9

1

Che cos’è un’interiezione

SCOPRI LA GRAMMATICA!

Leggi la vignetta e poi rispondi alla domanda.

Sapresti spiegare il significato delle parole presenti nella vignetta?

Le parole che hai letto nella vignetta sono interiezioni: si usano soprattutto nella lingua parlata e sono tipiche del linguaggio dei fumetti.

 Classifica nella tabella le interiezioni elencate in base a ciò che rappresentano: un rumore naturale o artificiale, oppure un’espressione umana che indica una sensazione o un’emozione.

ahi argh! bang bau boh! boom brrrr chicchirichì crack crash drin ehm gasp gneeee gulp ih-oh mah oh ops patapum puah! slurp! splash ssss tic tac uhm… uuuuh

Rumori

Sensazioni o emozioni

L’interiezione

© Disney

Esplora l’argomento

Mettiti alla prova

Videoquiz

slide PERCORSO breve

Le interiezioni sono parole che non hanno un significato vero e proprio, ma servono a esprimere un’emozione, un sentimento o una sensazione oppure a indicare un richiamo o un rumore.

Le interiezioni sono invariabili e possono, da sole, sostituire un’intera frase, come Ahia! nella vignetta. A differenza di tutte le altre parti del discorso, non hanno alcun legame grammaticale con le altre parole della frase.

Le interiezioni sono tipiche della lingua parlata, oppure di quella scritta dei fumetti. A seconda dell’intonazione con cui vengono pronunciate, del contesto, talvolta dei gesti che le accompagnano, possono cambiare significato:

  • Sei stato bravissimo! – Eh! (Sì, lo so; perché, ne dubitavi?)
  • Sei stato bravissimo! – Eh! (No, non è vero, mi stai forse prendendo in giro?)
  • Sei stato bravissimo! – Eh? (Che hai detto? Non ho capito. Stai dicendo a me?)

Le interiezioni sono spesso scritte con diverse grafie, non sempre tutte presenti nei dizionari, e possono presentare ripetizioni di vocali o di consonanti o successioni di suoni non ammesse in altre parole (eh o eeh; ehm o hm o mhm ecc.; br o brr o brrr ecc.).

Tipi di interiezione

Possiamo distinguere diversi tipi di interiezione.

  • Le interiezioni proprie sono parole brevissime, di solito seguite da un punto esclamativo, interrogativo o dai puntini di sospensione, e non possono avere altra funzione se non quella di interiezione: ah! (sorpresa, dispiacere, fastidio); ahi! (dolore); eh! (dubbio, rimprovero, sorpresa); eh? (incredulità, richiesta di chiarimenti); ehi! (richiamo); ehm... (esitazione, imbarazzo); oh! (sorpresa); ohi! (pericolo, dolore, saluto); boh! / mah! (dubbio); bah! (rassegnazione, indifferenza); ps! / pst! (richiamo); sss! / sst! (richiesta di fare silenzio); toh! (sorpresa); uff! / uffa! (noia, fastidio).
  • Le interiezioni improprie sono parole che hanno normalmente un’altra funzione (nomi, aggettivi, verbi ecc.) ma che possono essere usate anche come interiezioni. Quando sono usate come interiezioni le riconosci facilmente, perché di solito costituiscono da sole un’intera frase e spesso sono seguite dal punto esclamativo: bello!, forza!, dai!, accidenti!, diavolo!, peccato!, aiuto!, maledizione! e moltissime altre. Anche i saluti (ovvero le parole che servono a indicare un contatto tra i parlanti) possono essere considerati interiezioni: ciao, salve, buongiorno, arrivederci, addio ecc.
  • Le locuzioni interiettive sono insiemi di parole che possono essere usati come interiezioni: santo cielo!, per amor del cielo!, poveri noi!, che schifo! ecc.
  • Le onomatopee sono parole che indicano un rumore tentando di riprodurlo con i suoni delle lettere: drin (suono del campanello o della sveglia); crack (rumore di qualcosa che si rompe); bum / boom (rumore di un’esplosione); bau o bau bau (verso del cane) e moltissime altre. Sono molto comuni nei fumetti.

    GRAMMaTICALE

    e LOGICA

    verso l’analisi

Dato che l’interiezione non ha legami logici e grammaticali con il resto della frase, in analisi grammaticale e in analisi logica, se ne incontri una, dovrai analizzarla soltanto come interiezione specificandone eventualmente il tipo:

1

PROVA SUBITO

Sottolinea le interiezioni, poi indica se sono proprie (P), improprie (I) o locuzioni interiettive (L).

1. Non ho proprio voglia di studiare, uffa! ( ) 2. – Non entrare con le scarpe infangate, per carità! ( ) 3. Sssst, bisogna fare silenzio in sala, altrimenti nessuno può godersi il film! ( ) 4. – Finalmente ho consegnato il progetto di scienze sui vulcani. – Ottimo! ( ) 5. Hai vinto per il secondo anno di fila il torneo di scacchi! Bravo! ( )

2

memorizza

Le interiezioni sono parole che non hanno un significato vero e proprio, ma indicano un’emozione, una sensazione o un rumore. Possono da sole sostituire un’intera frase.

In base al tipo, le interiezioni possono essere proprie, improprie, locuzioni interiettive, onomatopee.

3

organizza

  • Wow!: interiezione propria.
  • Forza!: interiezione impropria.
  • Per la miseria!: locuzione interiettiva.

