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Gli aggettivi determinativi

Gli aggettivi possessivi

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Gli aggettivi possessivi esprimono il possesso (indicano cioè a chi appartiene oppure chi è il creatore) del nome a cui si riferiscono.

  • – A chi appartiene la macchina? – A me: è mia.

Gli aggettivi possessivi sono sei e, come tutti gli aggettivi, variano nel genere (maschile, femminile) e nel numero (singolare, plurale) in base al nome cui si riferiscono, cioè l’elemento (cosa, animale, persona, concetto ecc.) posseduto. Soltanto l’ultima forma (loro) è invariabile.

Nella tabella qui sotto trovi tutte le forme ordinate in base alla persona (io, tu ecc.) cui si riferisce il possessivo.

Persona

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile

Maschile

Femminile

io (1a pers. sing.)

mio

mia

miei

mie

tu (2a pers. sing.)

tuo

tua

tuoi

tue

lui, lei (3a pers. sing.)

suo

sua

suoi

sue

noi (1a pers. plur.)

nostro

nostra

nostri

nostre

voi (2a pers. plur.)

vostro

vostra

vostri

vostre

loro (3a pers. plur.)

loro

loro

loro

loro

Il genere del possessivo

In altre lingue il genere dell’aggettivo possessivo di terza persona singolare è dettato non dal nome del posseduto, come in italiano, ma da quello del possessore.

inglese

His eyes are blue. “I suoi [di lui] occhi sono blu.”

Her eyes are blue. “I suoi [di lei] occhi sono blu.”

tedesco

Seine Augen sind blau. “I suoi [di lui] occhi sono blu.”

Ihre Augen sind blau. “I suoi [di lei] occhi sono blu.”

La posizione degli aggettivi possessivi

Se l’aggettivo possessivo ha funzione predicativa, cioè dipende da un verbo, allora si trova dopo il verbo:

  • Quel libro è mio.

Se l’aggettivo possessivo ha funzione attributiva, cioè si collega direttamente a un nome, si trova solitamente prima di esso:

  • I miei genitori sono d’accordo.

    più a fondo

    Quando l’aggettivo possessivo si trova dopo il nome, serve a dare particolare forza alla relazione tra chi o che cosa possiede e chi o che cosa è posseduto:

    • Questa è camera mia = mia e di nessun altro.

Altre forme di possessivo

Anche gli aggettivi proprio e altrui sono considerati possessivi.

Proprio (propria, propri, proprie):

  • è obbligatorio, al posto di suo o loro, nelle frasi impersonali, cioè in assenza di un soggetto, oppure se il soggetto è indefinito:
  • Si prega di aspettare il proprio turno.
  • Tutti hanno il proprio compito.
  • è consigliabile, al posto di suo o loro, quando il possessore è il soggetto della frase ma potrebbe essere qualcun altro:
  • Anna ha accompagnato Franco con la propria (= di Anna) auto.

Se dicessimo sua auto potremmo riferirci anche all’auto di Franco.

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Si può usare proprio per rafforzare l’idea del possesso o anche per ribadire il valore riflessivo del possessivo. In questi casi, proprio può sostituire suo o loro, oppure accompagnarsi a essi:

  • Le foglie perdono il proprio colore.
  • L’hai visto con i tuoi propri occhi.

Spesso il contesto e il significato delle parole aiutano a evitare l’ambiguità. In una frase come Il passeggero ha mostrato al controllore il suo biglietto è ovvio che il biglietto sia del passeggero.

Altrui (invariabile) significa “di un altro” e si usa quando non è possibile stabilire un possessore specifico:

  • Non voglio fare il lavoro altrui.

Lingue: patrimonio immateriale

L’uso degli aggettivi possessivi

In inglese e in altre lingue gli aggettivi possessivi sono obbligatori per le parti del corpo, i rapporti di parentela ecc., mentre in italiano quest’uso è spesso ridondante e quindi da evitare.

In inglese si dice: I washed my hands (letteralmente “Ho lavato le mie mani”).

In italiano, al contrario, si dice: Ho lavato le mani, oppure Mi sono lavato / lavata le mani.

L’uso dell’articolo con i possessivi

L’aggettivo possessivo è quasi sempre preceduto dall’articolo, o dalla preposizione articolata [ p. 385]:

  • Ho letto il tuo messaggio.

    più a fondo

    L’articolo non si usa:

    • in alcune frasi fatte: sono affari miei, a mio giudizio, è colpa tua, vieni a casa mia ecc.;
    • con un nome di parentela al singolare: mio padre, tua nonna, suo cugino, nostra zia ecc. (ma al plurale: i nostri padri, le nostre zie ecc.). Tuttavia l’articolo con i nomi di parentela è necessario nei casi seguenti:

    se il nome di parentela è alterato: la sua matrigna, il nostro figlioletto;

    se il nome di parentela è preceduto da un aggettivo qualificativo: la sua brava cugina;

    se c’è un complemento di specificazione: il nostro zio di Roma;

    se il possessivo è loro o proprio: la loro nonna, con il proprio padre.

    lo sapevi

Ricorda di non confondere il singolare suo (che si usa se il possessore è uno solo) con il plurale loro (che si usa se i possessori sono più d’uno):

  • Laura mi ha accompagnato con la sua macchina.
  • Laura e Antonio mi hanno accompagnato con la loro macchina.

