2

La derivazione

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I due gruppi di parole hanno in comune le radici bors- (che contiene il significato “sacca di varia forma e grandezza”) e giorn- (“periodo di luce tra l’alba e il tramonto”). Oltre alle radici e alle desinenze, in molte parole riconosciamo gli affissi: ogni affisso aggiunto modifica un po’ la forma e il significato della parola primitiva, formando nuove parole.

Il processo di aggiunta di affissi si chiama derivazione. Le parole derivate possono essere di vari tipi:

  • suffissate;
  • alterate (una sottocategoria delle suffissate);
  • parasintetiche;
  • prefissate.

La derivazione opera gradualmente, come la costruzione di una catena:

  • la radice forma una parola primitiva (che chiameremo anche parola base o base);
  • a questa parola, privata della desinenza, si aggiunge un affisso alla volta, come si aggiunge un anello per formare una catena.

Per esempio:

  • bors(a)- + -eggia(re)- + -tor(e) = borseggiatore

    parola base

    1° affisso

    2° affisso

  • parola base

    1° affisso

    2° affisso

    giorn(o)- + -al(e)- + -ist(a) = giornalista

Derivati apparenti

Considera queste parole:

locale

attrezzo

A prima vista sembrano parole derivate. Ma che cosa succede se togli i morfemi aggiunti fino a lasciare quella che sembra la parola base?

loc(o)-ale

ad-trezzo

Le parole base sarebbero loco e trezzo, che, però, non esistono in italiano:

loco è un adattamento del nome latino locum, “luogo”;

trezzo non esiste affatto, ma la parola attrezzo nel suo insieme proviene dal francese antico atraits, “attrezzi”.

Le parole come locale e attrezzo e migliaia di altre non hanno una parola base in italiano perché derivano nella loro forma completa da altre lingue (soprattutto il latino, il francese e l’inglese) e, quando sono entrate a far parte dell’italiano, erano già unite ad affissi nella lingua di provenienza.

Queste parole, pertanto, non sono derivate, ma sono primitive, perché quando sono entrate in italiano avevano già una forma completa. Anche se non si può ricavarne la parola base (perché non esiste in italiano), è spesso possibile riconoscere gli affissi, perché gli affissi del latino, del francese (e spesso anche dell’inglese) sono uguali o molto simili a quelli dell’italiano.

Per assicurarti che una parola per te nuova sia derivata (e non apparentemente derivata) dovrai ricorrere al vocabolario: se l’etimologia riportata nel vocabolario ti indica che la parola è stata per intero prelevata da un’altra lingua, allora quella parola è primitiva; se invece il vocabolario segnala la formazione della parola da un’altra parola italiana, allora si tratta di un derivato (oppure di un composto, nel caso di combinazione di due o più parole).

più a fondo

Ogni volta che si aggiunge un affisso si crea una parola nuova, quindi si aggiunge anche la desinenza tipica della parola formata. Per aggiungere un altro suffisso si toglie la desinenza e si aggancia il nuovo morfema alla parte rimanente. Nel caso dei verbi, la parte che si toglie per aggiungere un suffisso è -re:

  • calza(re)- calza-tura
  • sveni(re)- sveni-mento

La vocale finale che rimane dopo aver tolto -re può subire qualche cambiamento:

  • dormiglia(re) dormigli(a)-one dormiglione
  • corre(re) corri-dore

L

aiuto del vocabolario

Il vocabolario ti fornisce non soltanto il significato, ma anche tutte le informazioni sulla morfologia e sull’origine delle parole. L’origine della parola (detta etimologia) è riportata tra parentesi quadre subito dopo la parola stessa e le informazioni morfologiche di base. Ecco un esempio (dal vocabolario Treccani online).

Come vedi nella definizione (in particolare nell’etimologia tra parentesi quadre), la parola benedizione non è derivata dal verbo italiano benedire con il suffisso -zione, ma è entrata in italiano dal latino già in questa forma ed è pertanto una parola primitiva.

