3. Lingua, tradizioni e miti alle radici dell’identità

04 Storia biennio V1.qxp_Layout 1 12/01/24 11:27 Pagina 123 LA CIVILT GRECA 3. Lingua, tradizioni e miti alle radici dell identità comune dei Greci 3. Lingua, tradizioni e miti alle radici dell identità comune dei Greci I Greci sono divisi politicamente in tante poleis, ma si riconoscono in un identità nazionale comune. I Greci erano politicamente divisi in tante piccole poleis, ciascuna molto orgogliosa della propria indipendenza, ma erano anche ben coscienti di appartenere a un unico popolo, gli Elleni, sia pure composto da diverse stirpi. Si identificavano in un passato comune, che raccontavano e spiegavano in maniera simile. Com era accaduto per tutti gli altri popoli dell antichità, anche i Greci avevano elaborato una loro mitologia, cioè un insieme di racconti (miti) che spiegavano le origini del mondo e degli dèi, i fenomeni naturali, i poteri delle divinità e la gerarchia tra di esse. I miti non narravano solo i rapporti tra gli uomini e le divinità, ma anche le vicende dei semidei e degli eroi e le imprese da essi compiute con aiuti soprannaturali. Spesso in queste narrazioni si ritrovavano eventi realmente accaduti, ma narrati in forma epica. I protagonisti erano descritti come eroi dotati di forza, coraggio, generosità, astuzia e di altre qualità che suscitavano ammirazione. Quando i protagonisti di questi miti erano semidei, cioè figli di una divinità e di un mortale, le famiglie illustri li consideravano con grande orgoglio come i propri antenati. Un esempio di questi miti che trasfiguravano eventi reali inserendo la partecipazione degli dèi è la storia di Teseo e il Minotauro (vedi Il mito del Minotauro nel capitolo 3). Ancora più celebre è la narrazione della guerra di Troia, un successo militare che ha avuto però conseguenze tragiche per i suoi protagonisti. Queste storie erano tramandate oralmente e quindi di volta in volta potevano esservi aggiunte o modifiche: di quasi tutti i miti greci possediamo perciò diverse varianti, ma quello che importa è che costituivano un patrimonio comune e condiviso tra i Greci. I Greci parlavano, inoltre, la medesima lingua. Nelle diverse regioni si usavano varianti dialettali che si possono suddividere in quattro gruppi: il dialetto eolico, l arcadico, lo ionico e il dorico; le varianti dialettali non impedivano però ai Greci di capirsi facilmente tra loro. La lingua comune costituiva un fattore molto importante per l identità nazionale: quando si usano gli stessi termini per rappresentare azioni e concetti, per indicare ciò che è giusto o ingiusto, bello o brutto, ci si abitua anche a pensare secondo gli stessi criteri, si acquisisce la medesima mentalità, si elabora insomma una cultura comune. Non si intende con questo termine un insieme di conoscenze, bensì il complesso di tradizioni e miti, idee e credenze religiose, usi e costumi che è alla base del modo di pensare, di vivere, di comportarsi con gli altri. Un elemento importante per la costruzione della cultura comune furono i poemi epici: lunghe narrazioni in versi della vita e delle imprese dei grandi eroi del passato. I poemi spesso narravano di personaggi mitici di origine divina e gli dèi erano rappresentati alla pari degli uomini. 123 LE PAROLE Stirpe. Dalla parola latina stirps, ossia tronco , indica l insieme di persone che discendono da un capostipite comune. Oracolo. I Greci consultavano le divinità per conoscere il futuro o per ricevere indicazioni. L oracolo era il responso, ma anche la sacerdotessa che forniva le risposte. L eroe Eracle, il semidio, lega le zampe posteriori al toro di Creta. una delle dodici fatiche che gli erano state imposte dall oracolo di Delfi.

Tempi ed eventi - volume 1
Tempi ed eventi - volume 1
Dalla preistoria a Giulio Cesare. Capitolo DEMO: 4. La polis: una terra, una cultura