Gli aggettivi dimostrativi

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Lingue: patrimonio immateriale

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Gli aggettivi dimostrativi questo e quello servono a identificare qualcosa o qualcuno nello spazio, nel tempo o in un discorso. Questo si usa per indicare chi o ciò che è vicino all’emittente (chi parla o scrive), mentre quello si usa per chi o ciò che è lontano dall’emittente.

Questo e quello concordano nel genere e nel numero con il nome cui si riferiscono:

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile

Maschile

Femminile

questo / quest’

questa / quest’

questi

queste

quello / quell’ / quel

quella / quell’

quegli / quei

quelle

Le diverse forme di

questo

e

quello

Se la parola dopo questo o questa inizia per vocale, questo (e, più raramente, questa) può perdere la vocale finale (per il fenomeno dell’elisione, p. 795) e diventare quest’: questo uomo o quest’uomo; questa energia o quest’energia.

In alcune formule l’elisione è quasi obbligatoria: quest’altro, quest’altra. Le forme plurali, invece, non si elidono mai.

Quello al maschile si comporta come l’articolo determinativo, dunque:

  • il tavolo = quel tavolo i tavoli = quei tavoli
  • l’uomo = quell’uomo gli uomini = quegli uomini
  • lo zaino = quello zaino gli zaini = quegli zaini

Il femminile quella davanti a vocale può diventare quell’ per elisione: quell’anziana signora (l’elisione è, invece, obbligatoria in quell’altra). Le forme plurali, invece, non si elidono mai.

Altri aggettivi dimostrativi

Stesso e medesimo sono detti aggettivi identificativi. Indicano l’uguaglianza tra due elementi quando precedono il nome a cui si riferiscono:

  • Luca e Marco tifano per la stessa squadra.
  • Condividiamo i medesimi interessi.

Servono anche a mettere in rilievo il nome che accompagnano. In questo caso vanno di solito dopo il nome cui si riferiscono (ma è possibile metterli anche prima). In questa funzione di rilievo, stesso è molto più comune di medesimo:

  • Il regista stesso / Lo stesso regista ha criticato il proprio film.

Tale può sostituire, in uno stile elegante, questo o quello. Si può inserire prima o dopo il nome cui si riferisce, per sottolineare che qualcosa è proprio così, in quella determinata maniera:

  • Una maleducazione tale è davvero inaudita.
  • È facile giungere a tali conclusioni.

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Codesto si usa ormai molto raramente, e quasi solo in Toscana oppure nel linguaggio burocratico. In Toscana si usa al posto di quello per indicare chi o ciò che è lontano dall’emittente ma vicino al ricevente:

  • Avvicinami codesto bicchiere, per favore.

Nelle lettere burocratiche, per esempio per rivolgersi a un’istituzione, come una scuola, può sostituire questo per indicare il luogo in cui si trova chi riceverà e leggerà la lettera:

  • Mi rivolgo a codesto istituto per ricevere informazioni.

Gli aggettivi indefiniti

Gli aggettivi indefiniti servono per indicare una qualità o una quantità indeterminata di cose, persone, concetti, come per esempio molti (molti compagni) e qualunque (qualunque momento) nel brano che hai appena letto.

Alcuni aggettivi indicano una qualità indefinita: qualunque, qualsiasi, qualsivoglia. Sono invariabili e si usano solo al singolare:

  • Qualunque vestito ti sta bene.
  • Vedrò con te qualsiasi film.
  • Qualsivoglia grande città ha un traffico molto intenso.

A volte si possono trovare dopo il nome:

  • Leggi un libro qualunque, purché tu legga.

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Leggi il brano e svolgi gli esercizi.

Riconosci nel testo aggettivi che indicano quantità precise, di cose o persone?

Riconosci aggettivi che invece indicano quantità o qualità imprecisate, non chiaramente determinate?

Scrivi nel quaderno, in due colonne diverse, gli aggettivi di entrambi i tipi e prova a spiegare la loro funzione.

