Insegnanti e genitori fanno la differenza

Insegnanti e genitori fanno la differenza Le cause psicologiche alla base al comportamento del bullo coincidono spesso, in età adulta, con gli stessi disturbi delle vittime di bullismo (ansia, attacchi di panico, psicosi e depressione). Il ruolo educativo di insegnanti e genitori può fare la differenza. Spiega il professor Luca Bernardo, direttore dell unico centro in Italia che si occupa a livello multidisciplinare di bullismo e cyberbullismo: «Fondamentale è far comprendere come gestire le emozioni. Rari i casi in cui si interviene a livello farmacologico: la relazione umana è il punto di partenza. La differenza di percorso terapeutico tra chi è un bullo e chi è una vittima sta in quello che si deve imparare a gestire. Nel caso di chi commette violenza è necessario capire come incanalare la rabbia e apprendere il rispetto degli altri. Per chi è stato preso di mira dalla violenza altrui il compito è superare l infinito senso di colpa, difficile da esprimere a parole . La vittima tipo e i social network Le vittime sembrano solitamente contraddistinguersi per essere ansiose, si sentono timide o poco attraenti, e vivono a scuola una situazione di solitudine e di abbandono. In questo caso il tipo di vittima viene definito vittima passiva o sottomessa , perché mostra atteggiamenti che segnalano agli altri insicurezza e incapacità o difficoltà di reagire di fronte agli insulti ricevuti. In altre parole, la vittima di prevaricazioni è caratterizzata da un «modello reattivo ansioso o sottomesso, associato a debolezza fisica . Nello stesso tempo, l attacco ripetuto da parte dei coetanei aumenta l ansia, l insicurezza e la valutazione negativa di sé. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Educational Psychology, il bullismo può accompagnare tutto il percorso scolastico di un bambino, dall asilo al liceo. In alcuni casi si manifesta in Rete, attraverso atteggiamenti aggressivi che vengono messi in atto sui social network, dove il bullo può mantenere l anonimato, ha un pubblico più vasto e può controllare le informazioni personali della vittima. Due vittime su tre dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di cyberbullismo (dati della Polizia di Stato). Ecco perché a maggio 2017 la Camera ha approvato all unanimità una legge sul cyberbullismo, i cui cardini sono una stretta sul web e il coinvolgimento delle scuole nel contrasto delle molestie online. Approfondimento La legge sul cyberbullismo Approfondimento Bullismo, cyberbullismo e omofobia Nel maggio del 2016 si è tenuto a Roma, presso il Senato della Repubblica, un importante convegno alla presenza di alunni di varie scuole italiane, genitori e insegnanti per evidenziare come il bullismo si vada configurando sempre di più come l espressione della scarsa tolleranza per la diversità, come assenza di accettazione di chi è dissimile per appartenenza etnica, per caratteristiche fisiche e psicologiche o semplicemente per scelte di vita. Nella sua evoluzione più recente il fenomeno del bullismo ha preso di mira l orientamento sessuale dell individuo. l omofobia a scatenare il bullo o i bulli, i quali esprimono la loro ostilità a livello verbale (minacce e ingiurie), a livello fisico (aggressioni e violenze) o in modo indiretto (calunnie, pettegolezzi, isolamento sociale). Il bullismo omofobico nasce dal pregiudizio, dalla disinformazione, dall isolamento e dalla scarsa tolleranza per tutto ciò che è altro , diverso da sé . A tal proposito, scuola e famiglia possono fare molto per promuovere una cultura che consideri la diversità come una ricchezza e che educhi all accettazione e alla consapevolezza dell altro. 4 Dipendenze e mal-essere 177

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