Tempi ed eventi - volume 1

06 Storia biennio V1.qxp_Layout 1 12/01/24 11:31 Pagina 166 166 6. Greci e Persiani LA CIVILTà GRECA Dario I cerca l unione tra i popoli che formano l impero, riconoscendo il ruolo delle grandi capitali. Dario I si trovò a capo di un grande impero multietnico, che comprendeva popoli diversi, con lingue, tradizioni e religioni molto differenti. Il sovrano incarnava la grandezza e l unità dell impero e lo dimostrò simbolicamente in modi diversi. Innanzitutto, assunse il titolo di Gran Re dei Re, per sottolineare che, più che un conquistatore, era un essere superiore a tutti, tanto che era onorato come un dio. La dimensione divina del sovrano era sottolineata dalla sua guardia del corpo, i cosiddetti immortali , diecimila soldati scelti che venivano immediatamente sostituiti quando morivano (da qui il nome della guardia). L imperatore Dario I, inoltre, nel corso dell anno, risiedeva in diverse città di cui alcune erano ex capitali: Susa dell Elam, Ecbatana della Media, Babilonia dell impero babilonese, Pasargade e Persepoli, da lui stesso fondata, le capitali dinastiche vere e proprie. A Pasargade, costruita da Ciro, si teneva la cerimonia della salita al trono del re e qui fu sepolto Ciro. A Persepoli, il cui nome significa in greco città dei Persiani , sorgeva la superba reggia fondata da Dario e ampliata da Serse. La vera capitale dell impero fu però Susa, che si trovava quasi a metà strada tra i punti estremi dell impero, a Oriente e a Occidente, e tra Ecbatana e Babilonia. 2. Individua nel testo quali erano le caratteristiche dell imperatore persiano e quali le sue scelte politiche all interno del vasto impero. Dario I organizza lo Stato in modo efficiente. Il sistema amministrativo è in equilibrio tra controllo centrale e autonomie regionali. Per gestire un impero tanto grande e diversificato, Dario lo divise in venti province, o satrapie, ciascuna guidata da un governatore, chiamato satrapo, che deteneva pieni poteri amministrativi e giudiziari e aveva il compito di riscuotere i tributi da versare alla capitale. Ogni satrapia era libera di mantenere le proprie usanze e tradizioni, ma il governatore era nominato da Dario. Per evitare che i satrapi si trasformassero in re del territorio loro affidato, ciascuno era affiancato da un segretario e da un comandante militare, che di fatto lo sorvegliavano e ne limitavano il potere. Dario controllava tutto l impero anche attraverso un corpo di ispettori, che potevano visitare a sorpresa le satrapie e poi riferire direttamente al re tutto ciò che avevano scoperto. 3. Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false. 1. Dario divise l impero in venti province chiamate satrapie. 2. Ogni satrapo, o governatore, regnava liberamente senza alcun controllo da parte dell impero centrale. 3. Dario estese gli usi dei Persiani a tutte le province conquistate. 4. Gli ispettori potevano far visita a sorpresa alle province. 522-485 a.C. Dario I porta l impero persiano alla massima estensione V F Antico fregio in ceramica raffigurante arcieri persiani conservato al Pergamonmuseum di Berlino.

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Dalla preistoria a Giulio Cesare. Capitolo DEMO: 4. La polis: una terra, una cultura