In classe ci sono molti compagni, ma io vado d’accordo solo con alcuni di loro. Molti li rivedo anche il pomeriggio in palestra. Ritrovarsi tutti i giorni nella stessa classe può creare parecchi problemi ma dà anche tanta sicurezza: infatti sai che in qualunque momento puoi contare su qualcuno che ti dia una mano, se hai qualche problema. Tre giorni fa abbiamo fatto una gita e ciascun compagno ha portato due panini a testa, tranne Andrea, che non ne aveva nessuno. Per fortuna in genere Andrea ha poca fame, mentre io, purtroppo, ne ho sempre! Alla fine, comunque, in cinque o sei amici abbiamo diviso a metà i nostri panini così ognuno, compreso Andrea, è riuscito a mangiare, chi poco, chi molto.

diario

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Molti aggettivi, quasi tutti variabili, indicano una quantità indefinita o non specificata, che può anche essere una totalità (tutto, ogni) o un’assenza (nessuno):

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile

Maschile

Femminile

alcuno

alcuna

alcuni

alcune

alquanto

alquanta

alquanti

alquante

altrettanto

altrettanta

altrettanti

altrettante

altro

altra

altri

altre

certo

certa

certi

certe

ciascuno

ciascuna

diverso

diversa

diversi

diverse

molto

molta

molti

molte

nessuno

nessuna

ogni

ogni

parecchio

parecchia

parecchi

parecchie

poco

poca

pochi

poche

qualche

qualche

tale

tale

tali

tali

taluno

taluna

taluni

talune

tanto

tanta

tanti

tante

troppo

troppa

troppi

troppe

tutto

tutta

tutti

tutte

vario

varia

vari

varie

Questi aggettivi si trovano quasi sempre prima del nome. Dopo il nome si può usare, per esempio, alcuno: Non c’è problema alcuno.

Uso e particolarità degli aggettivi indefiniti

Ecco alcune particolarità che riguardano l’uso degli aggettivi indefiniti.

  • Ciascuno e ciascuna si usano solo al singolare e indicano una totalità dal punto di vista dei singoli elementi:
    • Ciascun individuo ha il diritto di esprimere le proprie opinioni.
  • Nessuno si usa solo al singolare e ha lo stesso significato di alcuno (quando alcuno è al singolare):
    • Non ti ha cercato nessuno / alcuno studente.

Se nessuno si trova all’inizio di frase non vuole la negazione: Nessuno studente ti ha cercato; mentre è impossibile Alcuno studente ti ha cercato, perché alcuno non può trovarsi all’inizio di frase. Al plurale, alcuni significa “qualche, una quantità non elevata di”: Ci sono alcune scarpe da pulire.

  • Molto, poco e tanto hanno i gradi comparativo e superlativo (tanto ha il solo superlativo):

Grado positivo

Comparativo

Superlativo

molto/a/i/e

più

moltissimo/a/i/e

poco/a/pochi/e

meno

pochissimo/a/i/e

tanto/a/i/e

tantissimo/a/i/e

  • Ogni e qualche sono invariabili e si usano solo al singolare. Si usano per indicare elementi di un gruppo di cose o di persone:
    • Ogni libro ha la propria copertina.
    • Ho solo qualche moneta.
  • Tutto può essere seguito dall’articolo:
    • Ho studiato tutto il giorno
    • Tutta Roma ne parla.

Può combinarsi con numerali attraverso la congiunzione e:

  • Tutti e tre.

Può precedere un aggettivo dimostrativo:

  • Tutta quella folla.
  • Certo è usato con o senza l’articolo indeterminativo e può avere significati diversi. Preceduto dall’articolo indeterminativo indica un elemento di cui non si specifica l’identità:
    • Ti ha cercato un certo Giovanni.

Senza articolo vuol dire “di questa natura” e ha valore quasi sempre spregiativo:

  • Non mi piacciono certi tuoi modi.
  • GRAMMaTICALE

    verso l’analisi

    Vario e diverso, al plurale, sono aggettivi indefiniti se si trovano prima del nome cui si riferiscono (Ha varie biciclette, Ho preso diversi voti bassi, con il significato di “molti”); sono invece aggettivi qualificativi se si trovano dopo il nome cui si riferiscono (La selezione comprende canzoni varie, I vostri sono compiti diversi, con il significato di “differente, di natura diversa”).
  • Tale è aggettivo indefinito se indica un elemento di cui non si specifica l’identità (Ti ha cercato un tale studente), mentre, come già sai, è aggettivo dimostrativo se significa “proprio così, in quella determinata maniera” (Tale politica segnò la rovina dell’Impero).
  • Certo è aggettivo indefinito se precede il nome, ma se lo segue è aggettivo qualificativo e significa “sicuro, evidente”: Vorrei da te una risposta certa.
  • Alcune forme non sono in realtà aggettivi indefiniti, bensì avverbi [ p. 348], poiché non servono ad accompagnare un nome, bensì a modificare il significato di un verbo, di un aggettivo o di un’espressione. In quanto avverbi, sono invariabili: alquanto (Ti ho sopportato alquanto), altrettanto (Altrettanto a te), molto (Sono molto felice), parecchio (Parla parecchio), poco (Mangia poco), tanto (Studio tanto), troppo (Corre troppo).

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lo sapevi

Alcuno, ciascuno, nessuno e il più raro taluno si comportano nella forma esattamente come l’articolo indeterminativo un, uno, una e dunque cambiano in base all’iniziale della parola che segue [ pp. 208-209]:

  • alcuno (ciascuno, taluno, nessuno) davanti a s + consonante e davanti a gn, ps, x, z: ciascuno psicologo, nessuno zaino;
  • alcun (ciascun, talun, nessun) davanti a vocale e a consonante diversa da s + consonante e da gn, ps, x, z: alcun problema, nessun uomo.

