IL LETTORE COMPETENTE

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Làlage e Tilda

Quella notte Làlage si svegliò all’improvviso nel cuore della notte. Era buio pesto, per un attimo stentò a rendersi conto di dove si trovava. Ma subito ricordò che era tornata a casa, riconobbe col corpo lo spazio del grande letto. Riconobbe la voce di Tilda.

“Sta sognando” pensò. Non si era mai accorta, prima d’allora, che la cugina parlasse nel sonno.

«Sì» diceva Tilda. «Sì anch’io.» E poi: «Tanto. Ma dai! Lo sai benissimo quanto.» Sospirò, poi scoppiò in una breve risata.

Làlage tratteneva il respiro per non disturbarla. E a un tratto si rese conto che la voce della cugina non proveniva dal cuscino a fianco, ma da un punto della camera un po’ più lontano, in direzione della finestra.

«Vattene!» sussurrò Tilda in tono d’allarme.

Fuori nella strada passi cauti e affrettati risuonarono sul marciapiede.

«Chi era?» chiese Làlage sottovoce.

La cugina non si mosse, non girò neppure la testa verso di lei.

«Nessuno. Dormi.»

«Ti ho sentita. Parlavi con qualcuno.»

«Vuoi smetterla, mocciosa?»

Tilda fece ricadere con un colpo secco la persiana che aveva sollevato per parlare col suo misterioso interlocutore. Sbuffò.

Poi tornò verso il letto. La rete cigolò nel buio sotto il suo peso.

«Se ti racconto una cosa, mi giuri che non lo dici a nessuno?» esordì in tono da congiurata.

Con somma meraviglia di Làlage, la cugina a quel punto scoppiò in un pianto dirotto.

«Non ce la faccio più! Non ce la faccio più!» singhiozzava.

Làlage allungò una mano nel letto, le sfiorò la spalla.

Tirando su col naso e asciugandosi le lacrime con un lembo di lenzuolo, Tilda finalmente svelò il mistero del suo esilio. Era una punizione, come la cugina aveva già capito, e insieme una cautela, per impedirle di vedersi col ragazzo di cui era innamorata fin dalle vacanze di Natale.

«Per mia madre, per babbo, per tutti gli zii, per nonno e nonna, sono una mocciosa. E anche lui secondo loro è troppo piccolo.»

«Quanti anni ha?»

«Come me. Ne compie quattordici a Natale.»

«È bello?»

«Bellissimo. Somiglia a Tab Hunter.»

Questo attore Làlage lo aveva visto al cinema più di una volta. Era bello, biondo, con un viso aperto e sincero.

(Adattato da B. Pitzorno, Re Mida ha le orecchie d’asino, 1996)

dentro le parole

1

Di chi sono, secondo te, i passi cauti e affrettati (rigo 13)? Da che cosa ricavi questa informazione?

2

Copia nel quaderno tutte le espressioni in cui appare la preposizione con specificando quali rapporti logici esprime.

3

Individua e sottolinea nel brano tutte le volte in cui la preposizione per esprime il rapporto logico di limitazione.

4

Individua nel brano tutte le preposizioni improprie e le locuzioni preposizionali, ricopiando nel quaderno le espressioni in cui sono inserite.

Parole nuove

5

Che cosa significa cauto? Trova almeno tre sinonimi di cauto, e almeno due aggettivi che significano il contrario.

6

L’aggettivo cauto deve essere seguito da una preposizione particolare? Se sì, quale? Elenca almeno tre aggettivi che richiedono di essere seguiti da una precisa preposizione.

Le tue parole

7

Tu ti definiresti una persona cauta o il contrario? Perché? Rispondi con un testo di almeno 15 righi.

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Parola di TRECCANI! - volume A
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Grammatica per la scuola secondaria di primo grado. Capitolo DEMO: Il verbo