Consulta il

vocabolario

I suffissi e la suffissazione

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I suffissi possono formare parole che corrispondono a parti del discorso diverse da quella della parola di partenza. A seconda della parte del discorso subito precedente nella catena della derivazione, possiamo avere parole derivate da nomi, da verbi, da aggettivi. Per esempio:

  • ardi(re)- + -mento = ardimento (nome derivato da un verbo)
  • ardiment(o)- + -oso = ardimentoso (aggettivo derivato da un nome)

Giornale, come ardimentoso, è un aggettivo derivato da un nome (giorno) grazie al suffisso -ale. Questo suffisso trasforma, quindi, i nomi in aggettivi.

La seguente tabella raggruppa i suffissi derivativi più comuni in italiano a seconda della parte del discorso a cui si agganciano nella maggior parte dei casi (V = verbo; N = nome; A = aggettivo) e della parte del discorso che formano (V = verbo; N = nome; A = aggettivo; AVV = avverbio). Non ci sono suffissi che si agganciano ad avverbi. È indicato anche il significato dei suffissi, anche se si tratta di un significato molto vago (per altre informazioni sulla derivazione e sui suffissi pp. 153-155).

Suffisso

Parte del discorso di partenza

Parte del discorso formata

Significato

Esempi

-ata

V

N

“atto di V”

  • passeggiare passeggiata

-mento

V

N

“conseguenza di V”

  • allenare allenamento

-zione

V

N

“processo legato a V”

  • collaborare collaborazione

-tore / -dore

V

N

“professione”

  • calciare calciatore
  • correre corridore

-in-

V

N

“professione”

  • scalpellare scalpellino

-bile

V

A

“possibilità”

  • utilizzare utilizzabile

-evole

V

A

“possibilità”

  • girare girevole

-ai-

N

N

“professione”

  • forno fornaio

-ata

N

N

“colpo dato con N”

  • fucile fucilata

“quantità raccolta con N”

  • forchetta forchettata

“nome collettivo”

  • scalino scalinata

-eria

N

N

“attività commerciale”

  • panino panineria

“nome collettivo”

  • argento argenteria

-ier-

N

N

“professione”

  • giardino giardiniere

-ista

N

N (A)

“che pratica N”

  • violino violinista
  • Budda buddista

-evole

N

A

“che realizza N”

  • amico amichevole

-os-

N

A

“modo di essere N”

  • coraggio coraggioso

-ale

N

A

“qualità relativa a N”

  • nazione nazionale

-are

N

V

“azione legata a N”

  • muro murare

-ire

N

V

“azione legata a N”

  • colpo colpire

-izzare

N

V

“mettere in pratica N”

  • agonia agonizzare

-ismo

A (N)

N

“qualità astratta di A”

  • sociale socialismo

-ità

A

N

“qualità astratta di A”

  • comunicabile comunicabilità

-izzare

A

V

“far diventare un oggetto A”

  • minimo minimizzare

-mente

A

AVV

“in modo A”

  • veloce velocemente

AVVERBI IN -MENTE

Come sai ( p. 352), uno dei modi di formare gli avverbi è quello di aggiungere il suffisso -mente a un aggettivo: per esempio, l’avverbio che deriva da lento è lentamente. Ma come mai prima del suffisso c’è una a (lent-a-mente)? Ecco perché: il suffisso -mente deriva dal latino mente, un caso particolare del nome femminile che significa “mente, spirito, intelligenza”; sana mente, per esempio, significava “con disposizione d’animo sana, con ragionevolezza”. Con il tempo le locuzioni come questa, formate con mente, sono passate sempre più a esprimere la modalità in cui si svolgeva un’azione: alla fine la parola ha preso la forma di un suffisso, ma ha mantenuto il genere femminile, che deve concordare con l’aggettivo che fa da base dell’avverbio. Per questo motivo gli avverbi in -mente che derivano da un aggettivo si formano a partire dal femminile dell’aggettivo. Anche gli aggettivi che finiscono in -e concordano con mente: concordemente (concorde-mente “con mente concorde” “in modo concorde”), brevemente, finemente, fortemente, urgentemente. Questi aggettivi perdono la -e davanti a -mente se finiscono in -le o -re: facilmente (da facile), debolmente, agilmente, militarmente ecc.

più a fondo

I verbi parasintetici

Un altro tipo di derivazione, che riguarda i verbi, si chiama parasintesi e prevede che uno o più prefissi e il suffisso, ovvero la desinenza verbale, siano aggiunti contemporaneamente.