Ricorda dunque di non mettere mai l’apostrofo dopo alcun (ciascun, talun, nessun) + nome o aggettivo maschile: nessun arbitro.

Ricorda invece di mettere sempre l’apostrofo dopo la forma con elisione del femminile alcuna (ciascuna, taluna, nessuna) + nome o aggettivo femminile che inizia per vocale: nessun’arbitra (oppure, senza elisione, nessuna arbitra).

Gli aggettivi interrogativi ed esclamativi

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Gli aggettivi interrogativi servono a chiedere informazioni sulla quantità (quanto?), la qualità (che?, quale?), l’identità (che?, quale?) di qualcosa o qualcuno.

Che è invariabile, quale/i, quanto/a/i/e sono variabili. Si collocano tutti prima del nome cui si riferiscono, senza l’articolo.

Oltre che per fare una domanda o esprimere un dubbio o una constatazione sorpresa, puoi utilizzarli anche per un’esclamazione: Che pazienza devi avere!; Immagino quale dolore sia stato; Quanto traffico!

Fino a qualche anno fa l’uso di che come aggettivo interrogativo o esclamativo era considerato poco elegante e quindi da evitare a scuola. Oggi, in realtà, sempre più spesso che tende a sostituire quale.

Gli aggettivi numerali

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Se vuoi definire una quantità in modo preciso, e non indefinito, devi usare i numeri.Gli aggettivi numerali si suddividono in due tipi: cardinali (uno, due...) e ordinali (primo, secondo...).

Numerali cardinali

La serie infinita dei numeri (1, 2, 3...) è costituita dai numeri cardinali, che servono a indicare una quantità in modo preciso.

Sono tutti invariabili tranne uno (un), che è solo singolare e ha anche il femminile (una, un’). Si trovano quasi sempre prima del nome cui si riferiscono, raramente dopo. Se sono preceduti dall’articolo, il senso della frase cambia: Le tre penne di Giorgio sono rosse (Giorgio ha solo tre penne); Tre penne di Giorgio sono rosse (ne ha più di tre).

Nella scrittura e nella pronuncia dei numeri composti (cioè dopo il 9) si deve tenere conto del fatto che:

  • nei composti con mille, a partire da 2000, come suffisso non si usa mille, bensì -mila: duemila soldati, centomila abitanti;
  • spesso l’ultima vocale del primo numero della composizione scompare davanti alla prima vocale dell’elemento successivo: 38 = trentotto (e non trentaotto);
  • con cento e mille seguiti da uno, otto, undici, ottanta e ottocento, invece, le vocali rimangono entrambe: centootto, milleottanta (però centottanta);
  • i composti con cento e mille si possono scrivere anche separati e con la congiunzione e: centoventidue e cento e ventidue, milletrecento e mille e trecento.

Tre è un monosillabo e non va mai accentato, mentre i numeri composti con tre vanno sempre accentati: ventitré, centotré.

I numeri cardinali vanno scritti con l’iniziale maiuscola quando indicano un secolo o un millennio: il Trecento, il Duemila.

A meno che non si stia scrivendo una tabella, una data, un’espressione matematica o altro testo basato soprattutto sui numeri, sarebbe bene scrivere i numeri a lettere.

lo sapevi

Milione e miliardo sono sostantivi (al plurale: milioni, miliardi); per indicare una quantità definita devono essere preceduti da un numerale cardinale e, se seguiti da un nome, richiedono la preposizione di: quindici milioni di euro; se prima del nome c’è un altro numero, di non si mette: un milione e quattrocento euro.

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Numerali ordinali

I numeri ordinali servono a indicare un numero in base all’ordine o alla posizione rispetto ad altri elementi o ad altri numeri. Sono variabili in genere (maschile, femminile) e numero (singolare, plurale).

Dopo il decimo i numeri ordinali si formano aggiungendo il suffisso -esimo. L’ultima vocale del numero cade davanti al suffisso -esimo, tranne che negli ordinali composti con tre e sei.

Numeri ordinali

in cifre

in lettere

primo/a/i/e

secondo/a/i/e

terzo/a/i/e

quarto/a/i/e

quinto/a/i/e

sesto/a/i/e

settimo/a/i/e

ottavo/a/i/e

nono/a/i/e

10°

decimo/a/i/e

Numeri ordinali

in cifre

in lettere

11°

undicesimo/a/i/e

20°

ventesimo/a/i/e

23°

ventitreesimo/a/i/e

30°

trentesimo/a/i/e

36°

trentaseiesimo/a/i/e

50°

cinquantesimo/a/i/e

100°

centesimo/a/i/e

101°

centunesimo/a/i/e

200°

duecentesimo/a/i/e

1000°

millesimo/a/i/e

Anche i numerali ordinali sono infiniti e anch’essi vanno scritti preferibilmente a lettere, piuttosto che a cifre. Se si usano le cifre, si possono usare:

  • i numeri arabi obbligatoriamente seguiti da una lettera in esponente: la 4a categoria, il classificato;
  • i numeri romani non seguiti da alcuna lettera: la IV categoria.

