetti spirituali. Le tracce lasciate dagli esseri umani no a 35.000 anni fa circa indicano che la preoccupazione fondamentale era la sopravvivenza sica e che tutti gli sforzi erano rivolti a rendere più sicura la vita. Nell ultimo periodo del Paleolitico superiore, invece, cominciarono a emergere nuove esigenze oltre alle preoccupazioni materiali. Le testimonianze rinvenute, per esempio alcuni oggetti nemente incisi e decorati, ci parlano di una ricerca della bellezza ne a sé stessa. Scopriamo che ci si preparava alla caccia attraverso riti propiziatori e che i defunti erano seppelliti con accanto oggetti particolari, probabilmente perché si riteneva avessero funzioni magiche o religiose. Per questo intreccio di aspetti spirituali e materiali, per la prima volta gli studiosi hanno utilizzato il termine civiltà per parlare di persone che vissero in un periodo di tempo che va dal 35.000 a.C. circa no al 9000 a.C. circa, soprattutto in Europa, in un area che si distende dalle coste della Spagna, sull Atlantico, a una fascia della Francia meridionale no all estremità occidentale della Liguria. Dal momento che in quel periodo le renne erano le prede più comuni dei cacciatori, si parla di civiltà della renna . I cacciatori del Paleolitico celebrano riti magici perché la caccia sia loro favorevole. In quest area, ma anche in altre parti del mondo, sono state rinvenute meravigliose pitture su pareti di roccia, alcune realizzate all interno di profonde caverne dove nessuno abitava. Si tratta di scene di caccia oppure figure di animali dipinte con estrema abilità e con un eccezionale forza espressiva. Alcuni sono ritratti tra tti da lance o caduti in trappola; si vedono anche uomini travestiti da animali e impronte di mani. In una caverna è stata trovata una figura modellata nell argilla che rappresenta un grosso animale, probabilmente un bisonte, con i anchi crivellati da colpi di lancia. In un altra grotta sono state trovate, impresse nel terreno argilloso, orme di uomini che danzavano. Tutti questi elementi indicano che quasi certamente si trattava di riti propiziatori, celebrati perché la caccia fosse fortunata, come tuttora accade presso alcuni popoli che vivono di caccia e raccolta. I cacciatori del Paleolitico devono aver cercato aiuto nei riti magici per affrontare i rischi e gli imprevisti di una battuta di caccia. Questa impronta di mano si trova nella Grotta di Pech Merle, in Francia, e risale a 25.000-20.000 anni fa. Riproduzione della scultura in argilla raffigurante due bisonti che si trova nella grotta Tuc d Audoubert, in Francia, e risale al 13.000 a.C. circa. 28.000 Prime sepolture dei Balzi Rossi anni fa in Liguria (Italia) 20.000 Pitture rupestri nelle grotte anni fa di Lascaux (Francia)

Tempi ed eventi - volume 1
Tempi ed eventi - volume 1
Dalla preistoria a Giulio Cesare. Capitolo DEMO: 4. La polis: una terra, una cultura