I verbi così formati si chiamano verbi parasintetici.

I verbi parasintetici appartengono alla prima o alla terza coniugazione e derivano da:

  • nomi (abbottonare, annoiare, imboccare, incoraggiare, inchiodare, imbottire ecc.);
  • aggettivi (imbiancare, allungare, avvicinare, rafforzare, indebolire, instupidire, ammattire, arrossire, rimpicciolire ecc.).

Come puoi notare, nei verbi parasintetici se togliamo uno dei due affissi otteniamo parole non esistenti (rimpicciolo, picciolire).

più a fondo

Derivati a suffisso zero

Un altro tipo particolare di suffissazione, che coinvolge ancora i verbi, è quella che prevede non l’aggiunta, ma l’eliminazione del suffisso o desinenza verbale.

I nomi come arrivo, incontro, ricerca, traghetto, rettifica, utilizzo, bonifica, appiglio, delibera, modifica derivano dai verbi corrispondenti attraverso l’eliminazione di tutta la desinenza verbale, compresa la vocale, e la semplice aggiunta della desinenza del nome:

  • rettific(are) rettific-a, incontr(are) incontr-o.

I nomi formati attraverso l’eliminazione della desinenza di un verbo si chiamano derivati a suffisso zero.

Alcuni di questi nomi hanno una variante che finisce in -zione, più adatta ai contesti formali:

  • rettificazione, utilizzazione, bonificazione, deliberazione, modificazione.

L’alterazione

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Le parole del secondo gruppo sono formate con un tipo speciale di derivazione, che si chiama alterazione. L’alterazione è un tipo speciale di derivazione per mezzo di suffissi. Queste parole sono, quindi, derivate alterate, o anche soltanto alterate.

Le parole alterate (ovvero gli alterati):

  • mantengono un significato simile a quello delle parole di partenza (figlio figliolo);
  • possono derivare soltanto da parole della stessa parte del discorso: V V (saltare saltellare), N N (casa casetta), A A (bello bellino), AVV AVV (bene benone).

La seguente tabella raggruppa i suffissi alterativi più comuni in italiano per i nomi, gli aggettivi e gli avverbi (per i suffissi alterativi di nomi e aggettivi vedi anche pp. 153-155 e pp. 247-248).

Tipo di alterato

Sfumatura di significato

Suffissi

Esempi

diminutivo

rimpicciolimento, riduzione

-ell-

  • povero poverello

-ett-

  • lungo lunghetto

-icin-

  • cuore cuoricino

-in-

  • bene benino

-ott-

  • casa casotto

vezzeggiativo

ingentilimento

-ell-

  • vino vinello

-ucci-

  • male maluccio

accrescitivo

ingrandimento

-on-

  • scala scalone

peggiorativo o dispregiativo

peggioramento della qualità

-acci-

  • verso versaccio

-astr-

  • furbo furbastro

-ucol-

  • attore attorucolo

La seguente tabella riguarda i più comuni suffissi tipici dei soli aggettivi. Sono tutti di tipo vezzeggiativo e servono ad attenuare il significato dell’aggettivo da cui derivano.

Suffissi

Esempi

-icci-

  • molle molliccio

-ign-

  • aspro asprigno

-ognol-

  • verde verdognolo

-occi-

  • bello belloccio

più a fondo

Il suffisso -icci- si aggiunge spesso:

  • a participi passati in funzione di aggettivi: appiccicaticcio (da appiccicato), attaccaticcio, arsiccio, imparaticcio, sudaticcio;
  • ad aggettivi di colore: rossiccio, gialliccio, bianchiccio.