Numeri romani

I numeri adottati dagli antichi romani, e tuttora in uso soprattutto per indicare i numerali ordinali (soprattutto per secoli, sovrani e pontefici), sono costituiti da una serie di lettere maiuscole:

1

5

10

50

100

500

1000

I

V

X

L

C

D

M

Tutti gli altri numeri si formano dalla combinazione di più segni:

  • a destra i segni da sommare al primo segno: VII = 7, perché 5 (V) + 1 (I) + 1 (I); CV = 105, perché 100 (C) + 5 (V);
  • a sinistra i segni da sottrarre all’ultimo segno: IV = 4, perché 5 (V) – 1 (I); XC = 90, perché 100 (C) – 10 (X).

Di solito gli ordinali precedono il nome (il primo classificato), tranne che per indicare un sovrano o un papa (Enrico VIII, Benedetto XVI): la posizione del numerale dopo il nome è in questi casi obbligatoria.

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lo sapevi

Come si indicano i secoli?

  • Quasi sempre con il numero romano: il XX secolo (cioè il periodo 1901-2000).
  • Talvolta a lettere: il ventesimo secolo (o anche: il secolo ventesimo).
  • Con il nome del secolo, con l’iniziale maiuscola, eliminando la parola mille: il Novecento.
  • Con i numeri cardinali, sostituendo la cifra che indica il migliaio con un apostrofo: il ’900.

Altri tipi di numerali

Oltre ai cardinali e agli ordinali, esistono altri tipi di numerali: moltiplicativi, numerativi, distributivi e frazionari.

  • I moltiplicativi indicano di quante volte un elemento è maggiore di un altro. Sono moltiplicativi:

    il numerale doppio;

    i numerali che finiscono con il suffisso -plo: triplo, quadruplo, quintuplo ecc.;

    i numerali che finiscono in -plice: duplice, triplice, quadruplice e che indicano la costituzione di un elemento in due, tre o più parti.

  • I numerativi indicano un insieme di elementi:

    due elementi: paio, coppia, duo, duetto;

    tre elementi: trio, terzetto, triade, terno, terna;

    quattro, cinque e più raramente più elementi: quartetto, quintetto...;

    dieci elementi: decina;

Tutte le forme elencate sono nomi e non possono essere usate come aggettivi.

Il plurale di paio, centinaio e migliaio è paia, centinaia e migliaia; questi nomi richiedono sempre la preposizione di prima del nome cui si riferiscono: un paio di scarpe.

Ambedue, entrambi/e e il raro ambo indicano l’intera coppia di elementi (equivalgono a “tutti e due”): entrambi i bambini, candidati di ambo i sessi.

Sono numerativi anche gli aggettivi e i nomi che terminano con i seguenti suffissi:

-enne, che indica l’età (dodicenne, “che ha dodici anni”);

-ennio e -ato, che indicano un periodo di tempo (quinquennio, settennato);

-ennale, che indica un anniversario o una durata (biennale);

-ina, che indica una quantità approssimata (una decina, “circa dieci”), o anche il numero di versi di una strofa poetica (terzina, quartina);

-ario, che indica l’età o un anniversario (cinquantenario).

  • I distributivi indicano il modo in cui diverse cose o persone sono ripartite: tre alla volta, a due a due, uno ciascuno.
  • I frazionari si usano per indicare le frazioni: due terzi, sei ottavi. Anche mezzo è un frazionario, usato sia come sostantivo (invariabile: due litri e mezzo), sia come aggettivo (accordato in genere e numero al nome cui si riferisce: mezza fetta).

dodici elementi: dozzina;

venti elementi: ventina;

cento elementi: centinaio;

mille elementi: migliaio.

AGGETTIVI DETERMINATIVI

1

PROVA SUBITO

Nelle seguenti frasi sottolinea gli aggettivi determinativi.

1. Due minuti e sono pronto per uscire.

2. Prendi per favore quella maglietta e mettila in lavatrice.

3. Al cinema c’erano tante persone.

4. La mamma di Cristian parcheggia sempre in seconda fila.

5. Non ti preoccupare, passerà a prenderci mio zio con la macchina.

2

memorizza

Gli aggettivi determinativi sono quelli che determinano una certa relazione con il nome cui si riferiscono. Si distinguono in:

possessivi (indicano una relazione di possesso, di appartenenza, di creazione);

dimostrativi (identificano qualcosa o qualcuno nello spazio, nel tempo o in un discorso);

indefiniti (indicano una qualità o una quantità indeterminata);

interrogativi ed esclamativi (servono a chiedere informazioni, oppure a esprimere un dubbio o una constatazione sorpresa sulla quantità, la qualità, l’identità di qualcosa o qualcuno);

numerali (servono a definire in modo preciso una quantità).

