Tempi ed eventi - volume 1

07 Storia biennio V1.qxp_Layout 1 12/01/24 11:52 Pagina 217 LA CIVILT GRECA Uomo, ambiente e tecnologia La pompa aspirante di Ctesibio, uno strumento pratico Nel III secolo a.C. un grandissimo meccanico, Ctesibio, inventò la pompa aspirante per spegnere incendi (o per svuotare dall acqua le navi o le miniere). Nella gura si vede il funzionamento. Due pistoni si muovono alternativamente all interno di due cilindri dotati ciascuno di una valvola sul fondo. Quando si immerge la pompa in acqua, se si solleva il pistone di sinistra, si apre la valvola e il cilindro si riempie d acqua (l altro pistone è in basso e il cilindro è vuoto). Abbassando il pistone di sinistra l acqua esce dall unica via possibile, cioè verso il tubo centrale che porta in alto. Si ricomincia con il cilindro di destra e l operazione di svuotamento può procedere rapidamente. Archimede e le sue invenzioni Archimede, matematico della Magna Grecia vissuto nel III secolo a.C., risolse il problema di sollevare un dato peso con una forza assegnata (punto di leva). Nello stesso periodo, forse proprio grazie a lui, fu introdotto un nuovo elemento tecnologico, che fu fondamentale per la realizzazione di molti meccanismi: la ruota dentata. Ad Archimede si attribuiscono diversi congegni tra cui la celebre vite di Archimede : un congegno simile a un tubo scavato all interno a forma di vite. Facendolo ruotare, l acqua risale lungo la vite no a uscire a un livello più alto di quello da cui era partita. In realtà, molti ritengono che questo strumento fosse già in uso da secoli a Babilonia. In genere, tuttavia, tutte queste originali invenzioni non ebbero quasi applicazioni pratiche, se non per costruire macchine da guerra. Infatti, nella mentalità del tempo gli studiosi non vedevano alcun rapporto tra teoria e pratica; i concetti di efficienza, utilità, vantaggi economici non avevano alcun peso per loro. Siccome il lavoro manuale era abitualmente svolto dagli schiavi, consideravano anzi umiliante e spregevole occuparsi di problemi concreti, direttamente legati a preoccupazioni pratiche e alla fatica fisica. Per esempio, lo scrittore Strabone durante i suoi viaggi vide dei mulini ad acqua, ma li descrisse come una semplice curiosità, senza coglierne le implicazioni. Archimede, poi, nel 215-214 a.C., contribuì alla difesa di Siracusa, la sua città assediata dai Romani, facendo costruire immense gru capaci di afferrare e distruggere le navi nemiche. Tuttavia, scrive lo storico Plutarco nella Vita di Marcello, non si degnò mai di lasciare scritta qualche cosa sul modo di costruire quelle macchine da guerra, convinto che ogni tecnica che si propone un utilità immediata sia ignobile e grossolana . 217

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Dalla preistoria a Giulio Cesare. Capitolo DEMO: 4. La polis: una terra, una cultura