Infine, questi sono i suffissi più comuni tipici dei soli verbi. Aggiungono tutti al significato del verbo da cui derivano una sfumatura aspettuale [ p. 26] di tipo continuato (saltellare = “saltare più volte”):

Suffissi

Esempi

-ellare

  • saltare saltellare

-erellare

  • trottare trotterellare

-ettare

  • picchiare picchiettare

-acchiare

  • sforare sforacchiare

-icchiare

  • cantare canticchiare

più a fondo

I suffissi -acchiare e -icchiare possono contenere anche una sfumatura dispregiativa:

  • Smettila di ridacchiare alle mie spalle.

I prefissi e la prefissazione

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Probabilmente per descrivere l’opera di Rodin hai usato pensoso (del resto, il titolo della scultura è proprio Le Penseur, “il pensatore”), un aggettivo suffissato che deriva da un verbo (pens(are)- + -oso). Ma anche raccolto o ripiegato su sé stesso. Così facendo, hai usato aggettivi (e participi passati) prefissati. I prefissi servono, come i suffissi, per formare nuove parole derivate.

Come i suffissi, possono sommarsi, ma sempre uno alla volta (incentivo incentiv(o)-are dis-incentivare); diversamente dai suffissi, però, si aggiungono prima della parola base.

I prefissi non provocano mai il cambiamento della parte del discorso corrispondente alla parola base.

Molti prefissi sono in realtà preposizioni e avverbi uniti ad altre parole:

  • in- + -trovabile introvabile
  • sopra- + -elevare sopraelevare

Nella tabella sono raccolti i prefissi più comuni con i loro diversi significati:

PREFISSO

SIGNIFICATO

ESEMPI

a-

“senza”

  • asociale

ad-

“verso”

  • addolcire

ante-

“prima”

  • anteprima

anti-

“prima”

  • antipasto

“contro”

  • anticarro

con-

“unione”

  • corresponsabile

contra-

“contro”

  • contrabbando

contro-

“contro”

  • controffensiva

de-

“senza”

  • decespugliatore

dis-

“senza”

  • disubbidire

in-

“dentro”

  • inchiodare

“negazione”

  • insicuro

inter-

“in mezzo”

  • internazionale

intra-

“dentro”

  • intramuscolare

pre-

“prima”

  • precotto

re-

“ripetutamente”, “nuovamente”

  • respirare

s-

“senza”

  • sbucciare

“intensamente”

  • sbandierare

sopra-

“sopra”

  • soprannome

super-

“sopra, oltre”

  • supermercato

tra- / tras- / trans-

“oltre”

  • transatlantico

I prefissi che terminano in consonante subiscono cambiamenti per facilitare la pronuncia. In particolare:

PREFISSO

CAMBIAMENTI

ESEMPI

ad-

- rimane intatto soltanto davanti a vocale e a d

- adatta la d a tutte le altre consonanti

  • ad + irare adirare
  • ad + destrare addestrare
  • ad + fitto affitto
  • ad + guantare agguantare

con-

- diventa com- davanti a b, p, m

- diventa cor- davanti a r

- diventa col- davanti a l

- diventa spesso co- davanti a s impura e davanti a vocale

  • con + baciare combaciare
  • con + rispettivo corrispettivo
  • con + lineare collineare
  • con + spaziale cospaziale

in-

- diventa im- davanti a b, p, m

- diventa ir- davanti a r

- diventa il- davanti a l

  • in + barcare imbarcare
  • in + rituale irrituale
  • in + logico illogico

re-

- può perdere la e davanti a -in-

- la e si trasforma quasi sempre in i

- il suffisso rimane intatto davanti a i

  • re + inviare rinviare
  • re + acciuffare riacciuffare
  • re + introdurre reintrodurre

a-

- aggiunge una n davanti a vocale

  • a + abbaglianti anabbaglianti

tra-, tras-, trans-

- è un unico prefisso che a seconda della parola a cui si aggancia cambia leggermente forma

  • tra + lasciare tralasciare
  • tras + volare trasvolare
  • trans + amazzonico transamazzonico

Alcuni prefissi si somigliano nella forma e nel significato, anche se hanno origini diverse:

ante- = “prima” anteguerra

anti- = “prima” anticamera

contra- = “contro” contrattempo

contro- = “contro” controbattere

de- = “senza” decaffeinato

dis- = “senza” disabitato

inter- = “in mezzo” internazionale

intra- = “dentro” intramuscolare

super- = “sopra, oltre” supervisione

sopra- = “sopra” soprannaturale

1

PROVA SUBITO

Per ogni parola primitiva, scrivi almeno tre parole derivate per aggiunta di affissi.