3

organizza

FISSA i concetti in 3 passi

POSSESSIVI

indicano APPARTENENZA

DIMOSTRATIVI

indicano la POSIZIONE nello spazio e nel tempo

INDEFINITI

esprimono quantità o qualità INDETERMINATA

INTERROGATIVI e ESCLAMATIVI

servono per CHIEDERE informazioni o esprimere sorpresa riguardo a qualità, quantità o identità

NUMERALI

danno precise informazioni sulla QUANTITà

Audio

lettura

In pratica

GLI AGGETTIVI POSSESSIVI

1

Sottolinea nelle frasi gli aggettivi possessivi. Fa’ attenzione: non in tutte le frasi sono presenti!

1. Il frutteto di mio nonno quest’anno darà degli ottimi frutti. 2. Quella macchina fotografica è mia. 3. Potresti gentilmente aprire quella finestra? 4. Marika ha lasciato il suo telefono a casa di Sofia. 5. Dico solamente che dovreste imparare a farvi i fatti vostri! 6. La colpa è sua: io questa volta non ho fatto nulla! 7. Proprio oggi mi sono accorto di avere un graffio sul collo. 8. La loro colpa è stata quella di non dire la verità. 9. Il cane dei nostri vicini è un labrador. 10. I tuoi amici sono molto educati. 11. Questi soldi sono vostri, ve li ha lasciati il nonno.

2

Completa le frasi con l’aggettivo possessivo adatto.

1. Dopo aver cenato, Marta si ritirò in camera . 2. Nonostante che io venga spesso da te, il cane mi ha ringhiato contro. 3. Giulia e Andrea pretendono che il parere sia condiviso da tutti. 4. Vi giuro che presto verrò a visitare la città. 5. Il voto di matematica non mi ha lasciato assolutamente soddisfatto. 6. Ci dicono sempre che le bugie hanno le gambe corte.

3

Cancella nelle frasi gli aggettivi possessivi inadatti.

1. Quasi tutti ormai pensano ai suoi / propri vantaggi e non fanno caso alle necessità loro / altrui. 2. Oggi sono arrivati dall’Argentina Fabrizio, Anna e le loro / sue figlie. 3. Luca e Mario hanno dimenticato il suo / loro biglietto in agenzia. 4. Il signor Lucio chiese al medico se fosse preoccupato per la loro / sua salute. 5. La professoressa ci ha parlato di Cristoforo Colombo e delle proprie / sue scoperte geografiche. 6. Ieri mi hanno presentato Lara con il proprio / suo compagno. 7. Chi parteciperà al pranzo di fine anno sarà tenuto a pagare la loro / propria quota.

4

Inserisci, dove lo ritieni opportuno, l’articolo davanti all’aggettivo possessivo.

1.  mio patrigno ha altri due figli. 2.  vostra casa è arredata con molto gusto. 3. Elisa rimase tutta la sera con suoi amici. 4. mio animale preferito è il leone. 5. Ho incontrato tua sorella in panetteria. 6.  nostro motto è: l’unione fa la forza. 7.  loro splendida cuoca prepara delle torte fantastiche. 8. Scusa; ho letto tardi tua email.

5

Volgi al plurale le frasi. Fa’ attenzione agli aggettivi possessivi.

1.Il meccanico sistema il motore della sua auto con grande attenzione.

2.Ogni medico conosce il suo paziente.

3.Il grande chef prepara con cura il suo piatto forte.

Test interattivO

4.Ogni animale protegge il suo cucciolo.

5.Tu, istruttore, allena sempre al meglio la tua squadra.

6

Scrivi una descrizione dettagliata di te e della tua famiglia cercando di utilizzare almeno dieci aggettivi possessivi.

GLI AGGETTIVI DIMOSTRATIVI

7

Sottolinea nelle frasi gli aggettivi dimostrativi e cerchia quelli identificativi.

1. Quelle scarpe in vetrina sono bellissime. 2. Vorrei un chilo di queste mele rosse. 3. Non dimenticheremo mai quella gita a Firenze. 4. Il mio quaderno ha la stessa copertina del tuo. 5. Saresti così gentile da passarmi quella bottiglia che c’è in frigorifero? 6. I gemelli di Barbara hanno il medesimo sorriso della madre. 7. Quel tratto di ferrovia è stato chiuso al transito. 8. Non è possibile che abbiate fatto lo stesso tema: io credo abbiate copiato l’uno dall’altro.

8

Completa le frasi con gli aggettivi dimostrativi adatti.

1. Riesci a ricordarti il titolo di libro che ti ho prestato? 2.  caldo è insopportabile. 3. Vedi laggiù uomo che avanza verso di noi? 4. Detesto mare così agitato. 5. Vai a prendere sedia nel salotto. 6.  mattina mi sono svegliata all’alba. 7. La sottoscritta chiede a ufficio di inviare al più presto tutta la documentazione necessaria per avviare la procedura. 8. Spero tu venga sabato a casa nostra.

9

Scrivi davanti a ciascun nome tutte le forme corrette di questo e quello.