Come ogni altra parola, anche l’interiezione può cambiare funzione e diventare un sostantivo, se è preceduta da un articolo o da un aggettivo numerale:

  • Mi ha svegliato il drin della sveglia.

analisi grammaticale nome comune maschile singolare

analisi logica parte del soggetto il drin

  • Ci siamo rivolti due ciao affettuosi.

analisi grammaticale nome comune maschile plurale

analisi logica complemento oggetto

parole che NON hanno un significato vero e proprio

sono

un’emozione, un suono

Le INTERIEZIONI

indicano

possono essere

proprie

improprie

locuzioni interiettive

onomatopee

FISSA i concetti in 3 passi

Audio

lettura

1

Distingui nella vignetta le interiezioni proprie, quelle improprie e le onomatopee.

© Disney

2

Inserisci correttamente le interiezioni dell’elenco.

ahi beh buongiorno forza impossibile oh peccato wow

1.  a tutti, oggi riprendiamo con le frazioni. 2. – Come sta tua sorella? –  , ha ancora l’influenza, purtroppo. 3. – Ti faccio vedere il mio cagnolino: si chiama Fiocco. –  , che bello! 4. – Sai che Flora si è trasferita in Giappone nonostante dicesse da anni di voler restare in Italia? –  5. – Ho vinto la borsa di studio come miglior studente del corso. –  , sono fiera di te! 6. – Ho rotto le scarpe che avevo appena comprato. –  Ma non ti preoccupare, il calzolaio le riparerà in men che non si dica. 7. – Non ho passato il test, purtroppo. –  , non ti abbattere! La prossima volta andrà bene! 8. – Non avvicinare troppo il martello al dito! – Che cosa hai detto...

Abbinate le immagini alle interiezioni. Poi usatele per costruire dei dialoghi.

3

Che freddo! Wow! Per favore! Mah... Che schifo! Ah ah!

1.

4.

2.

5.

3.

6.

In pratica

Test interattivO

4

Indica, nel quaderno, se le parole in corsivo sono usate con la loro funzione propria o come interiezioni, oppure se sono interiezioni sostantivate. Specifica, quindi, quali parti del discorso sono originariamente.

1. Il mio uffa non è stato abbastanza chiaro? 2. – Quanto hai speso? – Soltanto dieci euro, mi è andata bene. – Direi! 3. Questo non è un addio, ma un arrivederci. 4. Mia mamma è uscita per fare la spesa. 5. – Mi si sono rotti i pantaloni mentre ero sull’autobus. – Mamma mia! 6. – Ti ho riposto la borsa nell’armadio. – Perfetto! 7. Grazie al cielo sei arrivata! Temevo di dover aspettare ancora. 8. Questa torta alle carote era ottima!

5

 Usando le interiezioni proprie, scrivi nel quaderno sei frasi che esprimano le emozioni seguenti.

1. rimprovero 2. sorpresa 3. esitazione 4. indifferenza 5. richiamo 6. noia

6

Le espressioni che trovi sotto, tipiche dei fumetti, sono in realtà verbi inglesi: con l’aiuto del vocabolario, trovane il significato. Spiega, dunque, quale emozione, stato d’animo o stato fisico esprimono. Attenzione: una di queste espressioni è solamente una onomatopea e non una vera parola.

bleah gasp grunt gulp pant sigh sob

7

 Leggi il testo e prova a sostituire le interiezioni usate dal topolino dei fumetti con espressioni più chiare.

Un topolino dei fumetti, stanco di abitare tra le pagine di un giornale, spiccò un bel salto e si trovò nel mondo dei topi di carne e d’ossa. «Squash!» esclamò subito, sentendo odor di gatto. «Dev’essere turco», osservò un vecchio topo di bastimento. Il topolino lo guardò con meraviglia e disse: «Ziip, fiish, bronk». «Non è turco», concluse il topo navigatore. «Allora cos’è?». «Vattelapesca». Così lo chiamarono Vattelapesca e lo tennero un po’ come lo scemo del villaggio. «Vattelapesca», gli domandavano, «ti piace di più il parmigiano o il groviera?» «Spliiit, grong, ziziziir», rispondeva il topo dei fumetti. «Buona notte», ridevano gli altri.

Una volta andarono a caccia in un mulino, pieno di sacchi di farina. I topi affondarono i denti in quella manna e masticavano facendo: crik, crik, crik. Ma il topo dei fumetti faceva: «Crek, screk, schererek». Il navigatore, allora, fece un segno agli altri, e quatti quatti se la filarono, abbandonando lo straniero al suo destino, sicuri che non avrebbe mai ritrovato la strada di casa. Per un po’ il topolino continuò a masticare, quand’ecco nel buio accendersi due semafori gialli, ecco il fruscio sinistro di quattro zampe di cacciatore. Un gatto!

«Squash!» disse il topolino, con un brivido. «Gragrragnau!» rispose il gatto. Cielo, era un gatto dei fumetti! La tribù dei gatti veri lo aveva cacciato perché non riusciva a fare miao come si deve. I due derelitti si abbracciarono, giurandosi eterna amicizia e passarono tutta la notte a conversare nella strana lingua dei fumetti.

(Adattato da G. Rodari, Favole al telefono, 1971)

Consulta il

vocabolario

racconto

<

Parola di TRECCANI! - volume A
Parola di TRECCANI! - volume A
Grammatica per la scuola secondaria di primo grado. Capitolo DEMO: Il verbo