1. carta:

2. acqua:

3. borsa:

4. dire:

2

memorizza

La derivazione è il processo di formazione delle parole per aggiunta di affissi.

Gli affissi si aggiungono alla parola base (che può essere primitiva o a sua volta già derivata).

L’alterazione è un tipo particolare di derivazione per suffissazione che modifica di una sfumatura il significato della parola base.

3

organizza

FISSA i concetti in 3 passi

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lettura

SUFFISSI

se si aggiungono dopo la parola base

GLI AFFISSI

si chiamano

PREFISSI

se si aggiungono prima della parola base

In pratica

LA DERIVAZIONE

1

Elimina le parole derivate che non appartengono alla stessa base. Se hai dubbi, consulta il vocabolario.

1.imboccare – sboccato – boccuccia – boccaccesco – boccheggiare

2.sbollire – bollitore – bollore – bollino – bollita

3. comico – camiciaio – camiciotto – scamiciato – camicetta

2

Sottolinea nell’elenco le parole derivate che non esistono.

appiccicaticcio brizzolatura cafonaggine caffettiera fumettista rosicchiamento sostegnevolezza rotaia zuccone yogurteria spadaccineria voracemente utilitaria unicità vermiglianza tuffata ricaricare polmonare

3

 Sottolinea nel testo della canzone tutte le parole derivate, riportale nel quaderno e scrivi la parola base di ciascuna di esse.

Capisci i sentimenti quando te li fanno a pezzi

È bello rimettere insieme i pezzi

Vedere che alla fine stanno in piedi anche da soli

È bello stare insieme, saper stare da soli

È bello essere il primo, bello andare lontano

Stamattina col sole era bella anche Milano

E tu che abbassi gli occhi quando dico che sei sempre più bella

Oggi sai che voglio fare

Fare come quando piove e io mi scordo l’ombrello

Ma fuori com’è?

Test interattivO

Consulta il

vocabolario

canzone

(Adattato da Coez, È sempre bello, 2019)

I SUFFISSI E LA SUFFISSAZIONE

4

Inserisci i suffissi adatti in base alle richieste per creare delle parole derivate.

1.lontano (sostantivo singolare)

2. cadere (sostantivo singolare)

3. credibile (sostantivo singolare)

4.tasca (aggettivo femminile plurale)

5.celere (avverbio)

6.cambiare (sostantivo singolare)

7.pagare (sostantivo plurale)

8.gatto (avverbio)

5

Scegli la parola derivata con il suffisso adatto, o l’unica possibile, in base al contesto.

1. Luigi è una persona amichevole / amicale: anche se non lo conosco bene, mi fa sentire a mio agio. 2. Anna è una persona che si comporta in modo disinteressante / disinteressato, infatti non pensa mai al proprio tornaconto. 3. Dobbiamo comprare un materasso gonfievole / gonfiabile per quando verrà a trovarmi mia sorella da Varese. 4. Il compito che mi hai affidato è gravoso / gravabile, ma mi impegnerò per portarlo a termine. 5. Mio padre fa il giornalista / giornalaio: nel nostro quartiere tutti comprano da lui i quotidiani. 6. Questa torta è stucchevole / stuccata, con troppa cioccolata e troppo zucchero. 7. Questo film è l’adattamento / l’adattazione del romanzo di Orwell. 8. Bisogna sempre promuovere campagne di sensibilizzazione / sensibilità contro il cyberbullismo.

6

Crea i derivati in base alle richieste.

1.conquistare suffisso che indica “professione”:

2.allevare da verbo a nome:

3.musica suffisso che indica “persona che svolge N”:

4.coraggioso da aggettivo ad avverbio:

5.cambiare da verbo a nome:

6.velocità suffisso che indica “fare N”:

7.ambiente da nome ad aggettivo:

8.andare da verbo a nome:

7

Scrivi nel quaderno almeno cinque derivati per ognuno dei seguenti suffissi. Controlla nel vocabolario per evitare di scrivere parole primitive derivate dal latino o da lingue neolatine.