1. arancia

2. altare

3. stivali

4. energia

5. imbuto

6. anello

7. armadietti

8. papaveri

10

Riscrivi le frasi nel quaderno sostituendo le espressioni in corsivo con l’aggettivo dimostrativo adatto. Segui l’esempio.

Chi di voi ha dimenticato l’orologio che è qui sulla scrivania? Chi di voi ha dimenticato quest’orologio?

1.Non sopporto la persona che è in fondo alla stanza.

2. Il prossimo inverno andrò a sciare a Cervinia.

3.Prendi le chiavi che sono qui nello svuotatasche.

4.Mi passi la ciotola con il riso che si trova dall’altra parte del tavolo?

5.Il fiume che vediamo in lontananza ha aumentato di molto la sua portata.

11

Nelle frasi sottolinea gli aggettivi dimostrativi, identificativi, possessivi e qualificativi. Poi classificali nella tabella.

1. Io e mio nonno adoriamo andare in cerca di funghi porcini. 2. Il sottoscritto chiede a codesta autorità la revoca della querela presentata a suo carico. 3. Non voglio che facciate lo stesso stupido errore dell’anno scorso. 4. Questi orecchini che nostro padre ha regalato alla mamma sono verde smeraldo. 5. Quei passanti hanno dato del cibo avariato al vostro cane. 6. Le due gemelle hanno la stessa tuta rossa. 7. Non è stato semplice giungere a tali conclusioni. 8. Giovanna e Piero condividono i medesimi gusti musicali. 9. Mi chiedo perché Luca abbia fatto quel sorriso ironico. 10. Quegli armadietti sono vecchi e arrugginiti: la loro età è incalcolabile.

Aggettivi dimostrativi

Aggettivi identificativi

Aggettivi possessivi

Aggettivi qualificativi

GLI AGGETTIVI INDEFINITI

12

 Individua nei testi gli aggettivi indefiniti.

1.

Qualunque cosa sia è una botta di allegria e malinconia, equamente distribuite. Il disco si apre con “Torno a casa”, un inno alle sensazioni belle, quelle che restano addosso dopo aver fatto un viaggio ed essere tornati da dove ogni cosa è cominciata.

(Adattato da lerane.net)

2.

Quindi, una delle chiavi per la felicità consiste nell’imparare a ignorare parole, atteggiamenti e comportamenti di molte persone.

(emozionifeed.it)

3.

Spesso si parla dei possibili rischi che si corrono ad assumere troppe proteine, tuttavia allo stato attuale delle conoscenze scientifiche in materia, molti problemi che si attribuiscono all’elevato apporto proteico sono in realtà soltanto dicerie prive di fondamento.

(my-personaltrainer.it)

sito web

sito web

sito web

4.

Erano le potenti maghe di Pollan che, per loro scelta, avevano deciso di stare lontano da qualsiasi popolo, per non avere noie di alcun genere.

(R. Recchimurzo, Zac Elliot e il libro del destino. Le cronache di Aldimondo, 2011)

5.

Ogni mattina, quando andava a scuola, Charlie scorgeva le grandi pile di tavolette di cioccolato accatastate nelle vetrine dei negozi. Molte volte al giorno vedeva altri bambini sfilarsi di tasca delle belle stecche di cioccolato cremoso e sgranocchiarsele avidamente e nessun tormento era, per lui, pari a questo.

(Adattato da R. Dahl, La fabbrica di cioccolato, 1988)

13

Cancella l’aggettivo indefinito sbagliato tra i due proposti.

1. Ho bisogno di ogni / qualche maglietta più leggera per la stagione estiva. 2. Luciana è davvero una persona tranquilla: accetta qualsiasi / qualche consiglio tu voglia darle. 3. Ho mangiato qualche / troppa pizza. 4. Non ho nessun / qualche interesse in questa vicenda. 5. Qualche / Ogni alunno ha i medesimi diritti. 6. Non posso uscire con voi questo sabato: mi sono rimasti pochi / alcuni soldi a disposizione per questa settimana. 7. Saranno necessarie certe / parecchie ore per sistemare il guasto all’ascensore. 8. Nel tuo compito di grammatica ci sono alcuni / nessuni errori.

14

Inserisci l’aggettivo indefinito che ritieni più opportuno in base al significato della frase.

1. Mi scuso per il ritardo, ma ho perso tempo per fare le fotocopie. 2. Per fortuna, alla fermata dell’autobus c’erano persone: questo mi ha permesso di salire subito sul mezzo. 3. Prendimi un’ bibita, questa l’ho già finita. 4. Ha telefonato una Marisa; ha detto che richiamerà più tardi. 5. Patrizia non ha problema con il latino. 6.  volta che esco con i miei compagni di squadra mi diverto moltissimo. 7. Oggi non riesco a raggiungerti in centro; ci vediamo un giorno? 8. Martina farebbe cosa pur di uscire con Federico. 9. I nonni hanno dato la paghetta a nipote.

15

Indica se gli aggettivi in corsivo sono indefiniti (I) o qualificativi (Q).

