Diritto ed economia. Istruzioni per l’uso – Per il settore

174 7. Il Governo Il revenge porn Il revenge porn è la condivisione di immagini o video privati a sfondo sessuale a scopo di vendetta o di estorsione, senza il consenso della persona inquadrata. La cronaca ha dimostrato che a eseguire ricatti sessuali sono soprattutto persone che sono state legate alla vittima da un rapporto sentimentale, che dopo la fine di una relazione voAgenda 2030 gliono punire , umiliare o provare a controllare gli ex facendo uso delle immagini o dei video in loro possesso. A volte le immagini sono selfie scattati dalla vittima stessa e inviati all ex partner, oppure video e fotografie realizzati in momenti di intimità con l idea che dovessero rimanere nella sfera privata, o ancora scatti e riprese avvenuti di nascosto, senza che la vittima ne fosse consapevole. Le vittime e i carnefici di questo odioso reato sono spesso giovani, proprio perché l uso disinvolto delle nuove tecnologie li espone a questi rischi. La condivisione di tali immagini può avvenire attraverso e-mail, cellulari o social e causa effetti devastanti sulla vittima, che si sente umiliata, lesa nella propria dignità, compromessa nei rapporti sociali e lavorativi. Con la legge n. 69 del 19 luglio 2019, detta Codice rosso , è stato introdotto il reato di revenge porn, previsto e punito dall art. 612-ter del Codice Penale. Questa legge punisce: chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde, senza l espresso consenso delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati, con la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 5000,00 a 15.000,00 . Anche i condivisori delle immagini diffuse dall autore del reato sono considerati colpevoli. La stessa pena, dunque, si applica anche nei confronti di chi, dopo aver ricevuto o acquisito le immagini o i video, li diffonde senza il consenso dell interessato/a. La normativa prevede delle aggravanti a carico di chi è legato alla vittima da una relazione affettiva (matrimonio, convivenza, rapporto amoroso o di amicizia), visto che naturalmente è il partner ad avere maggiori probabilità di disporre di quel genere di materiale, perché lo ha girato o scattato o perché ha avuto accesso ai luoghi in cui è custodito. Ma come difendersi? Per evitare le conseguenze molto spiacevoli della pubblicazione in Internet di materiale compromettente ci sono varie possibilità, anche per i minorenni. Se la foto o il video sono già stati pubblicati, si può usare il tasto Segnala e chiederne l immediata rimozione dal social (per esempio Facebook); si può scaricare dal sito www.garanteprivacy.it l apposito modulo e chiedere che il Garante si attivi per la rimozione dalla piattaforma social; ci si può rivolgere alla Polizia Postale o in genere alle forze dell ordine (in questo caso assistiti da un genitore) presentando una denuncia per chiedere l immediata rimozione dal Web dei contenuti compromettenti e l individuazione dei colpevoli del reato. importante raccogliere le prove da portare all autorità giudiziaria (come screenshot, stampe o file) anche su chiavetta, in modo da fornire l algoritmo del video e velocizzare le indagini e il sequestro del materiale. La netiquette

Diritto ed economia. Istruzioni per l’uso – Per il settore turistico ed alberghiero
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NUOVA EDIZIONE. Capitolo DEMO: La Costituzione