-anza -evole -mento

Per ogni gruppo di parole in altre lingue, sottolineate il suffisso derivativo in comune, poi cercate di capire quale significato aggiunge alla radice e trovatene almeno uno che svolga la stessa funzione in italiano.

8

1.Inglese: lawyer – waiter – teacher – writer

• Significato dell’affisso in inglese:

• Corrispettivo morfema (o corrispettivi morfemi) in italiano:

• Parola/e con il morfema italiano corrispondente:

2.Francese: alimentation – mondialisation – fixation – déforestation

• Significato dell’affisso in francese:

• Corrispettivo morfema (o corrispettivi morfemi) in italiano:

• Parola/e con il morfema italiano corrispondente:

3.Spagnolo: ironizar – electrizar – simpatizar – agilizar

• Significato dell’affisso in spagnolo:

• Corrispettivo morfema (o corrispettivi morfemi) in italiano:

• Parola/e con il morfema italiano corrispondente:

LALTERAZIONE

9

Scrivi il nome alterato corrispondente a ciascuna definizione:

1. gatto piccolo:

2. tempo brutto:

3. quaderno grande:

4. libro grazioso:

5. scarpa brutta e vecchia:

6. rosso poco intenso:

Consulta il

vocabolario

10

 Leggi il testo e poi rispondi nel quaderno alle domande.

Il ritratto di Monna Lisa del Giocondo, meglio noto come la Gioconda, è in assoluto l’opera di Leonardo più celebre in tutto il mondo. Noto è soprattutto il suo sorriso enigmatico, che ha fatto scrivere fiumi di parole, suggerendo mille interpretazioni. Ma chi era veramente la Gioconda? L’identità della figura ritratta nel dipinto non è certa. Che si tratti di Monna Lisa Gherardini, una cortigiana proveniente dalla piccola nobiltà rurale, o che sia la benestante signora fiorentina, Monna Lisa del Giocondo, da cui deriva l’altro nome con cui è conosciuto il ritratto, sono tutte ipotesi. Le analisi ai raggi X, a cui è stato sottoposto il dipinto nel corso dei suoi restauri, mostrano che ci sono tre versioni nascoste sotto quella attuale. L’opera è infatti frutto di una lunga elaborazione: l’artista l’ha ritoccata più volte. Dal punto di vista pittorico la figura è quasi priva di contorni, grazie al sapiente uso della tecnica dello sfumato. Il pittore passa con gradualità da un tono all’altro, creando un’immagine mutevole, che suggerisce diverse direzioni: una del corpo, una delle braccia e un’altra del viso.

(Adattato da treccani.it)

1.Senza guardare il vocabolario, sai indicare da quale parola deriva il termine cortigiana?

2.Illustra il processo di derivazione da grado a gradualità, specificando anche a quali parti del discorso corrispondono le parole coinvolte nel processo.

3. Sottoposto (da sottoporre) è una parola derivata per suffissazione?

I PREFISSI E LA PREFISSAZIONE

11

Unisci le basi con i prefissi per creare parole derivate, facendo attenzione a modificare i prefissi quando necessario.

1.confezionare + pre- =

2.sostenibile + in- =

3.stimare + sotto- =

4.congelare + de- =

5.mortale + in- =

6.trattare + con- =

12

 Scrivi nel quaderno il significato che i prefissi aggiungono alle seguenti parole e spiega il significato delle parole così costruite.

1. smanicare 2. affettare 3. anaffettivo 4. scaricare 5. immischiarsi 6. deodorante 7. antiaderente 8. illegale 9. interregno 10. incarcerare

13

Spiega, con l’aiuto del vocabolario, la differenza di significato tra i verbi di ciascuna coppia.

1. riaccomodare – raccomodare 2. riaccostare – raccostare 3. riavvolgere – ravvolgere 4. riaffrontare – raffrontare

Consulta il

vocabolario

enciclopedia

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Parola di TRECCANI! - volume A
Grammatica per la scuola secondaria di primo grado. Capitolo DEMO: Il verbo