1. Certe risposte di Alfredo proprio non le capisco! ( ) 2. I vostri cappelli sono diversi: uno ha la visiera, l’altro no. ( ) 3. Gradirei delle risposte certe da voi. ( ) 4. Ho vari libri presi in prestito dalla biblioteca. ( ) 5. Vi ho assegnato compiti diversi, quindi è inutile che copiate. ( ) 6. Ho inserito canzoni di autori vari nella playlist che ti ho fatto. ( )

romanzo

romanzo

Scrivi 6 frasi: 3 in cui gli aggettivi vario, certo e diverso abbiano la funzione di aggettivo qualificativo e 3 in cui, invece, abbiano quella di aggettivo indefinito.

16

GLI AGGETTIVI INTERROGATIVI ED ESCLAMATIVI

17

Sottolinea nelle frasi gli aggettivi interrogativi e cerchia quelli esclamativi.

1. Quanti anni ha tua zia Elisa? 2. Che freddo cane! 3. Quanto zucchero desideri nel caffè? 4. Quale vestito indosserai alla festa? 5. Quale meraviglia nel vederti arrivare puntuale! 6. Mi chiedo quante scarpe tu voglia acquistare. 7. Che viaggio stancante! 8. Quali sono le tue materie preferite? 9. Quante storie per un brutto voto!

18

Nelle frasi sottolinea gli aggettivi interrogativi e cerchia quelli esclamativi. Trascrivili poi nella tabella insieme ai nomi cui si riferiscono. Attenzione… non tutte le frasi ne contengono uno.

1. Mio zio si chiede quale sport pratichi. 2. Che giornata uggiosa! 3. Ho tante passioni, quali per esempio la musica e il cibo! 4. Quante assenze hai fatto! 5. Non ho capito esattamente quali intenzioni hai. 6. Quante figurine hai nell’album? 7. Quali assurdità devono ancora sentire le mie povere orecchie! 8. Con questa bufera credo che resterò al calduccio vicino al camino!

Frase

Aggettivi interrogativi

Aggettivi esclamativi

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

19

Scrivi 6 frasi: 3 devono contenere un aggettivo interrogativo e 3 uno esclamativo.

GLI AGGETTIVI NUMERALI

20

Nelle frasi, sottolinea gli aggettivi numerali cardinali e cerchia quelli ordinali.

1. Il mio primo pensiero del giorno sei tu. 2. Il mese scorso ho incontrato tre miei colleghi di università. 3. Per arrivare a scuola da casa mia percorro ogni giorno 600 metri. 4. Il settimo mese dell’anno è luglio. 5. Ogni mattina mio padre si sveglia alle cinque. 6. Il mio migliore amico abita al terzo piano di quel palazzo. 7. Per la prossima lezione dobbiamo studiare l’ottavo e il nono capitolo di storia.

21

Nelle frasi sottolinea i numerali moltiplicativi e cerchia quelli numerativi.

1. Ti sei comprato un panino che è il doppio del mio! 2. La Triplice intesa fu firmata da Francia, Gran Bretagna e Russia. 3. La commessa del supermercato ha rotto una dozzina di uova. 4. I miei infissi sono dotati di doppi vetri. 5. Certo che insieme formate proprio un bel trio! 6. L’atleta ha eseguito perfettamente il triplo salto mortale. 7. Stasera andiamo al teatro ad ascoltare un famosissimo quintetto d’archi. 8. Mia sorella di solito porta al parco entrambi i nostri cani.

22

Trasforma i seguenti aggettivi cardinali in ordinali. L’esercizio è avviato.

1.cinque quinto

2.dieci

3.uno

4.otto

5.tre

6.sette

7.venti

8.quattordici

9.sedici

10.ventidue

11.ventotto

12.tredici

13.cento

14.cinquanta

15.quarantadue

16.settantacinque

17.cinquecento

18.mille

23

Trasforma gli aggettivi ordinali dell’esercizio 22 in numeri romani. L’esercizio è avviato.

1. quinto V

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

9.

10.

11.

12.

13.

14.

15.

16.

17.

18.

24

Scrivi per ogni numero romano il secolo corrispondente. L’esercizio è avviato.

XIV secolo il Trecento

XIII secolo

XVII secolo

XIX secolo

XV secolo

XVI secolo

XVIII secolo

XI secolo

XXI secolo

25

Scrivi una frase con ciascun aggettivo dell’elenco.

doppio entrambi diciottenne terzo

26

Classifica nella tabella i numerali presenti nelle seguenti espressioni.

doppia panna quinta classificata 500 metri ambo i sessi una coppia di comici dozzina di ragazzi quattordici libri secondo piano entrate a due a due mezza fetta di torta rivista biennale dieci comandamenti i due terzi del bestiame quadruplice alleanza atto terzo

Cardinali

Ordinali

Moltiplicativi

Numerativi

Distributivi

Frazionari

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Parola di TRECCANI! - volume A
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Grammatica per la scuola secondaria di primo grado. Capitolo DEMO: Il verbo